"Il problema delle malattie trasmesse dalle zanzare non può essere affrontato soltanto quando compaiono i casi di contagio", scrive Lorenzo Vatteroni che prosegue: "Come portavoce del Gruppo Tutela cittadini Consorzi di Bonifica Toscana, ritengo necessario riprendere e rilanciare quanto già evidenziato dall'onorevole Maria Teresa Baldini e dall'Avv. Mauro Domenici, membri del Gruppo Tutela Cittadini, che hanno richiamato l'attenzione sulla necessità di una strategia di prevenzione seria, coordinata e soprattutto tempestiva nei confronti di West Nile, Dengue e delle altre arbovirosi.
Un richiamo che, con temperature ancora elevate e una presenza di zanzare tutt'altro che trascurabile, assume oggi un significato ancora più concreto.
La Regione Toscana riconosce la presenza sul territorio di specie di zanzare potenzialmente in grado di trasmettere diverse arbovirosi e indica tra gli strumenti di prevenzione anche le attività di sorveglianza e il contenimento delle condizioni favorevoli alla proliferazione dei vettori. Il Ministero della Salute, per la stagione 2026, ha inoltre richiamato la necessità di rafforzare la sorveglianza e il monitoraggio delle zanzare vettore.
Se fossi, canali, scoline, aree umide e ristagni d'acqua non vengono adeguatamente manutenuti e monitorati nei periodi in cui le zanzare iniziano a riprodursi, si rischia di intervenire quando il problema è già diventato evidente.
La prevenzione larvale, il controllo dei ristagni e una corretta manutenzione del reticolo idraulico devono quindi essere programmati prima e durante la stagione favorevole alla proliferazione delle zanzare, con continuità e non soltanto in presenza di un'emergenza sanitaria.
L'On. Baldini aveva già sollevato il problema nel giugno scorso, chiedendo al Consorzio 1 Toscana Nord un censimento delle aree a rischio ristagno, interventi mirati di manutenzione e una collaborazione stabile con Comuni e aziende sanitarie. A settembre è tornata sul tema chiedendo un piano regionale di prevenzione larvale, da marzo a ottobre, e un coordinamento strutturale tra Consorzi, ASL, Comuni e Istituto Zooprofilattico.
L'Avv. Domenici, nel suo recente intervento dell'11 settembre, ha a sua volta richiamato un principio semplice ma fondamentale: la prevenzione non può cominciare dopo il contagio.
Come Gruppo Tutela cittadini, riteniamo che questo principio debba tradursi in una precisa assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, ciascuno per le proprie competenze.
Fossi e canali: una manutenzione che non può essere soltanto formale.
È quindi legittimo chiedersi se l'attività ordinaria di manutenzione del reticolo idraulico sia oggi sufficientemente efficace e tempestiva.
Non si tratta di attribuire al Consorzio competenze proprie delle autorità sanitarie, né di sostenere che la bonifica possa da sola impedire la diffusione delle arbovirosi.
Si tratta, piuttosto, di riconoscere che la gestione del territorio, dei fossi, dei canali e delle acque stagnanti rappresenta un tassello della prevenzione ambientale, che deve necessariamente dialogare con la prevenzione sanitaria.
Per questo chiediamo al Consorzio 1 Toscana Nord di rendere noto quali interventi siano stati programmati e realizzati nel corso del 2026 per evitare, per quanto di competenza, la formazione e la permanenza di ristagni d'acqua potenzialmente favorevoli alla proliferazione delle zanzare.
I cittadini hanno diritto a sapere dove, quando e con quali risorse siano stati effettuati gli interventi di manutenzione e di prevenzione, soprattutto nelle zone maggiormente esposte.
La trasparenza non deve essere considerata un adempimento formale, ma uno strumento essenziale per consentire ai cittadini di verificare l'effettiva efficacia delle attività svolte.
Il rischio non finisce con l'estate.
L'errore sarebbe considerare conclusa l'emergenza soltanto perché siamo ormai entrati nell'autunno.
Il Ministero della Salute ricorda che la zanzara Culex, vettore del West Nile, è particolarmente attiva nel periodo estivo-autunnale. Anche la sorveglianza nazionale per la stagione 2026 è stata impostata proprio sulla stagione estivo-autunnale.
Le temperature ancora elevate possono quindi mantenere condizioni favorevoli alla presenza dei vettori.
I numerosi casi di West Nile e Dengue segnalati nell'ultimo periodo rappresentano un ulteriore motivo per non abbassare la guardia e per non rinviare la programmazione degli interventi alla prossima emergenza.
Adesso serve una risposta concreta.
Per questo, come portavoce del Gruppo Tutela Cittadini Consorzi di Bonifica Toscana, chiedo al Consorzio 1 Toscana Nord, alla Regione Toscana, ai Comuni e alle autorità sanitarie di mettere in campo un'azione coordinata, trasparente e verificabile.
Non bastano gli interventi straordinari quando viene segnalato un caso, occorre prevenire per tempo e programmare:
• il monitoraggio delle aree maggiormente esposte al ristagno;
• una manutenzione efficace del reticolo idraulico;
• l'individuazione tempestiva dei focolai larvali;
• il coordinamento con ASL, Comuni e Istituto Zooprofilattico;
• la verifica dell'efficacia degli interventi effettuati;
• la pubblicazione dei dati relativi alle attività concretamente svolte.
La prevenzione delle malattie trasmesse dalle zanzare non può essere una risposta emergenziale. Deve diventare una parte stabile della programmazione territoriale.
L'onorevole Maria Teresa Baldini e l'Avv. Mauro Domenici hanno posto il problema con chiarezza. Il nostro Gruppo intende quindi riprendere e sostenere quelle richieste, affinché alle parole seguano programmazione, interventi e risultati verificabili.
Perché intervenire dopo che il virus ha già trovato il suo vettore significa essere arrivati troppo tardi.
La prevenzione, invece, deve cominciare quando il rischio ancora non si vede", conclude Lorenzo Vatteroni.









