Politica
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
Nei giorni scorsi ci sono arrivate diverse segnalazioni per il taglio di altri otto pini sulla salita S. Ceccardo e di un albero maestoso nel parco…

Massimiliano Bernardi: "Campo scuola verso la chiusura, ma lo sport diventa "a numero chiuso": le contraddizioni della Giunta Arrighi"
"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport…

Carrara, sicurezza, Barabotti (Lega): "Arrighi chiede più Stato, poi la sua maggioranza boccia "Strade Sicure". Ai cittadini gli appelli non bastano"
"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure",…

Futuro Nazionale Massa-Carrara: “Immigrazione, il centrodestra predica serietà ed efficienza, ma i fatti raccontano un’altra realtà”
Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul…

Carrara, il Centrodestra fa squadra e guarda al futuro: “Pronti a scrivere una nuova pagina per la città”
"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi…

Oscuramento dei profili social e responsabilità dei genitori: le proposte di Cantalamessa
Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione…

Fratelli d’Italia Massa-Carrara: proposta per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità
Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando…

Comunicato stampa. Trasporto dei blocchi di marmo, CNA Massa Carrara: «Un'eccellenza del territorio a rischio. Serve una prospettiva per il futuro»
Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento…

Cava Fornace, Barabotti e Montemagni (Lega): «La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana»
«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la…

Con la variante ex Olivetti la città di Massa è all'asta: lo dice l'associazione Polis Lab
"Si completa con la variante ex Olivetti, il trittico delle beffe per la città di Massa". Lo dice Michele Porcu, coordinatore dell'associazione Polis Lab che spiega:…

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“Le biblioteche non sono un mondo magico sono un vero e proprio fallimento, un’illusione”. Lo afferma il consigliere comunale della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: “L’assessore alla cultura Gea Dazzi – fedelissima del sindaco Arrighi e figura di spicco di un Partito Democratico ormai in evidente affanno politico e culturale – oggi sulla stampa tenta di spacciare per successo quello che è in realtà l'e'nnesimo segnale del fallimento dell’amministrazione. Si parla di “riorganizzazione” e “ampliamento dei servizi” per la biblioteca di Marina, ma si tratta solo di un maquillage amministrativo per nascondere un problema strutturale che il PD governa da anni senza alcuna strategia. Non c’è personale sufficiente, non c’è visione, non c’è investimento vero. Si gioca a spostare le pedine, come se i cittadini non se ne accorgessero. Il caso della biblioteca di Carrara è emblematico: un edificio vasto, potenzialmente ricco di opportunità, che resta però intrappolato nella logica del minimo sindacale, con servizi offerti a macchia di leopardo, eventi sporadici, e una gestione più preoccupata di difendere le apparenze che di garantire un accesso reale e moderno alla cultura. Eppure, dalla Dazzi – che pare dare voce passivamente ad una linea imposta dall’alto – arriva solo un entusiasmo fuori luogo, figlio di un PD incapace di leggere la realtà e pronto a celebrare la mediocrità come fosse progresso. Sulle sedi periferiche, poi, il quadro è desolante. A Marina, dopo l’esternalizzazione voluta proprio da questa amministrazione per “migliorare i servizi”, ci si ritrova con una biblioteca ridotta al minimo, buona solo per il prestito locale. Niente rete interbibliotecaria, niente supporto alla ricerca, niente reale supporto agli utenti. Ad Avenza, in una zona della città sistematicamente ignorata dalla giunta Arrighi, si lascia marcire una biblioteca inserita in un contesto degradato, senza nemmeno il tentativo di rilanciarla come presidio civico e culturale. Altro che “riorganizzazione”: qui siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento silenzioso della cultura pubblica, uno dei pilastri di qualsiasi città che voglia definirsi civile. In molte realtà italiane, le biblioteche sono spazi di rigenerazione urbana, luoghi vivi, hub culturali e sociali. A Carrara, invece, sotto la guida del PD e di un’assessore Dazzi che ha rinunciato da tempo a qualunque idea di progettualità, ci accontentiamo di sale lettura aperte a singhiozzo e servizi tagliati. L’impressione è chiara: questa amministrazione non crede nella cultura, la tollera a fatica, la considera un costo da minimizzare. E il Partito Democratico, pur di difendere le proprie poltrone e posizioni, continua a svendere anche l’essenziale. La rete bibliotecaria è una infrastruttura strategica per il benessere di una comunità. Qui la si sta abbandonando lentamente, ma inesorabilmente. E noi non ci voltiamo dall’altra parte.
