Politica
Consiglio regionale toscano: la terza sezione del Tar ribalta il risultato elettorale, fuori Guidi entra Bulleri
Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli…

Due auto parcheggiate male e Carrara va nel caos: traffico bloccato fino al viale, odissea per una donna malata di diabete che si recava a Monterosso per le cure
Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al…

"Palazzo Rosso sarà un motore della rinascita di Carrara": il sindaco Serena Arrighi replica alle critiche del consigliere Mirabella
«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a…

Aumento biglietto Tpl, Stella e Ferri (FI): "Convocazione d'urgenza Giani, assessore Boni e vertici AT in 2° e 4° Commissione"
Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute…

Ordinanze della Corte di Cassazione sulle rette RSA. CNA Pensionati Massa Carrara: “Una tutela importante per le famiglie dei malati di Alzheimer. Ora servono informazioni chiar
CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer…

AFAM: Conferenze nazionali chiedono il ritiro dello schema di revisione del DPR 132/2003
Le Conferenze Nazionali dei Direttori e dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti, dei Conservatori di Musica, degli ISIA e la Conferenza Nazionale delle Consulte degli Studenti AFAM…

Tpl, Stella e Ferri: "Raccolta firme e gazebo Forza Italia contro aumento biglietti bus. Mozioni in tutti i Consigli comunali
"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del…

Caso Palazzo Rosso: il valzer delle varianti e i dubbi sul rispetto delle procedure ministeriali: la critica del consigliere Mirabella
L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa.

Avanti – Più Europa Carrara: "Su Villa Ceci serve aprire una discussione pubblica seria"
Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze…

Il comitato No Variante Aurelia lancia l'allarme ai cittadini sulle conseguenze della realizzazione del progetto
Il Comitato No Variante Aurelia rivolge un avviso urgente ai residenti lungo il tracciato della Variante Aurelia perché, purtroppo, il Comune di Massa non ha…

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“Le biblioteche non sono un mondo magico sono un vero e proprio fallimento, un’illusione”. Lo afferma il consigliere comunale della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: “L’assessore alla cultura Gea Dazzi – fedelissima del sindaco Arrighi e figura di spicco di un Partito Democratico ormai in evidente affanno politico e culturale – oggi sulla stampa tenta di spacciare per successo quello che è in realtà l'e'nnesimo segnale del fallimento dell’amministrazione. Si parla di “riorganizzazione” e “ampliamento dei servizi” per la biblioteca di Marina, ma si tratta solo di un maquillage amministrativo per nascondere un problema strutturale che il PD governa da anni senza alcuna strategia. Non c’è personale sufficiente, non c’è visione, non c’è investimento vero. Si gioca a spostare le pedine, come se i cittadini non se ne accorgessero. Il caso della biblioteca di Carrara è emblematico: un edificio vasto, potenzialmente ricco di opportunità, che resta però intrappolato nella logica del minimo sindacale, con servizi offerti a macchia di leopardo, eventi sporadici, e una gestione più preoccupata di difendere le apparenze che di garantire un accesso reale e moderno alla cultura. Eppure, dalla Dazzi – che pare dare voce passivamente ad una linea imposta dall’alto – arriva solo un entusiasmo fuori luogo, figlio di un PD incapace di leggere la realtà e pronto a celebrare la mediocrità come fosse progresso. Sulle sedi periferiche, poi, il quadro è desolante. A Marina, dopo l’esternalizzazione voluta proprio da questa amministrazione per “migliorare i servizi”, ci si ritrova con una biblioteca ridotta al minimo, buona solo per il prestito locale. Niente rete interbibliotecaria, niente supporto alla ricerca, niente reale supporto agli utenti. Ad Avenza, in una zona della città sistematicamente ignorata dalla giunta Arrighi, si lascia marcire una biblioteca inserita in un contesto degradato, senza nemmeno il tentativo di rilanciarla come presidio civico e culturale. Altro che “riorganizzazione”: qui siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento silenzioso della cultura pubblica, uno dei pilastri di qualsiasi città che voglia definirsi civile. In molte realtà italiane, le biblioteche sono spazi di rigenerazione urbana, luoghi vivi, hub culturali e sociali. A Carrara, invece, sotto la guida del PD e di un’assessore Dazzi che ha rinunciato da tempo a qualunque idea di progettualità, ci accontentiamo di sale lettura aperte a singhiozzo e servizi tagliati. L’impressione è chiara: questa amministrazione non crede nella cultura, la tollera a fatica, la considera un costo da minimizzare. E il Partito Democratico, pur di difendere le proprie poltrone e posizioni, continua a svendere anche l’essenziale. La rete bibliotecaria è una infrastruttura strategica per il benessere di una comunità. Qui la si sta abbandonando lentamente, ma inesorabilmente. E noi non ci voltiamo dall’altra parte.
