Un dispositivo salvavita per custodire il ricordo di chi non c'è più. Ad Altagnana, frazione di Massa, è stato installato un defibrillatore in memoria di Maria Giovanna Lazzoni, scomparsa cinque anni fa, a soli 43 anni, per un malore improvviso, proprio nel luogo in cui è stato collocato l'apparecchio. L'iniziativa è nata insieme alla famiglia di Maria Giovanna, con il consigliere comunale Bruno Tenerani e il fratello Giorgio. A sostenerne l'acquisto e a renderla possibile è stato il deputato apuano Alessandro Amorese, per un gesto concreto a beneficio dell'intera comunità. Alla posa erano presenti i familiari di Maria Giovanna, descritta come una persona solare e generosa. C'erano anche Tenerani, amico di famiglia, e il fratello Giorgio con la moglie Simona. Con loro il consigliere comunale Marco Guidi, Massimiliano Fornari e don Antonio, parroco della comunità. A illustrare il funzionamento dell'apparecchio è stato il dottor Fabio Costantino, responsabile di CardioSecurity Italia.
"Tra i molti modi per ricordare Maria Giovanna abbiamo deciso che ci fosse anche il dono di questo dispositivo, che avrà una funzione specifica per gli abitanti di Altagnana", ha spiegato Amorese. Il significato è particolare in una località montana, dove la distanza dagli ospedali può allungare i tempi dei soccorsi. "Guadagnare anche un solo minuto, durante il primo soccorso, è fondamentale", ha sottolineato il parlamentare.
Tenerani ha raccontato come è nato il progetto, condiviso con i genitori di Maria Giovanna e pensato per Altagnana, "nel luogo in cui purtroppo Giovanna ci ha lasciati", in sua memoria: "Io e mio fratello Giorgio ci siamo subito attivati, coinvolgendo Marco Guidi, Massimiliano Fornari e l'Onorevole Alessandro Amorese, che hanno condiviso fin da subito l'importanza e il valore di questa iniziativa."
Un ringraziamento particolare Tenerani lo ha rivolto al deputato: "Alessandro Amorese si è immediatamente reso disponibile a sostenere l'acquisto del defibrillatore. Grazie anche alla collaborazione del Dottor Costantino, siamo riusciti a concretizzare questo progetto e oggi il defibrillatore è finalmente installato. Non si tratta soltanto di posizionare un dispositivo salvavita, ma di trasformare il dolore per la perdita di Giovanna in un gesto concreto di solidarietà e speranza per tutta la comunità. Il ricordo di Giovanna continuerà a vivere attraverso uno strumento che potrà contribuire a salvare altre vite."
Tenerani ha poi voluto ringraziare "di cuore" i genitori, il fratello Giorgio, Guidi, Fornari, Costantino e tutti coloro che hanno collaborato. E ha concluso: "Oggi, ad Altagnana, lasciamo un segno importante: un segno di vicinanza a una famiglia, di attenzione verso il prossimo e di amore per la vita. In memoria di Giovanna, perché il suo ricordo possa diventare speranza per gli altri."
Parole raccolte da Amorese, che ha voluto sottolineare il valore dell'iniziativa: "Un defibrillatore non restituisce chi non c'è più, ma può offrire a qualcun altro la possibilità di tornare a casa dai suoi cari. Per me è stato un onore farmi carico di questo progetto, nato insieme alla famiglia di Maria Giovanna. Oggi abbiamo uno strumento in più, ma conta anche saperlo usare: invito tutti a partecipare ai corsi di formazione, perché la conoscenza di pochi gesti può salvare una vita."
Il dottor Costantino ha poi richiamato una massima che riassume lo spirito dell'iniziativa: "Quando la conoscenza diventa amore, diventa servizio". È un pensiero che si riconduce a quello di San Gregorio di Nissa, teologo e filosofo greco del IV secolo, uno dei Padri Cappadoci: la vera conoscenza non è puro esercizio intellettuale, ma si trasforma in amore concreto e trova compimento nel mettersi al servizio degli altri. Un principio che, ha spiegato il medico, vale anche per chi impara le manovre di rianimazione: chi sa, può e deve agire. In questo, ha ricordato, il cittadino non è lasciato solo. L'articolo 54 del codice penale, che disciplina lo stato di necessità, esclude la punibilità di chi agisce per salvare altri da un pericolo attuale di danno grave alla persona.
𝗣𝗶𝘂̀ 𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶 𝗲 𝗽𝗶𝘂̀ 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗶: 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗺𝗼𝗿𝗲𝘀𝗲
Il dono di Altagnana richiama un tema su cui il deputato lavora da tempo: la formazione dei cittadini al primo soccorso. Amorese ha portato alla Camera una proposta di legge nata da un'idea tutta apuana, quella dei dottori Carlo Manfredi, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Massa-Carrara, e Fabio Costantino, cardiologo dell'Asl Toscana nord ovest. Il testo prevede di rendere obbligatorio l'insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare e dell'uso del defibrillatore, con i corsi Blsd, per conseguire la patente di guida. Lo scopo è responsabilizzare l'intera comunità, e in particolare i giovani, perché siano pronti di fronte alle emergenze.
La proposta contiene anche una novità che sarebbe unica in Europa: una sorta di ripasso al momento del rinnovo della patente, così che la competenza non si perda nel tempo. Il modello è la Danimarca, dove l'obbligo è in vigore dal 2006 e dove, secondo gli studi citati alla presentazione, con appena il 5% in più di popolazione formata la sopravvivenza è salita al 14%. L'emendamento è stato approvato e il provvedimento seguirà l'iter in commissione Trasporti.
Le ragioni dell'urgenza stanno nei numeri illustrati dai promotori nell'ottobre 2024. La morte cardiaca improvvisa causa circa 400mila vittime l'anno in Europa, mille al giorno, di cui 180 in Italia. È la prima causa di morte nel mondo occidentale, con un arresto cardiaco ogni otto minuti e una sopravvivenza ferma all'8%. Metà delle persone colpite da infarto muore prima di arrivare in ospedale. Eppure i gesti da compiere sono solo tre: chiamare il 112, praticare il massaggio cardiaco e usare un defibrillatore, se disponibile. Si imparano con corsi brevi, anche di un'ora.
"Più formi e più salvi", è la sintesi di Amorese, che parla di "numeri agghiaccianti" e di un "salto culturale" da compiere partendo dai più giovani. Il deputato ha richiamato un limite del passato: "Negli anni si sono messi defibrillatori nelle città senza che la gente sapesse usarli." Anche per questo, accanto alla disponibilità degli apparecchi, resta centrale la formazione dei cittadini.
Ad Altagnana il ricordo di Maria Giovanna Lazzoni diventa così un presidio di sicurezza per tutti gli abitanti. Un piccolo apparecchio perché nessuno resti solo davanti a un arresto cardiaco.
Altagnana, un defibrillatore in ricordo di Maria Giovanna Lazzoni: il dono di Alessandro Amorese
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
25 Ottobre 2026
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