Il verde pubblico è un bene comune. Avs chiede trasparenza e che si applichi il regolamento adottato
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"Una decisione annunciata in Commissione Presidente Silvia Barghini del PD che lascia sul campo più perplessità che certezze. Nel corso del recente dibattito, l'Assessore allo Sport Gianmaria Nardi (PD) e la sindaca Serena Arrighi avevano confermato lo stop alle attività presso il campo scuola di Marina di Carrara per consentire l'avvio di importanti lavori di restyling", scrive Massimiliano Bernardi, Gruppo Civico.
"Un intervento atteso, certo, ma gestito – secondo i critici – con una cronotabella vaga e, soprattutto, con un piano d'emergenza che rischia di penalizzare fortemente i cittadini. Dice Nardi: sono in partenza i lavori di rifacimento e completa riqualificazione del campo scuola: una struttura fondamentale per tutto il nostro territorio, ma che da tempo ha bisogno di rifarsi il trucco. Attraverso le risorse dell'articolo 21 andremo a intervenire. Per diminuire i disagi metteremo a disposizione di società la pista d'atletica della Fidal che troverà posto nel vicino Padiglione B. Conclude la piddina Silvia Barghini riteniamo fondamentale che le società possano contare su spazi adeguati in cui svolgere le proprie attività e far crescere atlete e atleti, dai più giovani a chi pratica sport a livello agonistico. È un passo avanti verso una città che riconosce nello sport non solo un'attività agonistica, ma anche un valore sociale ed educativo".
Tempi incerti e la soluzione IMM
"Il punto centrale della discussione - prosegue Massimiliano Bernardi - riguarda pero' le modalità del trasferimento provvisorio. La Arrighi ha annunciato che le attività sportive verranno momentaneamente dirottate presso IMM ma non ha scandito con chiarezza i tempi precisi dell'operazione: quando chiuderà esattamente l'impianto attuale, quanto dureranno i cantieri? Un'incertezza logistica che crea comprensibile apprensione tra gli sportivi e le famiglie del territorio".
Il paradosso dei tesserati: l'amatore comune resta a terra.
"Se l'accordo con la Fiera permette di non fermare completamente le discipline atletiche e di squadra, ad emergere è una palese sperequazione che sta già facendo discutere. La struttura temporanea allestita alla IMM sarà infatti accessibile esclusivamente alle società sportive affiliate e ai loro tesserati agonistici.
Resta invece completamente tagliato fuori il "cittadino comune": l'amatore, il runner della domenica o il semplice appassionato che ha regolarmente sottoscritto l'abbonamento annuale o la tessera da 25 euro per fruire della pista del campo scuola. Un paradosso non da poco per un servizio pubblico: chi ha pagato di tasca propria per allenarsi individualmente si ritrova oggi con in mano un titolo d'accesso inutilizzabile e senza un'alternativa garantita dal Comune".
Le domande aperte per Palazzo Civico sono tante.
"L'operazione, finanziata grazie ai fondi del Regolamento degli agri marmiferi, rischia così di trasformarsi nell'ennesimo autogol di gestione della giunta Arrighi. Se da un lato si promuove il valore sociale e inclusivo dello sport, dall'altro la soluzione tampone crea di fatto utenti di "serie A" (le società) e utenti di "serie B" (i singoli privati).
Ci si chiede ora se l'amministrazione Nardi-Arrighi intenda prevedere rimborsi per le tessere inutilizzate o trovare una soluzione integrativa per consentire l'accesso contingentato anche agli amatori. Risposte che la città si aspetta in tempi brevi, prima che i cancelli del campo scuola si chiudano definitamente lasciando a bocca asciutta centinaia di utenti", conclude Massimiliano Bernardi.
