Politica
Rifondazione Comunista e Legambiente Carrara aderiscono allo sciopero indetto dalla Cgil il 14 ottobre
Rifondazione Comunista Massa Carrara aderisce allo sciopero generale del prossimo 14 ottobre, indetto a livello regionale dalla CGIL e a livello provinciale da USB, per ribadire…

"Che fine ha fatto il 'fognone'?": il consigliere Mirabella chiede risposte sugli allagamenti di Avenza e Marina
Il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella torna sulla questione degli allagamenti d ogni temporale: "Ad ogni pioggia, anche non eccezionale, Carrara affonda nell'ennesimo disastro annunciato: strade trasformate…

Sciopero generale regionale di quattro ore. Coinvolto il servizio urbano ed extraurbano di tutta la Toscana
FIRENZE, 10 ottobre 2026 – Mercoledì 14 ottobre i bus di autolinee toscane potrebbero subire ritardi o cancellazioni di corse nel servizio urbano ed extraurbano di…

Giornate FAI d’Autunno 2026: la Provincia di Massa-Carrara alla visita istituzionale presso le Ex Segherie Walton a Carrara
Nella mattinata di sabato 10 ottobre, alle ore 11, la Provincia di Massa-Carrara ha partecipato ufficialmente alla visita riservata alla Rappresentanza istituzionale del territorio, organizzata…

Case popolari a Carrara, Sinistra Italiana - AVS: quanti sono gli alloggi disponibili ?
A fine ottobre chiuderanno le nuove graduatorie per l'assegnazione degli alloggi pubblici ERP a Carrara e come Sinistra Italiana - AVS riteniamo doveroso che siano rese…

Il Polo P&S: sullo stadio comunale tornare al modello di gestione ante Persiani
“Ho ascoltato con grande attenzione le parole della tifoseria della Massese in Consiglio comunale, così come a suo tempo avevo fatto con il dirigente della società…

Allagamenti a Carrara: pioggia o imprevidenza? Serve una città spugna, secondo Legambiente Carrara
Legambiente Carrara ha analizzato la situazione della città dopo l'ennesimo evento atmosferico che ha causato allagamenti: "Per l’ennesima volta la città è stata allagata (soprattutto da Avenza a…

Fantozzi e Lavorini (FDI): “La Regione Toscana deve ripristinare il contributo annuale per le famiglie con figli minori gravemente disabili, un problema per tante famiglie di Massa-Carrara e di tutta la Toscana”
Firenze, 9 ottobre 2026 – “Dopo qualche settimana dalla presentazione di una mozione presentata sul tema, rinnoviamo la richiesta che la Regione Toscana torni a erogare…

Dalla logistica alla cantieristica, fino al turismo: come la mappa del P.R.P. disegna il futuro dello scalo apuano secondo Ilari presidente di Aisop
MARINA DI CARRARA – L'analisi delle tavole grafiche del Piano Regolatore Portuale (P.R.P.) offre una visione dettagliata di come si intenda riorganizzare lo scalo di Marina di…

«Case Sen: stop agli sfratti e si assegnino gli alloggi sfitti»: le richieste dell’amministrazione alla proprietà
«Come amministrazione stiamo seguendo da vicino l'evolversi della situazione degli immobili Sen di Avenza ormai da diversi mesi – spiega il vicesindaco e assessore alla Casa…

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“Le biblioteche non sono un mondo magico sono un vero e proprio fallimento, un’illusione”. Lo afferma il consigliere comunale della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: “L’assessore alla cultura Gea Dazzi – fedelissima del sindaco Arrighi e figura di spicco di un Partito Democratico ormai in evidente affanno politico e culturale – oggi sulla stampa tenta di spacciare per successo quello che è in realtà l'e'nnesimo segnale del fallimento dell’amministrazione. Si parla di “riorganizzazione” e “ampliamento dei servizi” per la biblioteca di Marina, ma si tratta solo di un maquillage amministrativo per nascondere un problema strutturale che il PD governa da anni senza alcuna strategia. Non c’è personale sufficiente, non c’è visione, non c’è investimento vero. Si gioca a spostare le pedine, come se i cittadini non se ne accorgessero. Il caso della biblioteca di Carrara è emblematico: un edificio vasto, potenzialmente ricco di opportunità, che resta però intrappolato nella logica del minimo sindacale, con servizi offerti a macchia di leopardo, eventi sporadici, e una gestione più preoccupata di difendere le apparenze che di garantire un accesso reale e moderno alla