Silvia Dell'Amico e Gianni Ilari dell'associazione "Città al Centro, dai monti al mare" tornano ad analizzare la situazione del porto di Marina di Carrara:
"Ha finalmente fatto il suo ingresso nel dibattito pubblico una voce fuori dal coro, capace di rompere una narrazione unilaterale che purtroppo anche molti media continuano a replicare senza verificate analisi di merito. Quando si parla di erosione costiera tra litorale apuano e lunense, il capro espiatorio è da sempre uno solo: il porto di Marina di Carrara. Una tesi comoda, ma scientificamente non dimostrata e smentita dai fatti.
Ci sono verita elementari che si continua a ignorare:
Il ruolo dei fiumi e il bilancio sedimentario: Per decenni dal fiume Magra non sono più giunti apporti solidi significativi verso mare. È la carenza di sedimenti fluviali la causa primaria del fenomeno. Se oggi a Fiumaretta e Marinella si registrano segnali di ripresa, è proprio perché il fiume ha ricominciato a trasportare materiale. Il porto, situato più a sud, non ha avuto alcun ruolo nella storica erosione di quelle aree.
La dinamica degli equilibri marittimi: Qualsiasi opera a mare altera il flusso dei sedimenti, ma le dinamiche costiere tendono nel tempo a raggiungere un nuovo equilibrio. Se la responsabilità del porto fosse così lineare e devastante come si vuole far credere, dopo un secolo dalla sua costruzione la spiaggia di Marina di Carrara avrebbe dovuto estendersi fino alla Corsica. Così non è.
L'assenza di evidenze scientifiche rigorose: La colpevolezza del porto viene sbandierata come un dogma, ma nessuno l'ha mai dimostrata sul piano scientifico con studi d'impatto inconfutabili e sistematici.
L'evoluzione storica delle spiagge: Le carte storiche raccontano una realtà ben diversa. In una planimetria ufficiale del 1914 in mio possesso, si attesta chiaramente come a Forte dei Marmi il mare arrivasse quasi all'altezza dell'attuale viale a mare. Se si volesse applicare la stessa logica semplificatoria degli accusatori, bisognerebbe concludere che la costruzione del porto – avvenuta successivamente – abbia persino favorito l'avanzamento dell'arenile versiliese.
È tempo di superare gli slogan e di affrontare il tema della difesa della costa con rigore scientifico e onestà intellettuale, liberando le scelte infrastrutturali del territorio da pregiudizi ideologici".