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"La sindaca Arrighi chiede più presenza dello Stato, ma quando in Consiglio comunale arriva una proposta concreta per richiedere i militari di "Strade Sicure", la sua maggioranza vota contro. Una contraddizione politica evidente, che merita una spiegazione davanti ai cittadini!. Lo dichiara il deputato della Lega Andrea Barabotti, dopo la bocciatura della mozione presentata dal consigliere comunale Andrea Tosi.
"Dopo i recenti fatti di cronaca, la sindaca si era rivolta al Prefetto chiedendo più controlli e parlando di un campanello d'allarme. Bene: quale occasione migliore per sostenere la richiesta di estendere anche a Carrara l'Operazione "Strade Sicure"? La mozione di Tosi chiedeva proprio questo: impegnare l'Amministrazione ad attivarsi nelle sedi competenti per ottenere un presidio aggiuntivo sul territorio. La maggioranza ha scelto di dire no.
Una presenza aggiuntiva dei militari nei luoghi sensibili può rafforzare il presidio del territorio e consentire alle Forze dell'ordine di concentrare più risorse su altri servizi. Rinunciare persino a sostenerne la richiesta significa prendere in giro i cittadini e chiudere la porta a un'opportunità utile per la città.
Mi sono attivato per chiedere l'estensione di "Strade Sicure" ai due capoluoghi della nostra provincia, trovando la disponibilità del sindaco di Massa Francesco Persiani. A Carrara, invece, la maggioranza respinge la proposta della Lega. La sicurezza dovrebbe essere un terreno sul quale lavorare insieme, valutando il merito delle iniziative e l'interesse dei cittadini.
Invocare una maggior presenza dello Stato sui giornali e poi sottrarsi alle scelte in Consiglio comunale è incoerente e sbagliato. Ringrazio Andrea Tosi per aver portato una proposta concreta: noi continueremo a sostenerla. La sindaca e la sua maggioranza si assumeranno la responsabilità del loro no".
Così il deputato della Lega Andrea Barabotti.
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Futuro Nazionale Massa-Carrara esce col seguente comunicato nel quale il movimento presenta la sua posizione sulla gestione dell’immigrazione, sugli sbarchi nel porto di Marina di Carrara e sul funzionamento dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio (CPR), con riferimento anche alla possibile struttura di Pallerone, nel Comune di Aulla.
"Sbarchi ancora consistenti, CPR insufficienti e promesse rimaste sulla carta. Anche Massa-Carrara continua a fare i conti con le contraddizioni del governo.
Il centrodestra ha costruito buona parte della propria credibilità politica promettendo una svolta radicale nella gestione dell’immigrazione. A distanza di anni, però, siamo ancora qui a discutere di sbarchi, rimpatri insufficienti e Centri di permanenza per il rimpatrio troppo pochi e gestiti senza l’efficacia necessaria.
Riteniamo che sia arrivato il momento di denunciare apertamente la distanza tra la propaganda del centrodestra e la realtà dei fatti. Non possiamo continuare a raccontare agli italiani che il problema dell’immigrazione sia stato risolto soltanto perché al governo siedono forze politiche che hanno fatto della sicurezza e del contrasto all’immigrazione irregolare le proprie principali bandiere.
La realtà è ben diversa. I flussi migratori continuano a interessare il nostro Paese e la gestione dei rimpatri presenta ancora evidenti criticità. Eppure, attraverso dichiarazioni e annunci, si continua ad alimentare la percezione di un’azione di governo risolutiva che, a nostro giudizio, non trova adeguato riscontro nei risultati concreti.
Anche la nostra provincia paga le conseguenze di questa situazione.
Dal gennaio 2023 al settembre 2026, il porto di Marina di Carrara ha registrato 24 approdi di navi ONG, per un totale di 2.516 migranti sbarcati.
Marina di Carrara continua a essere utilizzata per gli sbarchi, coinvolgendo il nostro territorio nelle operazioni di accoglienza e identificazione. Ci domandiamo quindi quale sia il cambiamento concreto tanto promesso dal centrodestra e quali prospettive si intendano dare al nostro scalo portuale.
Sulla questione dei CPR riteniamo emergano evidenti contraddizioni.
Siamo convinti che i Centri di permanenza per il rimpatrio rappresentino uno strumento necessario per contrastare l’immigrazione irregolare e garantire l’effettiva esecuzione dei provvedimenti di espulsione.