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Una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana, pubblicata oggi 18 giugno e con effetto immediato, riscrive la composizione del consiglio regionale toscano all'interno di Fratelli d'Italia. La candidata pisana Serena Bulleri aveva impugnato l'esito delle elezioni regionali del 12-13 ottobre 2025, sostenendo che alla lista del suo partito fossero stati sottratti voti in diverse sezioni della provincia di Pisa. I giudici amministrativi avevano già disposto in precedenza una verifica approfondita, affidando al prefetto di Pisa il compito di esaminare le schede contestate in decine di sezioni sparse tra Bientina, Pontedera, San Miniato, Volterra e altri comuni, oltre a tre sezioni specifiche a Calci, Casciana Terme e nel capoluogo. Al termine di questa ricognizione, il bilancio ha premiato le ragioni del ricorso: Fratelli d'Italia nella circoscrizione pisana ha recuperato 210 voti finora non contabilizzati correttamente.Quel margine, apparentemente contenuto, si è rivelato sufficiente a spostare l'assegnazione di un seggio: con il meccanismo proporzionale, Pisa supera Massa e conquista un secondo rappresentante in Regione. Serena Bulleri entra quindi nell'assemblea regionale, portando la delegazione pisana a quota nove consiglieri tra assessori, vicepresidenti e consiglieri di maggioranza e opposizione.
A pagare il prezzo di questa redistribuzione è Marco Guidi, consigliere eletto nella circoscrizione di Massa-Carrara. Nel pomeriggio di oggi ha affidato al suo profilo Facebook la propria reazione, con queste parole scritte di suo pugno: "Si interrompe il mio percorso da consigliere regionale. Nonostante i 13.551 voti certificati dal sito eligendo del Ministero degli Interni, a causa di un ricorso al TAR presentato da una candidata di Fratelli d'Italia di Pisa, Serena Bulleri, e ad una sentenza che ci attribuisce meno voti di quelli realmente presi, il nostro territorio viene privato di un rappresentante in regione Toscana. Al di là dell'amarezza e delusione personale, mi dispiace per le 13.551 persone che hanno dato fiducia a Fratelli d'Italia nella nostra provincia e per la mia comunità militante che mi ha permesso di raggiungere quel risultato. Nessun ricorso, nessuna sentenza, nessun atto infame ci potrà togliere il grande risultato ottenuto. Mi dispiace anche per Fratelli d'Italia che non riuscirà ad avere rappresentanti in tutte le province della nostra Toscana. In questi 8 mesi ho cercato di servire al meglio il mio territorio e di portare quotidianamente le istanze di cittadini, provando a ridare dignità e centralità ad una provincia troppo spesso dimenticata. Per il futuro continuerò a svolgere il mio ruolo di consigliere comunale a Massa rispettando come sempre, con coerenza, l'impegno preso con gli elettori nel 2023. Sicuramente sarà per me anche il tempo delle riflessioni. Un abbraccio a tutti e grazie ancora per il vostro sostegno.'