cultura. Eppure, dalla Dazzi – che pare dare voce passivamente ad una linea imposta dall’alto – arriva solo un entusiasmo fuori luogo, figlio di un PD incapace di leggere la realtà e pronto a celebrare la mediocrità come fosse progresso. Sulle sedi periferiche, poi, il quadro è desolante. A Marina, dopo l’esternalizzazione voluta proprio da questa amministrazione per “migliorare i servizi”, ci si ritrova con una biblioteca ridotta al minimo, buona solo per il prestito locale. Niente rete interbibliotecaria, niente supporto alla ricerca, niente reale supporto agli utenti. Ad Avenza, in una zona della città sistematicamente ignorata dalla giunta Arrighi, si lascia marcire una biblioteca inserita in un contesto degradato, senza nemmeno il tentativo di rilanciarla come presidio civico e culturale. Altro che “riorganizzazione”: qui siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento silenzioso della cultura pubblica, uno dei pilastri di qualsiasi città che voglia definirsi civile. In molte realtà italiane, le biblioteche sono spazi di rigenerazione urbana, luoghi vivi, hub culturali e sociali. A Carrara, invece, sotto la guida del PD e di un’assessore Dazzi che ha rinunciato da tempo a qualunque idea di progettualità, ci accontentiamo di sale lettura aperte a singhiozzo e servizi tagliati. L’impressione è chiara: questa amministrazione non crede nella cultura, la tollera a fatica, la considera un costo da minimizzare. E il Partito Democratico, pur di difendere le proprie poltrone e posizioni, continua a svendere anche l’essenziale. La rete bibliotecaria è una infrastruttura strategica per il benessere di una comunità. Qui la si sta abbandonando lentamente, ma inesorabilmente. E noi non ci voltiamo dall’altra parte.
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Rifondazione Comunista Massa Carrara aderisce allo sciopero generale del prossimo 14 ottobre, indetto a livello regionale dalla CGIL e a livello provinciale da USB, per ribadire con forza che la solidarietà al popolo palestinese, vittima di un genocidio, non può essere considerata un reato, né può essere oggetto di criminalizzazione e repressione. Scendiamo in piazza perché riteniamo inaccettabile che chi manifesta contro il genocidio, l’occupazione e la violazione dei diritti fondamentali del popolo palestinese debba subire denunce e affrontare procedimenti giudiziari per aver esercitato il proprio diritto di esprimere dissenso e solidarietà. La libertà di manifestazione e il diritto di protesta sono principi fondamentali della democrazia, che devono essere difesi soprattutto quando vengono messi in discussione.Questi episodi si inseriscono in un quadro politico sempre più preoccupante, segnato dalle politiche securitarie del Governo e dai cosiddetti ddl Sicurezza, che introducono e inaspriscono strumenti repressivi nei confronti di chi lotta, protesta e si mobilita. Si vuole alimentare un clima di intimidazione, nel quale il dissenso sociale e politico rischia di essere trattato come un problema di ordine pubblico anziché come una componente essenziale della vita democratica.Per questo, saremo presenti e porteremo la nostra piena solidarietà alle persone denunciate, tra cui anche compagni e compagne della nostra federazione, per aver partecipato alle mobilitazioni in sostegno della Palestina dello scorso autunno, chiamate ora ad affrontare i rispettivi procedimenti giudiziari, il cui avvio è previsto per il 12 ottobre e il 9 novembre. A tutte le compagne e a tutti i compagni coinvolti esprimiamo vicinanza e sostegno, nella consapevolezza che colpire chi manifesta per la Palestina significa colpire il diritto di tutte e tutti a prendere posizione contro le ingiustizie.Non accettiamo che la solidarietà internazionale venga trasformata in una colpa, né che la denuncia di un genocidio e la richiesta di pace, giustizia e libertà diventino motivo di persecuzione giudiziaria. Saremo al fianco di chi ha scelto di non voltarsi dall'altra parte davanti alla tragedia del popolo palestinese, perché nessuna intimidazione potrà cancellare le ragioni della solidarietà e della giustizia.Contro la repressione e i ddl Sicurezza, per il diritto di manifestare, al fianco del popolo palestinese. La solidarietà non è reato, la solidarietà non si processa.