Il problema è che sono troppo pochi e che questo governo, nonostante le continue promesse, non ha dimostrato di saperli realizzare in numero adeguato, potenziare e soprattutto far funzionare come dovrebbero.
Nel 2025 risultavano operativi appena undici CPR sul territorio nazionale, con 883 posti effettivi. A fronte di 6.835 ingressi nei centri, i rimpatri effettuati a seguito del trattenimento sono stati 1.732.
Numeri che consideriamo insufficienti rispetto alle esigenze di una politica migratoria realmente efficace.
Non basta annunciare nuovi centri, parlare continuamente di espulsioni o promettere fermezza. Occorre costruire le strutture, dotarle del personale necessario, garantirne il funzionamento e rendere concretamente eseguibili i rimpatri.
Anche la vicenda del possibile CPR di Pallerone, nel Comune di Aulla, dimostra quanto sia difficile passare dagli annunci ai fatti. Tra contrapposizioni politiche, problematiche territoriali e difficoltà nella realizzazione, si continua a discutere mentre la necessità di strutture adeguate rimane irrisolta.
Crediamo che il governo debba assumersi fino in fondo le proprie responsabilità. Non si può continuare a utilizzare il tema dell’immigrazione come strumento di propaganda per poi dimostrare, nei fatti, tutte le difficoltà nel tradurre le promesse in azioni concrete.
Troviamo ancora più grave che tutto questo avvenga sotto un governo di centrodestra, che dovrebbe fare proprio della sicurezza, del rispetto delle regole e del contrasto all’immigrazione irregolare alcuni dei propri punti fondamentali.
È questo il paradosso dei nostri tempi: si rischia di trasmettere ai cittadini l’idea che il problema venga affrontato con determinazione, mentre numerose criticità rimangono irrisolte.
Non intendiamo accettare che gli slogan sostituiscano i risultati o che la comunicazione politica venga utilizzata per nascondere ritardi e inefficienze.
Come Futuro Nazionale Massa-Carrara, riteniamo doveroso richiamare l’attenzione su queste contraddizioni, soprattutto quando riguardano direttamente il nostro territorio.
Gli italiani non hanno bisogno di sentirsi ripetere quotidianamente che il governo è dalla parte della sicurezza. Hanno bisogno di vedere risultati, strutture funzionanti, rimpatri effettivi e una gestione dell’immigrazione seria e organizzata.
Il centrodestra continua a parlare del problema dell’immigrazione ma non l’affronta con la dovuta competenza e determinazione.
Futuro Nazionale unica soluzione!"
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"Grande partecipazione al gazebo unitario del Centrodestra in Piazza 2 Giugno a Carrara, un’importante occasione di incontro e confronto con i cittadini, che hanno voluto fermarsi per condividere idee, segnalazioni e preoccupazioni. A tutti loro va il nostro ringraziamento", scrivono in un comunicato congiunto Fratelli d'Italia, Lega e Forza Italia.
"Nel corso dell’iniziativa - si legge - abbiamo voluto ribadire anche la nostra vicinanza alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno, con professionalità, dedizione e sacrificio, mettono a rischio la propria vita per garantire la sicurezza delle nostre comunità. A loro va la nostra riconoscenza.
Il centrodestra di Carrara conferma la propria unità e la volontà di proseguire un percorso comune. Quello di Piazza 2 Giugno è soltanto uno dei tanti appuntamenti che ci vedranno presenti nelle piazze, nelle strade e nei quartieri della città. Vogliamo continuare a stare tra la gente, ascoltare i problemi, confrontarci con i cittadini e avanzare proposte concrete.
Guardiamo al futuro con un progetto politico aperto, che vuole coinvolgere nuove energie, persone, esperienze civiche e realtà del territorio che condividono la necessità di un cambiamento. Crediamo sia arrivato il momento di superare un modello amministrativo che, a nostro giudizio, ha lasciato per troppo tempo inespresse le potenzialità di Carrara e di costruire una prospettiva nuova, capace di restituire alla città ambizione, sviluppo e centralità.
La nostra unità è un punto fermo, ma il nostro progetto vuole essere più ampio. Siamo pronti a confrontarci con tutti coloro che hanno a cuore il futuro di Carrara e vogliono contribuire a scrivere una nuova pagina per la città".
