Politica
Il consigliere Massimiliano Bernardi di Carrara Civica: "Ancora un volta stiamo assistendo all'ennesimo teatrino del Partito Democratico, del Sindaco Arrighi e la sua Amministrazione"
"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini,…

La Lega Massa è con Porzano: "Giusto non accettare la revoca dell'incarico al Cermec"
La Lega di Massa approva la scelta di non revocare il mandato di amministratore unico del Cermec a Lorenzo Porzano: "La verità alla fine viene…

La scuola come presidio di pace, non come spazio militarizzato secondo Accademia Apuana della Pace
I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte…

Bando delle Periferie: concessa la proroga fino al 31 marzo 2027 per il completamento degli interventi nei quartieri Quercioli e Pogg
L’Amministrazione comunale comunica che è stata ufficialmente concessa la proroga dei termini per il completamento degli interventi finanziati dal “Bando delle Periferie” nei quartieri Quercioli e…

"Gestione fallimentare del Pd della Provincia per le scuole superiori di Massa": la critica di Fratelli d'Italia
Arriva dal coordinamento di Fratelli d'Italia Massa una severa critica alla gestione della Provincia delle scuole superiori di Massa durante la guida del Pd: "La…

"Senza consenso è sempre violenza": anche Sordi e Bertonelli del Pd Massa contro la modifica al ddl consenso
Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la…

Il vicesegretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri Marco Villani in visita a Carrara con l'onorevole Amorese di Fdi
L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della…

Il Polo P&S: Cermec favorisce la rendita immobiliare degli ultra ricchi?
Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al…

Lunigiana, strade insicure e frane ricorrenti: "La sicurezza non può più aspettare" dice Novelli di Patto per il Nord
"In Lunigiana la sicurezza stradale è diventata una vera emergenza" lo afferma Michele Novelli segretario provinciale di Patto per il Nord Massa Carrara e Lunigiana che…

Bando delle periferie: il governo concederà la proroga per la conclusione dei cantieri
Stamani il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Marco Villani ha effettuato un sopralluogo sui cantieri in corso finanziati tramite il Bando delle Periferie. Accompagnato dal sindaco Serena…