Legambiente Toscana, con i circoli di Carrara, Massa-Montignoso, Lunigiana e Versilia, aderisce con convinzione allo sciopero generale della Toscana e alla manifestazione del 14 ottobre a Massa perché ovviamente la protesta non può essere un reato.Siamo convinti che i provvedimenti racchiusi nei “pacchetti Sicurezza” del Governo rappresentano una grave lesione al diritto di manifestare pacificamente, come abbiamo fatto – per mesi – per la Palestina, contro il genocidio e per i diritti umani e civili dei cittadini e delle cittadine di Gaza.Per questo il 14 ottobre ci saremo: per rivendicare il pieno diritto a manifestare e a protestare e per testimoniare la nostra solidarietà alle persone che sono state portate davanti al Tribunale perché, anche assieme a moltissimi di noi, quel diritto lo hanno, lo abbiamo esercitato.
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Il consigliere della Lista Ferri Filippo Mirabella torna sulla questione degli allagamenti d ogni temporale: "Ad ogni pioggia, anche non eccezionale, Carrara affonda nell'ennesimo disastro annunciato: strade trasformate in torrenti, scantinati allagati, famiglie evacuate ed economie locali messe in difficoltà. E mentre i cittadini contano i danni, l'amministrazione Arrighi torna a diffondere video e dirette dalla sala COC della Protezione civile, accompagnati dai consueti ringraziamenti e dall'annuncio di "piani di potenziamento in fase di elaborazione". Annunci che, dopo anni di criticità, non possono più sostituire risultati verificabili.Diciamo BASTA alla politica delle passerelle digitali. I cittadini non si salvano dagli allagamenti con i video sui social, ma con la manutenzione ordinaria e con opere pubbliche che devono finalmente passare dalla carta ai cantieri.Di fronte alle criticità segnalate, l'assessore Orlandi chiarisca come venga esercitato il controllo sulla rete fognaria e se la pulizia di tombini e caditoie sia stata svolta con la necessaria regolarità. È inaccettabile che intere zone della città si ritrovino puntualmente sott'acqua. In diverse aree, come segnalato da numerosi residenti, caditoie e bocchette risultano ostruite da foglie e vegetazione incolta: senza una pulizia costante, come può l'acqua defluire correttamente? Da Avenza al litorale, passando per la Doganella, viale XX Settembre e via Bassagrande, le strade continuano a trasformarsi in trappole per residenti e automobilisti.C'è poi il nodo centrale del "Fognone": un'opera strategica indicata da anni nella programmazione comunale e mai portata a compimento dalle amministrazioni a guida PD. Oggi la sindaca Arrighi, dopo 4 anni, scopre che "serve un piano per la rete fognaria di viale XX Settembre". Ma il problema non nasce oggi. Annunciare nuovi studi in corso non è un segnale di efficienza, ma la conferma di un ritardo ingiustificabile.I cittadini hanno il diritto di sapere: quali risorse siano state effettivamente impegnate per il "Fognone", quanto sia già stato speso, a che punto sia la progettazione e cosa ne abbia impedito finora la realizzazione.A questo punto chiediamo fatti e non promesse: un controllo e una pulizia straordinaria di caditoie e bocchette di scarico nelle aree critiche, con pubblicazione degli interventi effettuati e un resoconto pubblico e trasparente sulla situazione del "Fognone", con tempi certi dei lavori.Carrara è stanca di affogare nelle emergenze mentre chi governa si limita a comunicare sui social senza offrire soluzioni definitive".
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FIRENZE, 10 ottobre 2026 – Mercoledì 14 ottobre i bus di autolinee toscane potrebbero subire ritardi o cancellazioni di corse nel servizio urbano ed extraurbano di tutta la Regione, a causa di uno sciopero generale regionale proclamato da CGIL.L'adesione da parte di FILT CGIL, allo sciopero generale regionale, per autolinee toscane, prevede l'astensione dal lavoro per 4 ore con le seguenti modalità di attuazione: Personale viaggiante dalle 8.20 alle 12.20; Personale impiegatizio e operai - Ultime 4 ore del turno di lavoro.