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Quando la criminalità conquista i social, anche la risposta legislativa deve guardare lì. Nell'intervista a Format Lab Academy, il senatore leghista Gianluca Cantalamessa, componente della Commissione parlamentare Antimafia, rivendica un'iniziativa legislativa sull'uso dei profili social da parte di minori responsabili di determinati reati e propone percorsi obbligatori di recupero delle competenze genitoriali per i genitori di minori coinvolti in determinati reati. Due strumenti, un'unica idea: togliere visibilità a chi esibisce il crimine e richiamare gli adulti alle loro responsabilità educative.
𝗟’𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝘁𝗶𝘃𝗮 𝗶𝗻 𝗦𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼
Il testo di partenza è il disegno di legge S. 1535 della XIX legislatura, d'iniziativa di Cantalamessa e di altri senatori leghisti e comunicato alla Presidenza il 17 giugno 2025. Un disegno di legge è una proposta di legge che deve essere discussa e votata dal Parlamento prima di diventare norma.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝘀𝘁𝗼, 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗮𝗿𝘁𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼
Il ddl modifica il codice penale in due punti.
Articolo 19 del codice penale. Elenca le pene accessorie, cioè le sanzioni che si aggiungono alla pena principale (come la reclusione) e ne completano gli effetti. Il ddl aggiunge un numero 6-bis: l'oscuramento del profilo personale sulle piattaforme di reti sociali. In pratica, il profilo social diventa una pena accessoria.
Articolo 35-ter (nuovo). Viene inserito dopo l'articolo 35-bis e disciplina la misura, cioè come e quando si applica. (senato)
La misura riguarda i condannati in via definitiva per i reati previsti dal comma 1 dell'articolo 4-bis della legge 354 del 1975. Quella legge è l'ordinamento penitenziario, e l'articolo 4-bis elenca i reati più gravi, come quelli di mafia e terrorismo, per i quali valgono regole più severe. "Condannato in via definitiva" significa che la sentenza non può più essere impugnata. Chi è solo imputato, cioè sotto processo, non è ancora condannato. (senato)
𝗟𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘃𝘃𝗲𝗱𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼
La relazione che accompagna il ddl affronta il nodo della libertà di espressione. Riconosce che l'oscuramento può essere visto come una sua limitazione, ma lo ritiene giustificato quando i contenuti diffusi possono causare un danno maggiore a un altro diritto fondamentale, come la reputazione. Il ragionamento è un bilanciamento tra diritti. (senato)
𝗟’𝗲𝗺𝗲𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗼𝘃𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗲𝗰𝗿𝗲𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮
L'idea è poi arrivata in Parlamento in una forma pensata per i minori. Il 16 aprile 2026 il Senato ha approvato, durante l'esame del decreto sicurezza, l'emendamento Cantalamessa che introduce l'oscuramento del profilo social per i minori condannati o imputati per reati di particolare gravità. Un emendamento è una modifica a un testo già in discussione. La misura vuole interrompere il circuito di emulazione e glorificazione digitale delle condotte criminali, fenomeno diffuso soprattutto nelle periferie e nei contesti di marginalità.
L'emendamento nasce da un lavoro con i sottosegretari della Lega Andrea Ostellari e Nicola Molteni e dalla battaglia di Daniela Di Maggio, madre di Giovanbattista "Giogiò" Cutolo, il musicista ucciso a Napoli. La norma è nota come "modello Giogiò".
𝗟𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁à 𝗱𝗲𝗶 𝗴𝗲𝗻𝗶𝘁𝗼𝗿𝗶
Per Cantalamessa la questione non riguarda solo i ragazzi. Secondo lui la generazione adulta avrebbe indebolito il valore dell'autorità educativa, crescendo i figli senza regole sufficientemente chiare. Da qui la proposta di percorsi obbligatori di recupero delle competenze genitoriali, cioè corsi che il genitore deve seguire, destinati ai genitori di minori coinvolti in determinati reati. Il senatore insiste anche su educazione civica, sport, disciplina scolastica e contrasto alla dispersione.
