Centro pavimentazione 1
   Anno XI 
Martedì 20 Gennaio 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Florida Nicolai
Cronaca
20 Gennaio 2026

Visite: 46

Un movimento dal basso per una politica orgogliosa

 In Italia sta accadendo qualcosa di apparentemente paradossale: mentre da un lato cresce la consapevolezza della crisi climatica, dall’altro aumentano in troppe città potature “difensive”, interventi aggressivi e abbattimenti spesso ingiustificati e ingiustificabili. Eppure, soprattutto oggi, dovremmo ripartire dalla conoscenza scientificamente consolidata che gli alberi non sono arredo urbano, ma infrastruttura biologica essenziale, in grado di mitigare le isole di calore, di migliorare la qualità dell’aria, di sostenere la biodiversità e di proteggere la salute pubblica. ONDA - Organismo Nazionale Difesa Alberi, rete che coordina oltre 170 associazioni, comitati cittadini e gruppi di ricerca in tutta Italia, ha avanzato un pacchetto integrato di proposte sottoposte nei giorni scorsi ai Ministeri competenti (MASE e MIC), a ISPRA e al Comitato Sviluppo Verde Pubblico e all’On. Stefano Costa, già Ministro dell’Ambiente, per rafforzare tutele e regole nella gestione del verde urbano e forestale. La rete di firmatari, che include associazioni come Pro Natura, ISDE Medici per l’Ambiente, GUFI, Salviamo il Paesaggio e molti altri, rappresenta una significativa espressione della società civile organizzata, pronta a contribuire alla definizione delle politiche pubbliche nella fase cruciale di attuazione dei Piani di Ripristino previsti dalla normativa europea.

Il punto politico: cambiare il paradigma e ridefinire la nozione di “sicurezza”

 Il documento dedicato al verde urbano si focalizza sulla necessità di un cambio radicale - culturale e amministrativo - sul concetto di “sicurezza”. ONDA propone di ripensare e ridefinire la prevenzione sulla base del rapporto “benefici degli alberi / rischi residui”, rinunciando alla presunzione tecnocratica del rischio zero. Viene opportunamente ricordata la pronuncia importante del Consiglio di Stato: gli alberi vanno tutelati e non se ne può ordinare l’abbattimento d’urgenza se non si dimostra che è proprio indispensabile per la pubblica incolumità. In sintesi: la complessità ecologica non è governabile con un ragionamento di eliminazione preventiva. Vanno dunque superate la logica emergenziale e la “manutenzione difensiva” – causa di potature drastiche e di abbattimenti cautelativi – per lasciare definitivamente il posto a una gestione scientifica che bilanci rischi e benefici.

Il punto politico: cambiare il paradigma e ridefinire la nozione di “sicurezza”

Un altro punto decisivo è l’ancoraggio giuridico al riformato art. 9 della Costituzione (2022) in base al quale diventa interesse primario della Repubblica, anche nell’interesse delle generazioni future, la tutela di ambiente, biodiversità ed ecosistemi. Pertanto, le politiche pubbliche non possono più considerare il verde una voce marginale o, peggio, un ostacolo da rimuovere in nome di una “riqualificazione” spesso parola passpartout per l'ingiustificabile. Un abbattimento senza solide basi tecniche non è un atto amministrativo neutro: si configura come una violazione della nuova cornice costituzionale.

Commissioni Garanti del Verde: controllo vero, non solo “linee guida”

 Le proposte di ONDA enfatizzano un punto che dovrebbe essere ovvio, ma che nella prassi dei Comuni appare raro: la presenza degli strumenti minimi di trasparenza e cura quali il Censimento arboreo informatizzato, il Piano del Verde, il Regolamento del Verde e il Bilancio arboreo annuale (da discutere in Consiglio comunale e da rendere pubblico). Senza un censimento e senza un piano, non esiste manutenzione, ma solo emergenza, discrezionalità, appalto dopo appalto e cittadini spettatori passivi, esclusi dalle decisioni. Coerentemente, il documento di ONDA, a partire dal principio semplice che chi taglia deve renderne conto e chi amministra deve essere controllabile, insiste sulla pubblicazione delle perizie, sulla tracciabilità degli appalti, sulla cartellonistica obbligatoria in caso di abbattimento e compensazione, sull’obbligo di cura e irrigazione delle nuove piante per anni, con sostituzione gratuita in caso di fallimento.