A chiusura del post, Guidi ha scelto di citare una frase tratta dal mondo della letteratura: "Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare. Ma il tempo che avranno non dipende da noi."
Francesco Michelotti, deputato e coordinatore regionale toscano di Fratelli d'Italia, ha voluto sottolineare che Guidi rimane un punto di riferimento per il partito, sia sul territorio di Massa-Carrara che a livello più ampio.
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Una vera e propria odissea è quella vissuta, nella mattinata di giovedì 18 giugno, da una ex caposala del Monoblocco, diabetica, per raggiungere la diabetogia al distretto di Carrara e non può essere considerata un semplice "disagio". A dirlo è il consigliere della Lista Civica Massimiliano Bernardi che spiega:"Si tratta di un fatto gravissimo che fotografa il totale collasso logico dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Arrighi col sostegno incondizionato del PD. Trasformare un tragitto di poche centinaia di metri in una trappola di lamiera rovente per oltre un'ora, mette a nudo una superficialità politica inaccettabile, specialmente quando a pagarne il prezzo sono la salute pubblica e le fasce più vulnerabili della popolazione. La trappola è scattata tra la salita di San Ceccardo e Piazza Sacco e Vanzetti, ed evidenzia il fallimento dei piani viabilistici alternativi varati dalla giunta Arrighi. Obbligare malati fragili a spegnere i motori sotto il sole per ovvi motivi normativi, con alte probabilità di svenire nell'abitacolo, è la drammatica conseguenza di una città ostaggio di cantieri non coordinati. Nel frattempo, i tentativi disperati della donna di contattare il Centro Diabetologico al numero 0585 657485 per avvisare del ritardo, hanno trasformato una mattinata di monitoraggio e screening metabolico in un incubo d'ansia". L'ingorgo a cui fa riferimento il consigliere Bernardi è stato causato da due auto lasciate con grande noncuranza in divieto di sosta in largo Salvador Allende, che hanno però bloccato il passaggio degli autobus. Il caos è stato immediato, anche perchè i vigili, nonostante siano stati chiamati subito sono arrivati dopo quasi 20 minuti dal primo mezzo bloccato e questo ha determinato il blocco totale del traffico nel centro di Carrara, che ha una sola valvola di sfogo: Piazza Matteotti, e la ricaduta immediata fino al viale XX Settembre. I due proprietari delle auto lasciate in divieto sono stati rintracciati dopo oltre mezzora dal formarsi dell'ingorgo, tanto che, nel frattempo, per cercare di far defluire un po' di auto da via Manzoni dove cominciava la fila che poi scendeva in piazza Matteotti e di seguito nelle uniche strade percorribili nel centro di Carrara, i vigili hanno chiamato una ruspa dal cantiere di Canal del Rio e le hanno fatto divellere i piloni che ostruiscono l'accesso in basso di largo Salvador Allende su Via del Cavatore. Molta la rabbia di automobilisti e cittadini rimasti bloccati per un'ora e tanta anche l'apprensione per l'eventuale chiamata di un'ambulanza in quei luoghi, che non avrebbe potuto, in alcun modo, raggiungere la persona da soccorrere.
Il caso Canal del Rio: dove è finita la programmazione?
Il consigliere Bernardi riprende: "La totale assenza di pianificazione emerge con forza analizzando il cantiere simbolo di questo caos: l’adeguamento idraulico del Canal del Rio, affidato alla ditta locale Ediltecnica Srl assieme allo Studio dell'ingegner Giuseppe Fruzzetti. La cronistoria di questa opera svela una gestione amministrativa imbarazzante:
• Il bando nel cassetto: La gara d'appalto legata ai fondi PNRR è stata vinta ed assegnata nel lontano 2023. Eppure, i lavori effettivi su strada sono partiti soltanto da pochi mesi, accumulando un ritardo mostruoso.
• La dimenticanza scandalosa: Per mesi il cantiere è rimasto congelato a causa di una svista progettuale macroscopica. Chi ha redatto il piano si è completamente dimenticato di prevedere lo spostamento preventivo dei sottoservizi (tubature di gas, acqua e reti elettriche sotterranee).
