In una città dove il decoro urbano continua a essere oggetto di segnalazioni e proteste, sorprende che il dibattito sulle criticità del servizio rifiuti trovi spazio in una riunione del circolo del Partito Democratico, lo stesso che sostiene il sindaco Arrighi.A far discutere è il ruolo dell’Assessore alla cultura Gea Dazzi, che invece di occuparsi delle sue deleghe, pare abbia dato la linea politica a chi dirige il servizio intervenendo su temi legati alla gestione dei rifiuti e al decoro urbano. Un intervento che solleva una domanda politica evidente: perché queste criticità non vengono affrontate nelle sedi istituzionali competenti, con un confronto diretto con il gestore del servizio, Retiambiente, guidato da Fabrizio Volpi?Mentre il confronto resta confinato nelle sedi di partito, i problemi quotidiani legati alla pulizia della città restano irrisolti. Dal centro alle periferie, le segnalazioni parlano di cassonettipieni, raccolta irregolare e standard di decoro ben lontani dalle aspettative. Il passaggio della gestione dei rifiuti da Nausicaa a Retiambiente, avvenuto lo scorso gennaio, doveva segnare una svolta per il decoro della nostra città. Tuttavia, a mesi dal cambio della guardia, le criticità segnalate da numerosi cittadini sollevano un interrogativo politico e legale non più rimandabile: i cittadini stanno pagando per un servizio che ricevono solo parzialmente? E mentre la città fatica a raggiungere livelli adeguati di pulizia, si continua a sostenere una pressione fiscale elevata. È qui che il tema diventa anche legale. La recente ordinanza della Corte di Cassazione (5887/2026) stabilisce che, in presenza di disservizi significativi, la TARI può essere ridotta fino all’80 per cento. Non è necessario dimostrare responsabilità specifiche: è sufficiente che il servizio non venga reso in modo regolare ed efficiente.
Non è una questione politica ma di equità, si legge nella nota. I cittadini non possono essere chiamati a pagare integralmente per un servizio che, in molte zone, risulta carente. Dove il servizio non funziona, la tariffa deve essere ridotta. Se i cassonetti restano pieni, se le frequenze di raccolta saltano o se le distanze dai punti di conferimento diventano proibitive, la tariffa deve essere ridotta per legge, anche se il regolamento comunale non lo prevede esplicitamente. La politica locale deve prendersi le proprie responsabilità. Il passaggio a un colosso come Retiambiente non può tradursi solo in una gestione burocratica e lontana dai bisogni delle periferie e del centro. È necessario che l'Amministrazione Arrighi verifichi puntualmente l'efficienza della nuova gestione e, in caso di accertati disservizi, predisponga d'ufficio i criteri per le agevolazioni TARI previste dalla legge 147/2013. Il nodo, quindi, non è solola qualità del servizio, ma anche la coerenza dell’azione amministrativa. Da un lato il dibattito interno al Partito Democratico, dall’altro una città che continua a chiedere risposte concrete. In mezzo, un’Amministrazione chiamata a dimostrare di avere il controllo reale della situazione.Perché il punto, al di là delle riunioni e delle dichiarazioni, resta uno: i cittadini chiedono una città pulita e un servizio all’altezza della tassa che pagano. E oggi, per molti, questo equilibrio appare ancora lontano.