Questo sciopero coinvolgerà sia il personale viaggiante che gli impiegati, compresi quelli delle biglietterie.La regolarità del servizio dei bus dipenderà dalle adesioni allo sciopero. La percentuale di adesione all'ultimo sciopero di 24 ore del 3 ottobre 2025 a cui aderì CGIL fu del 22,26%. Lo sciopero è stato indetto contro l'attuazione dei "pacchetti sicurezza" che secondo l'Organizzazione sindacale limitano il diritto, sancito dalla Carta Costituzionale, di manifestare. In particolare CGIL evidenzia che le ricadute di tali provvedimenti si sono palesate anche per quanto è accaduto durante le manifestazioni territoriali contro il genocidio a Gaza, inserite all'interno dello Sciopero Generale indetto dalla CGIL, del 03 ottobre 2025, in cui a Massa Carrara 36 persone tra giovani, donne, lavoratori, pensionati, dirigenti di organizzazioni sindacali e associative hanno ricevuto l'avviso di conclusione indagini con contestuale citazione all'udienza di comparizione pre-dibattimentale davanti al Tribunale di Massa per aver simbolicamente occupato i binari della stazione di Massa Centro.Per informazioni si invitano i passeggeri a consultare il sito www.at-bus.it o la app at bus, oppure a chiamare il numero verde di autolinee toscane: 800 14 24 24 (Lun-Dom 6-24). Si possono anche seguire le informazioni pubblicate sui canali social di autolinee toscane: X: @AT_Informa; Facebook: autolinee toscane.
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La casa è un diritto, l'ERP è patrimonio pubblico: trasparenza, manutenzione e assegnazioni devono essere una priorità. Dati chiari sono il punto di partenza per garantire trasparenza, tutelare il patrimonio pubblico e immaginare una politica dell'abitare in linea con i bisogni delle persone.
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“Ho ascoltato con grande attenzione le parole della tifoseria della Massese in Consiglio comunale, così come a suo tempo avevo fatto con il dirigente della società che aveva partecipato al Consiglio comunale sull’Impiantistica Sportiva comunale. Uno dei principali obiettivi amministrativi che ci siamo dati come Polo Progressista e di Sinistra è stato quello di affrontare la condizione attuale dell’infrastruttura sportiva, vitale per lo sviluppo delle persone. Permettere a tutte le società locali, di qualsiasi sport, l’accesso all’infrastruttura sportiva pubblica è il fine per cui ci siamo mossi in questi tre anni, infatti la Massese, la più vecchia società sportiva della città, purtroppo non è la sola a soffrire per mancanza di disponibilità impiantistica” dichiara la consigliera Bennati. “L’Amministrazione comunale su questo si è dimostrata sorda e cieca continuando a sposare la logica dei bandi, delle convenzioni e delle privatizzazioni di fatto degli impianti di calcio comunali. Il risultato di questa politica amministrativa sono società che si rivalgono su altre società costrette a pagare migliaia di euro all’anno per poter proseguire la propria attività sportiva non avendo però di fatto possibilità di sviluppo. La stessa Massese, da decenni, non ha una struttura calcistica comunale a disposizione dove allenarsi e sviluppare un vivaio, solo adesso con la scomparsa della Virtus Poggioletto ha trovato una risposta insufficiente alla sua situazione” sottolinea Bennati. Come Polo Progressista e di Sinistra abbiamo sempre sottolineato che la Massese come società sportiva più antica della città dovrebbe essere esempio e fiore all’occhiello dello sport cittadino. La vicenda dello stadio comunale non può essere considerata senza uno sguardo complessivo all’impiantistica comunale e a tutte le società che gestiscono il calcio nella nostra città. La Massese oggi ha bisogno di aiuto, ma ne aveva necessità anche una società calcistica massese quando qualcuno ha pensato bene di danneggiarla per questioni di campanilismo. Ai tifosi della Massese deve essere ben chiaro che ogni decisione inerente stadio e campi di allenamento è stata assunta dall’Amministrazione del Sindaco Persiani e non da una generica “politica”. La nostra posizione politica è chiara, tutte le società sportive devono essere messe in condizioni di svilupparsi e in qualsiasi sport. La gestione diretta dello stadio comunale da parte del Comune di Massa è un punto politico fermo per Il Polo Progressista e di Sinistra e ci sono modi diversi per realizzarlo. L’assessore allo sport Acerbo, a nostro avviso, ha intrapreso invece una direzione che mira a privatizzare lo stadio comunale. Siamo convinti invece che si debba recuperare il modello di gestione dello stadio comunale antecedente al Sindaco Persiani che costava all’anno alla Massese dell’epoca una cifra sostenibile per poter fare allenamenti quotidiani e giocarci in ben altro campionato.