• Il sonno degli uffici comunali: Questo clamoroso errore non è stato minimamente notato dal Comune di Carrara, che ha approvato i documenti a scatola chiusa senza controllare lo stato reale del sottosuolo.Le pezze d'urgenza: Per rimediare alla "dimenticanza", il settore mobilità ha dovuto emettere ordinanze d'urgenza in serie, come la chiusura totale di via Don Minzoni per permettere lo spostamento dei cavi e delle condutture.
Una città ostaggio del dilettantismo
A causa di questa catena di omissioni tecniche, i lavori si sono accumulati tutti nello stesso periodo, portando alla chiusura simultanea di arterie vitali e al reindirizzamento forzato del traffico verso il polo sanitario di Piazza Sacco e Vanzetti. La rabbia dei residenti e dei commercianti è legittima: la cittadinanza non può pagare sulla propria pelle l'incompetenza logistica di chi amministra. Aprire piu' cantieri contemporaneamente per rincorrere le scadenze del PNRR, dopo aver sprecato anni a causa di dimenticanze progettuali dilettantesche, dimostra che Arrighi non conosce il concetto e le azioni di una programmazione e invece di fare tutti i giorni sterile e falsa propaganda per l'Arrighi bis farebbe bene a dimettersi".
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«Palazzo Rosso sarà uno dei motori della rinascita del centro storico. Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, palazzo Rosso non tornerà semplicemente a essere la sede della biblioteca 'Lodovici', ma diverrà la casa della cultura carrarina. Andremo a riaprire tutti e quattro i piani dell'edificio facendone un luogo di cultura a 360 gradi. Ci saranno quindi spazi dedicati alla consultazione e al prestito, ma anche due grandi sale conferenze polifunzionali, un'emeroteca, aree dedicate a bambini e ragazzi e poi ancora spazi pensati per la didattica e tanto altro ancora. Si tratta di un progetto nel quale come amministrazione crediamo fermamente e che una volta realizzato siamo certi potrà fare da traino per tutta la città, andando così ad adempiere nel migliore dei modi possibili all'obiettivo indicato nel finanziamento ministeriale che ci ha permesso, dopo anni di abbandono, di procedere al recupero di palazzo Rosso. La stessa scheda del bando delle Periferie dedicata a questo progetto, non a caso, si chiama 'Palazzo Rosso. Recupero Edilizio con miglioramento sismico, riqualificazione e riuso per servizi culturali'. Chi quindi oggi si lascia andare a facili allarmismi, paventando scenari catastrofici e addirittura la perdita del finanziamento dimostra semplicemente di non conoscere come stanno le cose. Bugie e strumentalizzazioni le lasciamo volentieri ad altri, questa amministrazione è impegnata nel realizzare opere e progetti destinati a cambiare il volto di Carrara e che, come nel caso di palazzo Rosso, sono rimasti per troppi anni chiusi in un cassetto. Per fare ulteriore chiarezza il riferimento alla destinazione dell'immobile come gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti non compare mai in nessun atto progettuale, delibera o determina. Non è d'altronde mai stato stato sottoscritto nessun atto formale di impegno con l'Accademia di Belle Arti, né tantomeno una convenzione che andasse in questa direzione».
