Domenica 24 maggio a metà mattina un corteo formato da un lungo serpentone umano si è snodato sulla camionabile, risalendo la valle di Arnetola sulla via di cava che si è sovrapposta ed ha irrimediabilmente compromesso il tracciato della settecentesca via VandelliOltre 230 fra attivisti, volontari, e semplici appassionati di montagna e cittadini consapevoli hanno risposto con entusiasmo alla chiamata di Amici della Terra Versilia, Apuane Libere, Arci Massa Carrara, Cai Toscana - CRTAM, Cipit Seravezza, Comitato per la chiusura ex cava Fornace, Comitato Ugo Pisa, Coordinamento Ambientalista Apuoversiliese, Custodi della Ceragiola, Italia Nostra Massa-Montignoso, GasVezza, Legambiente Carrara, Massa-Montignoso e Versilia, Le Voci degli Alberi Pietrasanta, WWF Alta Toscana.Lungo il percorso son state effettuate 8 soste in cui qualificati relatori hanno potuto illustrare ai partecipanti gli aspetti storici, ambientali e le problematiche culturali di questa valle che conserva ancora oggi forme glaciali straordinarie, una ricchissima presenza di endemismi botanici e faunistici, testimonianze archeologiche che spaziano dagli Etruschi ai Romani alla settecentesca Via Vandelli.Hanno dovuto constatare come tutta l’area sia devastata dall’estrattivismo che distrugge bellezza e valori. "Siamo insieme oggi, nella giornata che il CAI dedica alle Apuane - hanno dichiarato concordi i portavoce delle associazioni - e in questo luogo simbolo del Comune di Vagli di Sotto dove è in corso un attacco condiviso fra Sindaco e imprese per la riapertura di cave ormai rinaturalizzate da decenni, qui dove vengono costruite strade presumibilmente abusive senza l’intervento degli Enti che hanno i compiti di tutela, per ricordare alle Istituzioni tutte dalla Regione Toscana alle Amministrazioni locali, che la devastazione delle Alpi Apuane deve avere una fine e che il Parco deve finalmente trovare la via per svolgere pienamente il ruolo che la collettività si attende da questa istituzione: un Parco senza cave."Non è una posizione nuova, numerosi i precedenti che si ricordano: dalle manifestazioni per la Focolaccia nel 2005 al Manifesto per le Apuane del CAI nel 2016, a quelle più recenti per l'Aronte nel 2020, il congresso Le Montagne Non Ricrescono del 16 dicembre 2023 a Carrara, la manifestazione in difesa del monte Altissimo del 13 Aprile 2025 a Seravezza. "Se ogni anno vengono estratti 5–6 milioni di tonnellate di marmo - affermano i portavoce delle associazioni - sono centinaia i milioni di tonnellate rimosse in oltre vent’anni generando enormi profitti per un numero ristretto di imprenditori ma questa pratica estrattivista non si traduce in benessere per il territorio e per le sue popolazioni che invece oltre a ritrovarsi con l'ambiente devastato sono costretti a sostenere gli ingenti costi per la manutenzione delle strade, la depurazione delle acque inquinate ed il ripristino degli ecosistemi" La monocultura del marmo ostacolo ogni possibile sviluppo alternativo e consolidato un modello di sviluppo/saccheggio estrattivista ormai del tutto insostenibile. Monocultura che è decremento di residenti e conseguente abbandono del territorio."Noi ribadiamo con fermezza che un altro futuro è possibile: oltre la distruzione, oltre l’illegalità, oltre l’indifferenza delle istituzioni. Perché siamo un soggetto attivo nella società. E oggi, con i nostri corpi, con la presenza, con l’entusiasmo, con l’ostinazione, lo abbiamo affermato con chiarezza."