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Legambiente Carrara ha analizzato la situazione della città dopo l'ennesimo evento atmosferico che ha causato allagamenti: "Per l’ennesima volta la città è stata allagata (soprattutto da Avenza a Marina) a seguito di una pioggia intensa (130 mm in un’ora): Carrione a livelli di guardia, viale XX Settembre come un fiume, strade, cantine e garage sommersi, veicoli in panne ad Avenza, altri intrappolati nei sottopassi di Baudoni e di via Marchetti, viale Zaccagna sommerso e chiuso al traffico. Una scena di “ordinaria emergenza” alla quale, purtroppo siamo ormai abituati.Ringraziamo la centrale operativa della Protezione Civile comunale e le squadre della VAB, prodigatesi nei soccorsi e per limitare i disagi ai cittadini. Ma, al tempo stesso, chiediamo all’amministrazione comunale un esame di coscienza. Se il livello dei fiumi si innalza pericolosamente e se le strade stesse diventano fiumi, infatti, non è colpa della pioggia, ma della cattiva gestione del territorio: tutte le amministrazioni che si sono succedute nel tempo, infatti, hanno continuato a consentire e favorire la cementificazione del suolo, permettendo nuove edificazioni invece di recuperare il patrimonio edilizio esistente, e utilizzando materiali non drenanti per pavimentare strade, marciapiedi e piazze. Senza apparentemente rendersi conto che, impermeabilizzando il territorio, si impedisce al suolo di assorbire le acque meteoriche, costringendole a scorrere in superficie.Eppure, anche oggi, quando ormai il concetto di “città spugna” è uscito dalla ristretta cerchia degli studiosi per affermarsi sui media e nella coscienza dei cittadini, a Carrara, come del resto in moltissime altre città strade, piazze, parcheggi, marciapiedi (compresi quelli appena rifatti) continuano ad essere realizzati con materiali impermeabili; perfino le aiuole verdi (che potrebbero utilmente assorbire acqua) sono spesso rilevate e contornate da un cordolo impermeabile che impedisce all’acqua di raggiungerle e di infiltrarsi nel terreno. Nello stesso tempo si pensa ad “adeguare la rete fognaria” che in alcuni casi può essere anche un’opera necessaria ma che rappresentano in un contesto di crisi climatica solo un palliativo.Al monte, i ravaneti – che per la loro permeabilità e scabrezza potrebbero assorbire le acque, rallentandone lo scorrimento – sono visibilmente (quanto impunemente) intasati da terre, diventando così da fattori di sicurezza idraulica, fattori di rischio.I fiumi e i canali, infine, sono stati ristretti entro muri spondali in cemento che, impedendo alle acque di infiltrarsi nella falda, accentuano i livelli di piena.Insomma, l’intero territorio (edifici, strade, parcheggi, piazze, fiumi, canali, cave e ravaneti) continua a essere strutturato come una vera e propria “fabbrica di alluvioni”.In sintesi, una amministrazione responsabile dovrebbe smettere di contare sulla Protezione Civile (da riservare alle reali emergenze) e compiere una vera rivoluzione culturale: creare una “città spugna” sull’intero territorio, dai monti al mare, depavimentare le superfici urbane, creare giardini della pioggia, piantare boschi urbani ecc. Non solo arrivare al “consumo di suolo zero” (dal quale invece siamo purtroppo ancora distanti) ma iniziare a progettarne i ripristini e realizzarli in tempi brevi.Ciò che serve veramente – ancor prima che grandi investimenti – è cambiare radicalmente mentalità (principio valido da tempo ma oggi irrinunciabile, vista la crisi climatica conclamata), applicando sistematicamente i principi della città spugna negli interventi quotidiani. Ci auguriamo che l’amministrazione compia un profondo esame di coscienza e rivoluzioni la mentalità e il comportamento dei propri uffici".