Il tema è stato ripreso dal governo con un decreto-legge, un atto d'urgenza che entra in vigore subito e va poi convertito dal Parlamento. Il Consiglio dei ministri del 20 ottobre 2026 ha approvato un decreto sulla sicurezza pubblica e sul contrasto alla criminalità minorile. Le misure sui genitori, ricostruite dalla bozza, sono queste:
-quando un minore, anche non imputabile, partecipa a determinati reati, chi esercita la responsabilità genitoriale rischia una sanzione amministrativa da 500 a 1.000 euro, che sale da 1.000 a 2.000 euro in caso di reiterazione. Una sanzione amministrativa è una multa che non è una condanna penale. "Non imputabile" indica un minore che la legge ritiene non penalmente responsabile.
Il genitore è salvo se prova di non aver potuto impedire il fatto.
Il prefetto può ordinare il risarcimento dei danni a beni dello Stato, delle Regioni o degli enti locali. Il prefetto è il rappresentante del Governo sul territorio.
Per i privati danneggiati viene facilitato il ricorso al decreto ingiuntivo, uno strumento rapido per ottenere il pagamento.
Per le misure del decreto occorrerà fare riferimento al testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, perché la fonte consultata si basa sulla bozza.
𝗜𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼
L'oscuramento dei profili colpisce la vetrina del crimine online. Le misure sui genitori puntano alla radice educativa e alla responsabilità degli adulti. Insieme disegnano una linea precisa: meno spazio al crimine sui social e più responsabilità per chi ha il compito di educare.
𝗙𝗼𝗻𝘁𝗶
Dire News Oggi, intervista a Gianluca Cantalamessa:
Senato della Repubblica;
Ottopagine Napoli, "DL Sicurezza: stop social per minori autori di reati gravi" (16 aprile 2026): https://www.ottopagine.it/na/politica/424763/dl-sicurezza-stop-social-per-minori-autori-di-reati-gravi.shtml
Diritto.it, "Decreto sicurezza 2026: novità per minori, genitori e cortei" (21 ottobre 2026): https://www.diritto.it/decreto-sicurezza-novita-minori-genitori-cortei/
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Fratelli d’Italia scende in campo a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie, presentando una proposta formale per l’istituzione del garante provinciale dei diritti delle persone con disabilità. Il documento è stato indirizzato al presidente della provincia avv. Roberto Valettini a firma di Federica Fumanti, responsabile provinciale del dipartimento disabilità di Fratelli d’Italia, che ha raccolto le istanze e le difficoltà del territorio, con un’attenzione particolare verso i quattordici comuni della Lunigiana. Attualmente, sul territorio provinciale sono presenti i garanti comunali di Carrara, con l’avv. Mario Malatesta, e di Massa, con l’avv. Francesco Tartarelli, le cui competenze restano tuttavia limitate ai rispettivi ambiti cittadini. Esiste inoltre l’osservatorio provinciale sulla condizione delle persone con disabilità, che svolge un ruolo fondamentale come tavolo di confronto e raccordo istituzionale; tuttavia, l'istituzione del garante provinciale rappresenta un tassello ben diverso e complementare, trattandosi di una figura dotata di specifiche funzioni di controllo, verifica e monitoraggio attivo sui servizi e sul rispetto dei diritti.
Le famiglie residenti nei comuni lunigianesi continuano infatti a segnalare forti difficoltà quotidiane, legate alla mancanza di un servizio di trasporto attrezzato a chiamata, ai problemi di accesso autonomo al punto unico di accesso di Aulla e all'incertezza sulla concreta attuazione dei progetti di vita individuali previsti dalla normativa recente.
La proposta avanzata da fratelli d’Italia si pone in piena sintonia con l'istituzione dell’autorità garante nazionale e con l'atto d'indirizzo presentato in consiglio regionale dal vicepresidente Diego Petrucci per il garante regionale toscano. Nello specifico, il documento sollecita l'amministrazione provinciale a deliberare la creazione di questa nuova figura istituzionale e ad avviare un avviso pubblico per la sua nomina. Al garante verrebbe attribuito il compito di monitorare puntualmente i rogetti di vita individuali in tutti i diciassette comuni del territorio tramite un registro provinciale aggiornato ogni sei mesi, oltre all'attivazione di un canale di contatto diretto per i cittadini, anche via whatsapp, per la gestione rapida delle segnalazioni.