Nature Restoration Law: l’Europa impone la tutela della canopia urbana

Tra le proposte più innovative si impone l’istituzione di una Commissione Garante del Verde a livello comunale e regionale (e persino nazionale), con compiti di controllo, ispezione, monitoraggio e sanzione: una risposta concreta, con regole chiare e verifiche esterne, al fenomeno innegabile della gestione del verde pubblico con criteri opachi o con conflitti di interesse impliciti (per esempio tra perizie e soggetti che poi eseguono tagli).

Boschi e biomasse: una deriva che assomiglia a un saccheggio

 L’obiettivo è allineare i regolamenti locali alla Nature Restoration Law dell’UE (Reg. UE 2024/1991), di cui viene ricordato un punto essenziale: l’art. 8 impone che, rispetto al 2024, entro il 2030 non ci sia perdita netta di spazi verdi urbani né di copertura arborea urbana e che dal 2031 gli Stati debbano garantire la tendenza all’aumento.La Nature Restoration Law impone non un semplice adeguamento, ma un cambio di paradigma: un salto qualitativo che trasforma la tutela del verde da prassi virtuosa in obbligo giuridico misurabile. Un obbligo europeo, con monitoraggio e Piani Nazionali di Ripristino. È questo, a mio avviso, un punto che farà emergere tutta la fragilità italiana. Moltissimi Comuni non hanno neppure uno strumento tecnico per misurare il proprio patrimonio arboreo: come sarà possibile attestare saldo, bilancio, coerenza?

Articolo 2051 del Codice Civile: la paura della responsabilità alimenta gli abbattimenti. Una questione di Diritto e Scienza

Il documento di ONDA sul verde forestale propone una svolta ancora più netta a partire dal rifiuto di una tutela delle foreste compressa nella retorica della “gestione attiva” che, di fatto, significa tagli invasivi, frammentazione ecologica, produzione di cippato e combustione industriale, incentivi pubblici che alimentano un’economia “drogata”. Si richiede di aumentare le aree a tutela integrale e di lasciare una quota molto ampia di foreste (il 50%) alla libera evoluzione naturale; di tutelare corridoi ecologici, aree umide, filari; di contrastare interventi (come le “fasce parafuoco”) che, paradossalmente, aumentano il rischio incendi e, soprattutto, di escludere la combustione delle biomasse forestali dall’elenco delle energie rinnovabili (perché non lo sono) e di abolire gli incentivi alle centrali. È una evidente frattura politica. La foresta non più un deposito di “combustibile”, ma (come di fatto è) capitale naturale indispensabile: “fabbrica di acqua dolce”, serbatoio di biodiversità, protezione del suolo e del clima.

La raccomandazione nazionale: i Comuni senza Piano del Verde si adeguino

Il terzo pilastro dei documenti presentati da ONDA è rappresentato dallo studio “Alberi come Beni comuni. Tra Scienza e Diritto” (pubblicato sulla rivista Pro Natura dai ricercatori Debernardi e Patriarca della Staz. Teriologica Piemontese (https://torino.pro-natura.it/alberi-beni-comuni/) il quale fornisce le basi giuridiche per il cambio di paradigma.  È questo un punto molto scomodo, ma probabilmente il più concreto. Le osservazioni si presentano particolarmente rilevanti alla luce soprattutto del Piano di Ripristino. Viene analizzato il modo in cui la giurisprudenza applica l’art. 2051 c.c. (responsabilità per cosa in custodia) alla caduta di alberi e rami, spingendo enti e gestori verso la “manutenzione difensiva”, da cui conseguono potature drastiche e abbattimenti cautelativi per dimostrare diligenza in giudizio, più che per reale necessità ecologica. Il testo richiama anche analisi statistiche che stimano il rischio annuo di morte per caduta di un albero in spazi pubblici in UK nell’ordine di 1 su 20 milioni. La proposta è chiara: riconoscere l’esistenza di un rischio naturale residuo, non certamente eliminabile con la distruzione sistematica del patrimonio arboreo, ma gestibile con informazione e prevenzione. È richiamato opportunamente l’art. 22 della legge 131/2025 sulla montagna: se il gestore informa adeguatamente, la colpa del fruitore può integrare caso fortuito ed esonerare dalla responsabilità.