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“Le biblioteche non sono un mondo magico sono un vero e proprio fallimento, un’illusione”. Lo afferma il consigliere comunale della lista Ferri Filippo Mirabella che spiega: “L’assessore alla cultura Gea Dazzi – fedelissima del sindaco Arrighi e figura di spicco di un Partito Democratico ormai in evidente affanno politico e culturale – oggi sulla stampa tenta di spacciare per successo quello che è in realtà l'e'nnesimo segnale del fallimento dell’amministrazione. Si parla di “riorganizzazione” e “ampliamento dei servizi” per la biblioteca di Marina, ma si tratta solo di un maquillage amministrativo per nascondere un problema strutturale che il PD governa da anni senza alcuna strategia. Non c’è personale sufficiente, non c’è visione, non c’è investimento vero. Si gioca a spostare le pedine, come se i cittadini non se ne accorgessero. Il caso della biblioteca di Carrara è emblematico: un edificio vasto, potenzialmente ricco di opportunità, che resta però intrappolato nella logica del minimo sindacale, con servizi offerti a macchia di leopardo, eventi sporadici, e una gestione più preoccupata di difendere le apparenze che di garantire un accesso reale e moderno alla cultura. Eppure, dalla Dazzi – che pare dare voce passivamente ad una linea imposta dall’alto – arriva solo un entusiasmo fuori luogo, figlio di un PD incapace di leggere la realtà e pronto a celebrare la mediocrità come fosse progresso. Sulle sedi periferiche, poi, il quadro è desolante. A Marina, dopo l’esternalizzazione voluta proprio da questa amministrazione per “migliorare i servizi”, ci si ritrova con una biblioteca ridotta al minimo, buona solo per il prestito locale. Niente rete interbibliotecaria, niente supporto alla ricerca, niente reale supporto agli utenti. Ad Avenza, in una zona della città sistematicamente ignorata dalla giunta Arrighi, si lascia marcire una biblioteca inserita in un contesto degradato, senza nemmeno il tentativo di rilanciarla come presidio civico e culturale. Altro che “riorganizzazione”: qui siamo di fronte a un vero e proprio smantellamento silenzioso della cultura pubblica, uno dei pilastri di qualsiasi città che voglia definirsi civile. In molte realtà italiane, le biblioteche sono spazi di rigenerazione urbana, luoghi vivi, hub culturali e sociali. A Carrara, invece, sotto la guida del PD e di un’assessore Dazzi che ha rinunciato da tempo a qualunque idea di progettualità, ci accontentiamo di sale lettura aperte a singhiozzo e servizi tagliati. L’impressione è chiara: questa amministrazione non crede nella cultura, la tollera a fatica, la considera un costo da minimizzare. E il Partito Democratico, pur di difendere le proprie poltrone e posizioni, continua a svendere anche l’essenziale. La rete bibliotecaria è una infrastruttura strategica per il benessere di una comunità. Qui la si sta abbandonando lentamente, ma inesorabilmente. E noi non ci voltiamo dall’altra parte.
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"Il PD adesso sembrerebbe risvegliarsi dal letargo, proponendo quello che è da 4 anni che l'opposizione chiede: la partecipazione con l'introduzione sostanzialmente dei Consigli dei Cittadini, facendo passare una decisone del partito come una novità che sinceramente è l'ennesima presa giro". Inizia così il commento del consigliere comunale dell'opposizione di Carrara Massimiliano Bernardi nei confronti della maggioranza. "A 18 mesi dalle elezioni - continua Bernardi - si riscoprono possibilisti ad un cambio della Giunta, quando la verità è che il Sindaco ha già iniziato la sua campagna elettorale e sarà nuovamente il
candidato del Pd e di una coalizione sempre più miope ai problemi reali della città che ormai è ridotta allo stremo. Scelte dannose - Murlungo -,cantieri e programmazione dei tempi sbagliati e inopportuni, lavori semplici con anni di ritardi, situazione delle imprese e dei lavoratori del marmo al collasso per un regolamento degli agri completamente da rivedere, per non parlare del sistema rifiuti che fa rabbrividire anche i topi presenti in abbondanza. Se poi ci addentriamo nei temi di politica Nazionale ecco che spunta il Sindaco come un fungo, con la fascia tricolore che invece di farsi un giretto in una città da terzo mondo è impropriamente in prima fila ai cortei per una visibilità che ormai è veramente sbiadita", conclude il consigliere di Carrara Civica.
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I recenti fatti di cronaca che coinvolgono studentesse e studenti e la presenza di armi all'interno delle scuole pongono interrogativi profondi, che non possono essere affrontati con risposte semplicistiche o esclusivamente repressive. L'Accademia Apuana della Pace, che fonda la propria azione sui valori della pace e della nonviolenza, ritiene necessario ribadire con forza che la scuola non può e non deve trasformarsi in un fortino militarizzato.Viviamo in un contesto globale segnato dal ritorno della guerra come strumento ordinario di risoluzione dei conflitti, dal riarmo e da una crescente militarizzazione del linguaggio e delle politiche, sia a livello internazionale che nazionale.Questo clima rischia di tradursi in una cultura della paura e della forza come strumento di risoluzione dei conflitti. Portare questa logica dentro le scuole significa arrendersi all'idea che il conflitto si governi con le armi, anziché con la parola. Pensare di contrastarne gli effetti attraverso metal detector, controlli e inasprimenti punitivi significa accettare che la violenza sia un dato inevitabile, da contenere e non da prevenire.
La scuola rappresenta invece uno degli ultimi e più importanti luoghi di resistenza culturale alla violenza. È uno spazio in cui si può – e si deve – imparare che il conflitto non è un nemico da reprimere, ma una realtà da comprendere e attraversare con strumenti diversi dalle armi. Il dialogo, l'ascolto, la mediazione, l'educazione civica e i percorsi di educazione sessuo-affettiva e relazionale non sono attività accessorie, ma elementi strutturali di una vera prevenzione.I ragazzi e le ragazze vivono quotidianamente contrasti, frustrazioni, paure, solitudini. Se non vengono aiutati a dare parola a questo disagio, se non trovano adulti capaci di ascoltare e accompagnare, il rischio è che cerchino risposte altrove, anche attraverso gesti violenti. Offrire spazi di espressione e di confronto significa permettere loro di crescere come persone capaci di parlare, di negoziare, di riconoscere l'altro, non di risolvere i conflitti con la forza.Educare alla pace non è un'utopia astratta, ma una necessità concreta, oggi più che mai. A partire proprio dalle scuole, a livello locale come globale, occorre investire nella costruzione di relazioni, nella responsabilità condivisa, nella fiducia reciproca. Trasformare la scuola in un luogo di controllo significa rinunciare alla sua missione più alta: formare cittadini e cittadine capaci di immaginare e praticare un mondo senza violenza.Facciamo si che la scuola diventi una comunità aperta e libera in cui i ragazzi crescono e affrontano anche i propri disagi: per costruire questa comunità accogliente, inclusiva e cooperativa non abbiamo bisogno di militarizzazione o di semplici politiche di controllo, abbiamo bisogno di figure che aiutino ad affrontare i propri disagi, di insegnanti preparati e meglio pagati, di classi meno affollate... di luoghi dove si sperimenti e ci si educhi alla relazione.