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Firenze, 18 giugno - "Chiediamo la convocazione d'urgenza del governatore Giani, dell'assessore regionale ai Trasporti, Boni e dei vertici di Autolinee Toscane nelle prossime sedute delle Commissioni Seconda e Quarta del Consiglio regionale della Toscana. Non è accettabile che la Regione e At chiedano un sacrificio di questa portata ai cittadini, con una semplice delibera, senza un confronto con i rappresentanti dei cittadini nella massima assemblea elettiva della Toscana. L'aumento del prezzo del biglietto del bus, per una singola corsa, da 1,70 a 2 € è inaccettabile, dopo l'aumento dell'Irpef regionale, è un'altra tassa per i toscani, che colpisce i ceti più poveri". Lo affermano i consiglieri regionali toscani di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri."Chiediamo che venga sospeso l'adeguamento delle tariffe relative ai titoli di viaggio e quindi che venga lasciato invariato il costo dei biglietti - è la posizione di Stella e Ferri -. È un fatto gravissimo che la Regione Toscana abbia avallato le decisioni di Autolinee Toscane, non reggono le scuse e le giustificazioni: dietro a questo aumento ci sono solo incapacità gestionali. Per contrastare l'aumento dei ticket, abbiamo avviato, da ieri, una raccolta di firme, che nel primo giorno, per e-mail e WhatsApp ha già superato le 1.000 adesioni. Nel weekend e nelle prossime settimane, ci saranno gazebo in diverse città toscane".
"I gruppi consiliari di Forza Italia - annunciano Stella e Ferri - presenteranno una mozione contro l'aumento del ticket in tutti i Consigli comunali della Toscana. Voglio proprio vedere come voteranno i partiti di sinistra, visto che a parole si dicono contrari a questa scelta". Si può firmare mandando una e-mail a
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CNA Pensionati Massa Carrara richiama l’attenzione delle famiglie e delle istituzioni locali sulle recenti ordinanze della Corte di Cassazione in materia di rette RSA per pazienti affetti da Alzheimer in fase avanzata, stato vegetativo permanente o gravi patologie neurologiche degenerative. Secondo quanto emerso dalle pronunce depositate tra il 27 e il 28 maggio 2026 dalla Prima sezione civile della Corte di Cassazione, in presenza di condizioni cliniche particolarmente gravi, quando la componente sanitaria risulta inscindibile da quella assistenziale, la retta della struttura deve essere posta interamente a carico del Servizio sanitario nazionale. Le ordinanze riguardano casi distinti, tra cui anche una vicenda toscana relativa a una paziente con Alzheimer in stato avanzato. Si tratta di un principio di grande rilievo per tante famiglie che, negli anni, hanno sostenuto costi molto pesanti per il ricovero di un proprio familiare in RSA, spesso attraverso il pagamento di quote di compartecipazione pari a una parte significativa della retta.La Cassazione ha richiamato il quadro normativo relativo alle prestazioni socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria. Il Dpcm 14 febbraio 2001, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, disciplina infatti tali prestazioni e, nei casi di elevata integrazione sanitaria, prevede la presa in carico da parte del fondo sanitario. Il tema si collega anche al sistema dei Livelli essenziali di assistenza, disciplinato dal Dpcm 29 novembre 2001 e successivamente aggiornato, come ricostruito dal Ministero della Salute.
“Queste decisioni rappresentano una tutela importante per le persone più fragili e per le loro famiglie – dichiara Gino Angelo Lattanzi, Presidente di CNA Pensionati Massa Carrara –. Quando una malattia come l’Alzheimer arriva a una fase avanzata, o quando ci si trova davanti a condizioni neurologiche gravissime, la famiglia vive già un dolore enorme. A questo non si può aggiungere anche il peso di costi non dovuti o di procedure poco chiare”.
CNA Pensionati sottolinea che l’obiettivo deve essere quello di garantire alle famiglie informazioni corrette, percorsi trasparenti e risposte uniformi da parte degli enti competenti.
“Le famiglie devono sapere quali sono i loro diritti – prosegue il Presidente Lattanzi –, quali documenti servono, a chi rivolgersi e in quali casi può essere richiesta una verifica delle somme eventualmente versate. Nessuna famiglia deve essere lasciata sola davanti alla malattia, alla burocrazia e ai costi dell’assistenza”.