L'iniziativa prevede anche un'attenzione costante al superamento delle barriere architettoniche, al sostegno alla domiciliarità e all'inserimento lavorativo mirato. Dal punto di vista finanziario, il progetto si distingue per la sua sostenibilità economica, poiché potrà essere realizzato valorizzando l’osservatorio provinciale già esistente. Con questo passo, la provincia di Massa-Carrara avrebbe l'opportunità di porsi come realtà apripista in Toscana, segnando un traguardo di grande valore civile a tutela delle fasce più fragili della popolazione.
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Il trasporto di marmo in blocchi è un settore di nicchia, altamente specializzato, che rappresenta un'eccellenza del territorio apuano e un servizio essenziale per il funzionamento dell'intera filiera del lapideo. Un patrimonio di imprese, professionalità ed esperienza che, secondo CNA Massa Carrara, rischia di indebolirsi progressivamente, fino a compromettere la capacità di garantire un servizio indispensabile alla produzione. A pesare sulle aziende non sono soltanto l'incertezza economica generale, il caro gasolio e l'aumento dei costi di gestione. Esistono difficoltà strutturali, legate alle caratteristiche di questo particolare trasporto, che rendono sempre più complesso investire e programmare il futuro.«Le recenti proteste degli autotrasportatori nel Sud Italia sono il segnale di un malessere che non può essere ignorato – dichiara Claudio Vallerini, Presidente Trasporto Merci di CNA Fita Massa Carrara –. Il caro carburante e l'aumento generalizzato dei costi mettono sotto pressione le imprese, ma nel trasporto dei blocchi di marmo la situazione è ancora più complessa, perché agli oneri ordinari si aggiungono investimenti specifici molto elevati e costi legati alle autorizzazioni per il trasporto eccezionale. Senza tariffe adeguate e condizioni di lavoro che garantiscano una prospettiva economica, diventa difficile continuare a investire e assicurare il servizio nel lungo periodo».
Acquistare un mezzo destinato al trasporto di marmo in blocchi non significa semplicemente sostenere una spesa importante. Oltre al costo dell'autoveicolo, infatti, l'autotrasportatore deve affrontare anche le spese per gli interventi e gli allestimenti necessari a renderlo idoneo e sicuro per svolgere questa particolare attività, con i conseguenti passaggi per l'omologazione e l'immatricolazione. Messo su strada, uno di questi veicoli può arrivare a costare tra i 220.000 e i 240.000 euro. Senza dimenticare i costi per il rilascio dell'autorizzazione al trasporto eccezionale per massa di pietra naturale in blocchi che, per un autocarro con massa complessiva pari a 48 T., possono raggiungere circa 3500,00 euro l'anno. Si tratta quindi di investimenti impegnativi, che richiedono prospettive di lavoro sufficientemente stabili e una remunerazione adeguata. Il dato sul rinnovo del parco veicolare restituisce con chiarezza la situazione: nell'arco dell'ultimo decennio si è passati da un ricambio annuo, che oscillava tra quattro e sette mezzi, a un valore compreso tra zero e due negli ultimi quattro anni. Una contrazione che segnala la crescente difficoltà delle imprese a sostenere nuovi investimenti.
Per CNA Massa Carrara, questa frenata riflette prima di tutto l'incertezza dell'attività imprenditoriale. «La mancanza di rapporti regolati da contratti scritti, capaci di offrire una prospettiva pluriennale, rende difficile programmare l'acquisto di nuovi autoveicoli più performanti e valutarne il recupero economico nel tempo – prosegue il Presidente Vallerini –. A questo si aggiunge la difficoltà ad ottenere il riconoscimento degli aumenti dei costi sostenuti per lo svolgimento dei servizi, anche quando gli adeguamenti tariffari sono stati sottoscritti dalle principali Associazioni di categoria». Il risultato è uno squilibrio che ricade sulle imprese di trasporto: chiamate a garantire continuità, competenza e investimenti, ma con margini e prospettive che non consentono di affrontare serenamente gli impegni necessari. La questione riguarda l'intera filiera del marmo. Il trasporto di marmo in blocchi richiede professionalità specifiche, conoscenza dei percorsi e capacità operative maturate con l'esperienza. Il venir meno di queste competenze dovute alle sempre più frequenti difficoltà incontrate dalle imprese nel reperire autisti e nell'affrontare il ricambio generazionale, unitamente alle maggiori difficoltà a rinnovare il proprio parco veicolare, potrebbero tradursi in un'impasse per il trasporto della materia prima dal monte al piano, con ripercussioni sulla continuità delle attività produttive del settore, che alla lunga potrebbero comportare una carenza di blocchi.