Il caso Carrara: una possibilità di avanguardia, se ascolta i cittadini

Il messaggio conclusivo è un appello al recepimento della documentazione da parte di chiunque amministri una città. I Comuni che non hanno ancora redatto un Piano del Verde devono uniformarsi e subito a queste raccomandazioni, perché la Costituzione e l’Europa non consentono più politiche urbane fondate sull’improvvisazione e sul taglio. La transizione ecologica non può ridursi a piste ciclabili senza ombra o a piazze “riqualificate” senza alberi. In assenza di strumenti pubblici di pianificazione, i Comuni non governano: rincorrono emergenze, contenziosi e appalti.

Per una resistenza “concretamente” utopica

A Carrara, come probabilmente in molti altri Comuni, questo quadro nazionale ed europeo incrocia un processo locale decisivo.

Il comitato ARCA – Assieme per la Rigenerazione e la Cura dell’Ambiente - affiliato a ONDA, ha partecipato direttamente alla redazione del Regolamento del Verde di Carrara che dovrebbe completarsi a breve. Nei propri contributi ARCA ha sostenuto un’impostazione pienamente coerente con le raccomandazioni di ONDA, dei cui documenti è del resto firmataria: cambio di paradigma nella gestione del rischio, trasparenza e pianificazione, tutela della canopia urbana e applicazione sostanziale della riforma dell’art. 9 della Costituzione. Con spirito collaborativo e di contributo fattivo, i documenti di ONDA sono stati trasmessi alla nostra amministrazione: non come gesto simbolico, ma come rafforzamento tecnico e normativo di una posizione civica fondata su principi condivisi anche a livello europeo. L’auspicio è di rafforzare le proposte avanzate nel corso del processo di redazione del Regolamento del Verde urbano, proposte saldamente allineate con il quadro giuridico e scientifico nazionale. Carrara, adottando un Regolamento basato su questi princìpi, si porrebbe certamente all’avanguardia tra i Comuni italiani: non solo nella tutela ambientale ma anche nell’innovazione amministrativa e nella prevenzione dei contenziosi.

L’auspicio è che i contenuti di questi documenti possano costituire un solido riferimento per tutti i Comuni, orientando l'elaborazione di Piani e Regolamenti del Verde coerenti con il nuovo quadro costituzionale ed europeo. La rete di firmatari, che include associazioni come Pro Natura, ISDE Medici per l’Ambiente, GUFI, Salviamo il Paesaggio e molti altri, rappresenta una significativa espressione della società civile organizzata, pronta a contribuire alla definizione delle politiche pubbliche nella fase cruciale di attuazione dei Piani di Ripristino previsti dalla normativa europea.

Di fronte agli scenari cosiddetti distopici delle climate fiction (in lente filosofica e intimista o politica e collettiva), le proposte di ONDA rappresentano un atto di resistenza concretamente utopico. Servono a scrivere, hic et nunc, un copione diverso per le nostre città: non quello del degrado, ma quello di una rigenerazione fondata sulla cura del vivente.

Pin It
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

La circolazione veicolare lungo la Strada Provinciale 61 di Canossa, nel comune di Mulazzo, viene modificata dal…

La circolazione veicolare lungo la Strada Provinciale 73, nel comune di Carrara, viene modificata dal…

Spazio disponibilie

Si avvisa la cittadinanza che a causa dell'intervento di ristrutturazione degli ambienti della palazzina della…

La circolazione veicolare lungo la Strada Provinciale 46 Oliveti, nel comune di Massa, viene modificata…

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Lunedì 19 gennaio, alle ore 9,30, presso la Sala della Resistenza del Palazzo Ducale di Massa,…

Secondo appuntamento con la rassegna musicale dedicata ai giovanissimi a cura di…

Retiambiente Carrara informa che per ottimizzare gli accessi nella fase invernale e per permettere un più…

La circolazione veicolare viene interrotta lungo la Strada Provinciale 41 di Pognana, nel comune di…

Spazio disponibilie

 E' on line, sul sito della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara (www.fondazionecrcarrara.com), la nuova

Si è conclusa nei giorni scorsi la procedura negoziata relativa a un  intervento di consolidamento…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie