"Importi rilevanti. È questa la spesa dell'Amministrazione Arrighi per affidare a uno studio di Genova ciò che, qualsiasi cittadino, sa già benissimo: le nostre piazze vanno vissute, servono parcheggi intelligenti e la città ha un'identità unica al mondo. Serviva davvero un "masterplan d'autore"?". A parlare è il consigliere della lista Ferri Filippo Mirabellache spiega: " Siamo di fronte all'ennesima operazione d'immagine da parte di Arrighi e del PD che la sostiene, che appare più come un tentativo di recuperare consensi in vista del voto. La Giunta Arrighi continua a confondere la gestione amministrativa con la propaganda, calando dall'alto progetti e rendering patinati che sanno solo di "copia e incolla" urbano. Ci sono voluti due anni per conoscere lo studio realizzato da Femia ma, i cittadini hanno già capito che le proposte per piazze come Matteotti, Gramsci e 2 Giugno, difficilmente passeranno dalla carta ai cantieri. Domanda: l'Amministrazione Arrighi ha verificato con l'archittetto Femia se la pedonalizzazione e le aree verdi non vadano a penalizzare i residenti e il commercio locale senza adeguate alternative di sosta? Rispetto dell'identità locale si sono assicurati che ogni eventuale riqualificazione valorizzi il marmo e la vocazione storica di Carrara, anziché snaturarla per inseguire format di rigenerazione urbana uguali a mille altri?Ma chi è l'architetto Femia e perché un investimento così importante? Arrighi ha deciso di affidarsi all'architetto Alfonso Femia (fondatore dello studio Atelier(s) Alfonso Femia), noto per opere come la sede BNL-BNP Paribas a Roma e i Docks di Marsiglia. Ma la domanda che gli elettori devono porsi tra qualche mese è una sola: era davvero necessario destinare importi importanti di soldi pubblici a un "archistar" per farsi dire che in piazza Matteotti serve il verde?
Certo! Succede quando un'Amministrazione non ha una visione propria, e spende cifre che riteniamo sproporzionate per affidare a consulenti esterni il compito di disegnare il futuro della città sulla carta. Cifre del genere, sostenute con questa disinvoltura per uno studio che mette nero su bianco idee e soluzioni che la città conosce e discute da anni, suonano come uno schiaffo ai cittadini e ai commercianti che lottano tutti i giorni con la crisi. Carrara non è Barcellona. E non vuole diventarlo. Paragonare la nostra città a realtà cosmopolite o proporre format che rischiano di apparire standardizzati significa, a nostro giudizio, non tenere sufficientemente conto della storia, della morfologia e dell'anima di questo territorio. Carrara possiede una specificità irripetibile a livello mondiale, legata all'estrazione, alla scultura e alla cultura secolare del marmo, stretta tra le Apuane e il mare. Ridurre una strategia per questo patrimonio a piste ciclabili, e interventi standardizzati non è visione: è, a nostro giudizio, banalizzazione. Mentre nei palazzi si celebra la presentazione dell'ennesimo "piano strategico"... Commercio allo stremo: Il centro storico si svuota ogni giorno di più, penalizzato dalla mancanza di una vera programmazione economica e di aiuti concreti. Si parla di togliere parcheggi al centro per fare "aree verdi", senza offrire, per quanto attualmente noto, alternative immediate e concrete per residenti e commercianti, col rischio di dare il colpo di grazia alle attività superstiti. Cifre ingenti che rischiano di finire in brochure patinate nei cassetti, mentre i quartieri e le frazioni montane soffrono per la manutenzione ordinaria e il degrado quotidiano. La scelta per il futuro della città lo diciamo chiaramente: la rigenerazione di Carrara non si fa con le archistar chiamate a teorizzare ciò che si discute da tempo, ma ascoltando chi in questa città ci vive, lavora e investe ogni giorno.Tra qualche mese i cittadini dovranno decidere il futuro di Carrara. La scelta sarà chiara: continuare con la macchina della propaganda dell'amministrazione Arrighi sostenuta dal PD oppure restituire rispetto, concretezza e dignità ad una città che deve valorizzare le sue radici, invece di rincorrere esperimenti di stile pagati a caro prezzo".