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Firenze, 9 ottobre 2026 – “Dopo qualche settimana dalla presentazione di una mozione presentata sul tema, rinnoviamo la richiesta che la Regione Toscana torni a erogare il contributo annuale alle famiglie con figli minori con disabilità grave.Anche negli ultimi giorni, alcune famiglie ci hanno contattato sull’argomento. La mozione è stata appunto presentata per porre all’attenzione del Consiglio Regionale e della Giunta Regionale un tema molto importante, che coinvolge una parte della popolazione della Toscana e che sulla provincia di Massa-Carrara vede molte famiglie in difficoltà, che hanno esigenza di ricevere assistenza e contributi continui e adeguati alle necessità che devono fronteggiare.Non si tratta di istituire una nuova forma assistenziale, ma di ripristinare una norma di buonsenso che inspiegabilmente è stata sospesa.Infatti, le famiglie che hanno al loro interno figli minori con gravi forme di disabilità sono state private del contributo che veniva giustamente erogato loro per fare fronte alle spese e integrare i mancati guadagni che l’assistenza a questi membri della famiglia fatalmente comporta.Questa misura una tantum era stata istituita per l’anno 2023 e non confermata dalla Giunta Regionale in quelli successivi, senza una chiara motivazione. Tutto questo ha creato per le famiglie una situazione critica di discontinuità che si è certamente ripercossa nel bilancio famigliare e, soprattutto, nel mantenimento di adeguati livelli di assistenza e nella qualità dell’assistenza dei minori portatori di handicap che rientrano nelle piuttosto rigide maglie della normativa vigente, che individua in modo dettagliato chi rientra nei parametri che consentono l’erogazione del contributo.Con la mozione chiediamo quindi che questi contributi vengano ripristinati nel primo esercizio finanziario utile e, in prospettiva, diventino un contributo strutturale per tutte le famiglie di Massa-Carrara e della Toscana che si trovano in queste difficili condizioni”, sostengono Vittorio Fantozzi, Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia e Sara Lavorini, Responsabile Dipartimento Sociale e Famiglia FDI Toscana.
«Così la Regione ci ha tolto anche il contributo per nostro figlio disabile: ora siamo invisibili»
MASSA. Ci sono battaglie quotidiane che non fanno rumore, combattute tra le pareti di casa, lontano dai riflettori della politica e dai bilanci regionali. Sono le storie delle famiglie apuane che convivono ogni giorno con la disabilità, dove l'assistenza non è una scelta, ma una devozione costante e totalizzante.
A raccontare questa realtà è un padre di Massa — di cui non pubblichiamo le generalità per motivi legati alla tutela della privacy del figlio minore — che dà voce al dolore e alla frustrazione della propria famiglia.
«Uno dei nostri figli ha una patologia congenita e, fin dalla nascita, ha avuto bisogno di una presenza continua, 24 ore su 24», spiega l'uomo. Una condizione che stravolge l'organizzazione quotidiana e costringe a sacrifici enormi: «Mia moglie si è presa cura di lui totalmente, rinunciando al proprio lavoro e diventando una caregiver a tempo pieno. Una figura fondamentale, eppure invisibile per le istituzioni».
A pesare, oggi, non è soltanto il carico quotidiano dell'assistenza, ma la sensazione improvvisa di essere stati dimenticati. Fino al 2023, la Regione Toscana erogava un contributo annuale di 700 euro una tantum — poco meno di 60 euro al mese — destinato alle famiglie con figli disabili. Un sostegno economico modesto, ma dal valore simbolico inestimabile. «Quel contributo era un piccolo segnale di vicinanza, una carezza da parte delle istituzioni che ci faceva sentire quantomeno considerati e non completamente soli».Poi, l'interruzione. Senza preavviso né grandi spiegazioni, se non quelle legate alle pieghe della legge di bilancio e a stringenti logiche di pura ragioneria. Da un anno all'altro, l'aiuto è svanito nel nulla, lasciando molte famiglie del territorio massese e toscano con un senso di abbandono ancora più profondo.«Come la nostra famiglia, tantissime altre si sono viste tagliare questo sostegno dall'oggi al domani. Oltre al peso della malattia, ciò che fa davvero male è la solitudine, il sentirsi trasparenti agli occhi di chi governa. E percepire che, per le istituzioni, stiamo crescendo dei cittadini di serie B rende tutto ancora più amaro».Per questo motivo, il genitore ha deciso di non restare in silenzio e ha già provveduto a segnalare la situazione agli esponenti politici locali: un atto ritenuto doveroso per portare la questione all'attenzione della giunta regionale, nella speranza che si riapra un dibattito sui tagli al welfare e sul mancato riconoscimento dei caregiver familiari. Alle famiglie non servono solo numeri e calcoli di bilancio: serve la certezza che le istituzioni non voltino le spalle a chi affronta ogni giorno un carico che dovrebbe essere sostenuto dall'intera comunità.
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