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Elisabetta Sordi e Ivana Bertonelli del Pd Massa Carrarasi schierano contro la modifica al ddl sul consenso: "La marcia indietro sul tema del consenso nel DDL per la riforma dell’articolo 609 bis del codice penale rappresenta l’ennesima occasione in cui il Governo si rimangia la parola data e, soprattutto, dimostra una lontananza siderale dalla realtà.La parola era un accordo politico tra maggioranza e opposizione, tra la premier Meloni e la segretaria Schlein, perchè nel DDL si mettesse al centro il consenso della donna come elemento dirimente per definire la violenza sessuale.Senza consenso è sempre violenza, o, in modo più semplice, solo il sì significa sì.A novembre, proprio in occasione della giornata contro la violenza sulle donne, in commissione si è registrato uno stop che, purtroppo, ha confermato i timori iniziali: nessuna intesa bipartisan e il concetto di violenza in presenza di dissenso o di volontà contraria.Come evidenziato bene dalla Consigliera di Parità della Provincia, salta il principio del consenso; ancora una volta si dovrà dimostrare la volontà contraria o il dissenso all’atto sessuale, pur con il passo in avanti delle condizioni in cui il consenso non può comunque essere valido.Ma è veramente troppo poco, in una realtà in cui ogni 3 giorni si piange una vittima di femminicidio e in cui la violenza sessuale è drammaticamente frequente in tutte le fasce di età. Il consenso è elemento fondante del rispetto e dell’educazione e introdurre la necessità del consenso esplicito, attuale e libero sarebbe stato un enorme passo in avanti per tutte le donne e per la loro sicurezza.Invece, ancora una volta si fa un passo indietro sulla necessità di educare al consenso, come sull’educazione sessuale ed affettiva nelle scuole. E non è solo una questione politica, se anche Amnesty International condanna la scelta del Governo, considerando che negli ultimi anni sono stati diversi i Paesi europei che hanno adottato il consenso come criterio.La violenza di genere rappresenta una emergenza sociale che vive proprio nelle pieghe di quei comportamenti quotidiani che vengono sminuiti, giustificati o nascosti.Rispettare il consenso della donna, anche negli strumenti legislativi, è un passo di civiltà di cui il nostro Paese ha bisogno, come avrebbe bisogno di una maggioranza politica capace di mettere il bene comune prima degli interessi di partito".
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L’onorevole Alessandro Amorese e il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Massimiliano Manuel hanno preso parte oggi alla visita del dottor Marco Villani, Vice Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, responsabile del Bando Periferie seguito dallo stesso da Palazzo Chigi, che in mattinata ha incontrato l’amministrazione comunale di Carrara. Il dottor Villani è venuto appositamente in Toscana per una serie di sopralluoghi a Carrara, Massa e Firenze, a conferma dell’attenzione diretta del Governo sullo stato di avanzamento degli interventi finanziati. Un momento di confronto serio e concreto, nel quale il Governo, attraverso il dottor Villani, ha voluto verificare direttamente sul campo lo stato di avanzamento dei cantieri finanziati, con sopralluoghi a Palazzo Rosso, Palazzo Pisani e via Verdi. I ritardi accumulati e una gestione che ha messo a rischio la conclusione degli interventi hanno reso indispensabile l’intervento del Governo Meloni, che ha scelto di riattivare e salvare i progetti del Bando Periferie, evitando che Carrara perdesse risorse fondamentali. La richiesta di proroga della scadenza al 31 dicembre 2025 nasce proprio dalla volontà di non lasciare opere incompiute e di garantire ai cittadini risultati concreti, non annunci. Ancora una volta il Governo Meloni dimostra attenzione e responsabilità verso la nostra provincia, intervenendo senza logiche di bandiera, ma con l’unico obiettivo di difendere gli interessi dei cittadini e del territorio, laddove altri hanno accumulato ritardi e incertezze.
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Il Polo Progressista e di Sinistra, composto da M5S RC e Mcc, evidenzia la propria preoccupazione per la decisione dei soci di Cermec Spa di non procedere al licenziamento per giusta causa dell’AU Lorenzo Porzano. Chiediamo se non si ravvedano fondati motivi per procedere in tale direzione soprattutto in relazione al contratto di affitto del capannone ex Erre Erre. In quel contesto infatti l’amministratore di Cermec Spa ha sottoscritto una clausola di acquisto del capannone stesso entro i successivi 36 mesi al prezzo di non meno di due milioni e ottocentomila euro come recita l’articolo 13 del contratto di locazione. Considerando che le necessarie opere di adeguamento di quel capannone saranno sostenute da Cermec, attuale affittuario, risulterebbe una cifra spropositata se pensiamo inoltre che Asmiu nel 2022 si era lasciata sfuggire lo stesso capannone per soli diecimila euro e non aveva esercitato il diritto di riacquisto a 1.661.000 milioni di euro come riportavano le cronache dell’epoca. Quella inerzia di Asmiu favorì gli attuali proprietari del capannone che, spendendo solo 1.510.000 euro, oggi provano a rivendercelo con un profitto garantito di oltre un milione e trecentomila euro. In un mondo normale dove l’interesse pubblico prevale si dovrebbe “attivare il processo redistributivo della ricchezza di cui il territorio dispone”, ovvero trasferendo denaro dalle tasche dei più grandi produttori di marmo alle città e non viceversa come in questo caso. I sindaci di Massa e Carrara stanno scrivendo una pessima pagina politica e amministrativa. Stanno certificando che le loro scelte sono di stare dalla parte degli interessi economici degli ultra ricchi aumentando le disuguaglianze economiche?
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