«Dobbiamo considerare anche il valore delle professionalità che operano in questo comparto – sottolinea Vallerini –. Non parliamo di un servizio che può essere improvvisato o sostituito facilmente: servono esperienza, conoscenza del territorio e competenze specifiche nella movimentazione di carichi eccezionali. Se le imprese non riescono più a investire e ad attrarre nuovi autisti, a risentirne sarà l'intera filiera, dalle cave agli opifici del piano. Difendere la sostenibilità del trasporto significa quindi tutelare anche la capacità produttiva del distretto lapideo». Secondo CNA Massa Carrara, il confronto tra gli attori della filiera non solo dovrà affrontare gli aspetti economici, ma anche analizzare attentamente le condizioni che permetteranno alle imprese di autotrasporto del comparto di continuare a operare ed investire: applicazione degli adeguamenti tariffari concordati, maggiore certezza dei rapporti contrattuali e possibilità di programmare l'attività su un orizzonte pluriennale.La mobilitazione delle scorse settimane conferma, inoltre, quanto le difficoltà economiche dell'autotrasporto possano ripercuotersi sull'intero sistema produttivo. Per CNA Massa Carrara, è fondamentale che il confronto sulle criticità del settore si traduca in risposte concrete, capaci di garantire condizioni di lavoro sostenibili anche alle imprese specializzate nel trasporto dei blocchi di marmo, la cui attività richiede investimenti elevati e competenze difficilmente sostituibili.«È necessario riconoscere pienamente il trasporto di marmo in blocchi dai siti estrattivi agli opifici del piano come parte integrante della filiera del lapideo, coinvolgendolo nelle scelte che riguardano il futuro del comparto – conclude il Presidente Vallerini –. Tutelarne la sostenibilità significa salvaguardare una competenza distintiva del territorio e garantire un anello essenziale della sua capacità produttiva».
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«Su Cava Fornace siamo davanti a un paradosso democratico che non può essere ignorato. Il Consiglio regionale della Toscana ha impegnato la Giunta a perseguire la chiusura della discarica. Le amministrazioni dei territori interessati, da Pietrasanta a Montignoso, passando per Forte dei Marmi, si sono espresse contro l'ampliamento. Eppure, a distanza di anni, si discute ancora della possibilità di autorizzare nuovi conferimenti.Il punto è che dietro questa vicenda esistono interessi economici precisi. La società che gestisce Cava Fornace è controllata da Plures, partecipata da Comuni della Toscana centrale, tra cui Firenze, Prato e Pistoia. La prosecuzione dell'attività rappresenta una prospettiva economica per il gestore, mentre le conseguenze ricadono sui territori della costa apuo-versiliese.È una contrapposizione che chiama direttamente in causa anche le responsabilità politiche delle amministrazioni comunali di centrosinistra che partecipano alla società. Gli interessi economici di un gruppo pubblico non possono prevalere sulla volontà espressa dalle comunità che ospitano la discarica. Autorizzare l'ampliamento di Cava Fornace, contro gli indirizzi del Consiglio regionale e la contrarietà delle amministrazioni locali, rappresenterebbe un tradimento della volontà democratica dei territori, sacrificata sull'altare di interessi economici contrapposti a quelli delle comunità locali. La Regione Toscana non può ignorare il significato politico e istituzionale di anni di pronunciamenti favorevoli alla chiusura. La questione è semplice: se tutti gli organismi rappresentativi dei territori interessati chiedono di chiudere la discarica, perché continuiamo a discutere del suo ampliamento? Le comunità della costa apuana e versiliese non possono essere considerate spettatrici di decisioni che riguardano il futuro del loro territorio. La costa apuo-versiliese non è la pattumiera della Toscana». Così i deputati della Lega Andrea Barabotti ed Elisa Montemagni.
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