Per CNA Pensionati Massa Carrara è fondamentale che anche sul territorio apuano venga posta attenzione a questo tema, considerando l’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle fragilità e il carico assistenziale che molte famiglie sostengono quotidianamente. “Il nostro territorio conosce bene il peso della non autosufficienza – aggiunge Lattanzi –. Ci sono figli, coniugi, nipoti e caregiver che si fanno carico ogni giorno di situazioni complesse, spesso con grande sacrificio economico ed emotivo. A loro va garantito non solo rispetto, ma anche un accompagnamento concreto. La malattia non può diventare un percorso a ostacoli”.CNA Pensionati invita quindi le famiglie interessate a recuperare tutta la documentazione utile: cartelle cliniche, certificazioni sanitarie, contratti di ricovero, fatture e ricevute di pagamento etc., per poi procedere alla richiesta di rimborso da presentare all’Az. USL Toscana Nord Ovest – Servizi Sociali – area di Massa-Carrara.“La tutela degli anziani fragili e delle famiglie deve essere una priorità – conclude Lattanzi –. Chiediamo alle istituzioni, alle aziende sanitarie e ai soggetti coinvolti di favorire la massima informazione e trasparenza al fine di mettere i cittadini nelle condizioni di comprendere e far valere i propri diritti. CNA Pensionati Massa Carrara continuerà a tenere alta l’attenzione su questi temi, perché la salute, la dignità, il rispetto e l’assistenza non possono dipendere dalla capacità delle famiglie di orientarsi nella selva della burocrazia”.
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modifiche trasferiscano funzioni essenziali a figure non elettive, indebolendo il principio di responsabilità democratica che deve caratterizzare la governance delle istituzioni AFAM. Le Conferenze evidenziano inoltre come il nuovo impianto rischi di allontanare ulteriormente il settore AFAM dal percorso di progressiva integrazione con il sistema universitario, proprio mentre appare necessario completare il riconoscimento dei titoli AFAM attraverso una chiara e definitiva equiparazione alla denominazione di laurea, indispensabile per garantire agli studenti una piena spendibilità dei titoli in Italia e all'estero. Secondo i firmatari, le priorità del sistema AFAM, finanziamento delle istituzioni, rafforzamento degli organici, reclutamento, edilizia e riconoscimento dei titoli, richiedono
interventi strutturali e condivisi. Per queste ragioni, le Conferenze chiedono il ritiro del testo e l'apertura immediata di un confronto istituzionale con il Ministero, finalizzato alla costruzione di una riforma condivisa, rispettosa dei principi costituzionali, dell'autonomia delle istituzioni e della rappresentanza di tutte le componenti della comunità accademica.
Firmatari:
Conferenza Nazionale dei Direttori delle Accademie di Belle Arti
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Accademie di Belle Arti
Conferenza Nazionale dei Direttori dei Conservatori di Musica
Conferenza dei Direttori e dei Presidenti degli ISIA
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti Aba e Isia
Conferenza Nazionale dei Presidenti delle Consulte degli Studenti ISSM
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"Forza Italia Toscana ha deciso di avviare gazebo in tutta la regione per raccogliere le firme dei cittadini contro l'aumento di biglietti e abbonamenti del trasporto pubblico locale, con il prezzo di una singola corsa che dal 1° agosto passerà da 1,70 a 2 €. È un fatto gravissimo che la Regione Toscana abbia avallato le decisioni di Autolinee Toscane, non reggono le scuse e le giustificazioni: dietro a questo aumento ci sono solo incapacità gestionali. Dopo l'aumento dell'Irpef regionale, un'altra tassa per i toscani, che colpisce i ceti più poveri". Lo affermano i consiglieri regionali toscani di Forza Italia, Marco Stella e Jacopo Ferri."I gruppi consiliari di Forza Italia - annunciano Stella e Ferri - presenteranno una mozione contro l'aumento del ticket in tutti i Consigli comunali della Toscana. Voglio proprio vedere come voteranno i partiti di sinistra, visto che a parole si dicono contrari a questa scelta. La Regione chiede un sacrificio economico agli utenti senza un adeguato confronto pubblico e senza garanzie sul miglioramento di un servizio, oltretutto, inadeguato e scadente, con corse soppresse o saltate. Chiediamo che venga sospeso l'adeguamento delle tariffe relative ai titoli di viaggio e quindi che venga lasciato invariato il costo dei biglietti". Si può firmare mandando una e-mail a
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L'annuncio unilaterale del sindaco Arrighi su Palazzo Rosso appare difficilmente conciliabile con le procedure che regolano i finanziamenti pubblici ed evidenzia una preoccupante approssimazione amministrativa. Cambiare la destinazione d'uso di un immobile storico finanziato con fondi statali non è un diritto esclusivo del sindaco, ma un iter vincolato a precise autorizzazioni del Ministero e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La cronologia dei fatti sottolinea che nella storia del finanziamento di Palazzo Rosso ogni singola modifica ha sempre richiesto passaggi formali a Roma, gli stessi che ad oggi il sindaco di Carrara sembra voler superare, senza averne chiarito il percorso autorizzativo. Riassumiamo i fatti.
Alla fine del 2016 la giunta Zubbani vince 17 milioni di euro nell'ambito del Bando delle Periferie (DPCM 25 maggio 2016). Il piano approvato prevedeva il recupero di Palazzo Rosso come "Agorà del Volontariato" e centro multimediale. Nel 2017/2018 la giunta grillina con De Pasquale sindaco decide di modificare l'indirizzo politico. Consapevoli della legge, gli amministratori si recano a Roma presso il Ministero competente, per presentare una domanda di variante sostanziale e ottengono l'autorizzazione ufficiale per trasformare Palazzo Rosso nella sede della Gipsoteca dell'Accademia di Belle Arti. Dalle informazioni in nostro possesso, a livello ministeriale questo risulta essere l'unico progetto formalmente autorizzato e finanziato a tutt'oggi. Ma i lavori non erano mai stati iniziati. Nel 2022 subentra la giunta Arrighi: essendo il tempo ormai scaduto, l'opera si salva solo grazie alla proroga straordinaria concessa dal Governo Meloni, che fissa il limite massimo per l'ultimazione dei lavori entro il 2027. Dopodiché arriva quello che appare come un vero e proprio colpo di spugna dell'Arrighi sul percorso amministrativo fin qui seguito. Il sindaco di Carrara dichiara a mezzo stampa che i gessi non verranno più trasferiti a Palazzo Rosso a causa di presunti problemi di "carico strutturale", annunciando il ritorno della Biblioteca Civica.Quali criticità normative presenta la decisione annunciata dall'Arrighi ? La decisione del sindaco si scontra con due ostacoli normativi insormontabili, che sembrano evidenziare una gestione amministrativa caratterizzata da evidenti approssimazioni.
Il vincolo del Codice degli Appalti e delle Linee Guida Ministeriali
Secondo la disciplina delle varianti in corso d'opera (art. 120 del Codice degli Appalti), la modifica annunciata dall'Arrighi non è un semplice "aggiustamento tecnico", ma una variante sostanziale. Il progetto "Gipsoteca" è stato approvato con determinati standard di accreditamento e obiettivi sociali e, stravolgere l'oggetto della gara d'appalto per trasformarlo nuovamente in Biblioteca Civica richiede l'invio di una nuova istruttoria a Roma. Qualora non fosse intervenuta l'approvazione ministeriale della variante, si porrebbe il problema della conformità della spesa rispetto al progetto autorizzato, esponendosi al rischio di contestazioni e, nei casi previsti, anche alla possibile revoca del finanziamento. Inoltre il vincolo temporale della proroga concessa dal Governo scade tassativamente nel 2027. Istituire una variante ministeriale per cambiare radicalmente la destinazione d'uso, riprogettare gli spazi interni per i carichi della biblioteca, adeguare la sicurezza e gli impianti richiede almeno alcuni mesi di burocrazia. La pretesa di modificare nuovamente l'indirizzo progettuale a pochi mesi dalla scadenza mette a repentaglio i milioni di euro stanziati per il centro storico di Carrara.
La tesi dei carichi strutturali pare un punto sostanziale della Arrighi, che giustifica il dietrofront sostenendo che Palazzo Rosso non reggerebbe il peso dei gessi. Da una valutazione preliminare, sembrerebbe trattarsi di una motivazione tecnicamente discutibile che solleva seri interrogativi sulla programmazione dell'intervento. Infatti una biblioteca pubblica esercita un carico distribuito sui solai (dovuto a file fitte di scaffalature piene di libri) che spesso supera i 500-600 chili per metro quadrato. Un'esposizione di gessi distribuisce il peso in modo puntuale e localizzato, potenzialmente gestibile attraverso piastre di ripartizione del carico o interventi di consolidamento locale già previsti o integrabili nel progetto esecutivo. Se la struttura presentasse effettivamente criticità di carico tali da non poter ospitare il museo previsto, come può ospitare in sicurezza migliaia di cittadini, aule studio e tonnellate di volumi cartacei? Tutto ciò potrebbe determinare conseguenze economiche rilevanti: il rischio che tale vicenda possa determinare profili di danno erariale, ove accertati dagli organi competenti, oltre alla revoca totale del finanziamento. Se il Ministero dovesse respingere la variante tardiva, o se i tempi della burocrazia facessero sforare la scadenza tassativa del 2027 il Comune perderebbe i fondi. Significherebbe dover restituire i milioni di euro già spesi o coprire i costi mancanti interamente con il bilancio comunale, togliendo risorse a scuole, strade e servizi sociali. La Arrighi non può governare la città sulla base di motivazioni che appaiono sommarie e senza chiarire come intenda rispettare i vincoli imposti dallo Stato. Se la giunta intende riportare la biblioteca a Palazzo Rosso, deve chiarire immediatamente alla città se ha già depositato a Roma la richiesta formale di variante e come intende evitare il rischio di perdere i fondi del Bando Periferie a causa della scadenza del 2027. I finanziamenti pubblici appartengono ai cittadini di Carrara e richiedono decisioni trasparenti, motivate e pienamente rispettose delle procedure previste.
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Carrara - Avanti - Più Europa interviene nel dibattito sulla destinazione dell'area di Villa Ceci, chiedendo un confronto approfondito, trasparente e partecipato che coinvolga tutte le forze politiche e la cittadinanza. Avanti Più Europa prende spunto dalla proposta avanzata dal Movimento 5 Stelle, volta a valutare l'acquisizione dell'area e la sua possibile trasformazione in un grande parco urbano pubblico, considerandola positivamente come un contributo che merita attenzione e approfondimento.
Villa Ceci è da anni un tema particolarmente sentito dalla comunità carrarese: la qualità degli spazi pubblici, la presenza del verde urbano e la sostenibilità dello sviluppo cittadino sono questioni che riguardano il futuro della città e richiedono una visione di lungo periodo. Per questo è fondamentale garantire il massimo coinvolgimento di tutte le forze politiche e dei cittadini nelle scelte strategiche per il futuro di Carrara. È in questo spirito che riteniamo necessario aprire una riflessione seria e documentata sulle possibili modalità di acquisizione e valorizzazione dell'area.
Come forza riformista che sostiene l'Amministrazione comunale all'interno della coalizione di centrosinistra, siamo pienamente consapevoli delle responsabilità di governo e della necessità di valutare con rigore la sostenibilità economica, gli strumenti giuridici e le priorità amministrative. Tuttavia, crediamo che la prospettiva di dotare Carrara di un grande parco urbano sia da considerarsi una opportunità.
Quando una proposta può contribuire a migliorare la qualità della vita dei cittadini, è dovere della politica valutarla con apertura e senso di responsabilità. Continueremo a lavorare affinché il confronto politico cittadino sia fondato sul dialogo e sulla ricerca di soluzioni condivise.
Coordinamento C
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