Anno XI 
Giovedì 1 Ottobre 2026
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Scritto da Redazione
Cronaca
30 Settembre 2026

Visite: 93

Mercoledì 30 settembre alle ore 11 nell’antico refettorio del Seminario vescovile a Massa si è svolta una conferenza stampa dove sono stati presentati alcuni progetti promossi dalla diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, in collaborazione con Toscana Innova, società di consulenza tecnico-specialistica con sede a Carrara.La concomitanza con la festa di san Francesco d’Assisi, patrono della diocesi e della città di Massa, costituisce la cornice entro la quale questi progetti prenderanno forma. Da questo punto di vista, la presenza del vescovo monsignor Mario Vaccari, come rappresentante della comunità ecclesiale locale, assieme ai responsabili di Toscana Innova, ha inteso dare concretezza alla indicazioni dell’enciclica “Laudato Sì” di papa Francesco. L’incontro è stato condotto dal don Piero Albanesi, sacerdote diocesano e presidente del Consorzio forestale.“Sora nostra matre Terra” è il titolo del primo aspetto preso in considerazione cioè la costituzione del Consorzio forestale per la gestione sostenibile del patrimonio boschivo. Giacomo Giannarelli, presidente di ha illustrato il percorso avviato nel 2024, insieme alla Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli, per superare la frammentazione di oltre 2.000 ettari di patrimonio fondiario ecclesiastico.Il punto da cui partire è molto semplice: il patrimonio esisteva già, ma era difficile da gestire perché era frammentato. Il sistema ecclesiastico della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli dispone complessivamente infatti di oltre 2.000 ettari di terreni, ma queste proprietà non fanno capo a un unico soggetto. Sono distribuite tra diocesi, Istituto diocesano per il sostentamento del clero (IDSC), parrocchie e altri enti ecclesiastici. Questa frammentazione giuridica si somma a quella catastale: tante particelle, spesso distanti tra loro, in aree interne, collinari e montane, con pendenze importanti e accessibilità non sempre semplice. Il documento oggi individua correttamente proprio questa complessità come il problema di partenza.

Il lavoro di Toscana Innova è iniziato nel 2024, con un primo Piano di Indirizzo Forestale. L’obiettivo era anzitutto capire che patrimonio avevamo di fronte, mettere insieme le informazioni disponibili e costruire una prima strategia di gestione. In quella fase abbiamo fatto una prima ricognizione delle proprietà, analizzato la frammentazione, iniziato a ragionare sulla gestione associata e cercato gli strumenti finanziari più adatti. Da qui è nata la partecipazione al bando della Regione Toscana per le forme associative di gestione forestale, una misura pensata proprio per contrastare la frammentazione delle proprietà, favorire la pianificazione e sostenere lo sviluppo locale. L’atto costitutivo del Consorzio richiama espressamente queste finalità. Il bando regionale prevede un contributo fino al 100% delle spese ammissibili, che per il progetto della Diocesi risultano di circa €34.000. Il passaggio decisivo è stato però soprattutto un altro: creare un soggetto giuridico unitario. È nato così il Consorzio Forestale della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli.È uno strumento che consente a soggetti diversi di mantenere la proprietà dei propri terreni, ma di affidarne la gestione ordinaria e straordinaria a un unico soggetto. In questo modo non si trasferiscono i beni: si unifica la gestione. L’atto costitutivo conferma che Diocesi, IDSC e diverse parrocchie hanno scelto di affidare al Consorzio le superfici individuate proprio per raggiungere finalità comuni di gestione forestale. Oggi il primo nucleo comprende 91 particelle per 276,826 ettari, quindi circa 280 ettari. Questo non è il punto di arrivo. È il primo blocco operativo di un percorso che, negli anni, vuole arrivare a una gestione coordinata di una parte sempre più ampia degli oltre 2.000 ettari complessivi. La sfida è rilevante, perché partiamo da un territorio che presenta diverse difficoltà: proprietà frammentate, molti soggetti giuridici, tempi autorizzativi lunghi, aree spesso abbandonate, forte pendenza, accessibilità complessa e una filiera forestale che in alcuni territori deve essere ricostruita. Ma proprio qui sta anche l’opportunità.

            Nel 2026 e nel 2027 prenderà avviso una fase molto concreta di ricognizione, sopralluoghi, rilievi, cartografia e conoscenza diretta delle superfici. Questo lavoro confluirà nel Piano di Gestione Forestale, che permetterà di programmare gli interventi dei prossimi anni: selvicoltura, manutenzione, prevenzione incendi, tutela idrogeologica, valorizzazione del legno e delle biomasse, biodiversità, sentieristica e servizi ecosistemici. Un tema interessante riguarda anche il carbonio. Il CREA indica che, come benchmark medio nazionale, un ettaro di bosco italiano assorbe circa 5,5 tonnellate di CO₂ all’anno. Applicato come semplice ordine di grandezza, i primi 276,8 ettari equivalgono a circa 1.500 tonnellate di CO₂ assorbite ogni anno. In prospettiva, su 2.000 ettari, il benchmark supera le 11.000 tonnellate annue. Non significa che queste quantità siano automaticamente trasformabili in crediti di carbonio, ma il Piano di Gestione potrà verificare dove esistano le condizioni per sviluppare interventi addizionali certificabili.

 

Numeri da tenere in evidenza

  • > 2.000 ha patrimonio fondiario ecclesiastico complessivo
  • 276,826 ha primo nucleo del Consorzio
  • 91 particelle già messe a sistema
  • €34.423,35 contributo pubblico ammesso
  • fino al 100% intensità massima prevista dal bando
  • ~1.500 tCO₂/anno ordine di grandezza del primo nucleo

 

 

            Secondo progetto è quello della nascita della comunità energetica rinnovabile (CER), intitolato “Frate sole”, illustrato dall’ingegnere Sara Tonlorenzi di Toscana Innova. La CER della Diocesi è stata formalmente costituita nel 2025 come associazione senza scopo di lucro, ed è una realtà aperta: possono entrare, nel rispetto dei requisiti normativi, cittadini, associazioni, piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni.  La prima fase prevede 12 impianti su edifici diocesani e parrocchiali, per circa 160 kWp e una produzione stimata di 183.000 kWh/anno, con circa 100.000 kWh potenzialmente condivisi. 

Anche per la Comunità Energetica Rinnovabile della Diocesi di Massa Carrara-Pontremoli il punto di partenza è stato molto concreto: come trasformare il patrimonio immobiliare diffuso della Diocesi in uno strumento per produrre energia rinnovabile e condividerne i benefici con il territorio? Il lavoro di Toscana Innova, come partner tecnico e progettuale, è stato quello di accompagnare la Diocesi dall'ideazione alla costituzione della CER, dalla creazione del soggetto giuridico alle domande di contributo, fino alla definizione delle regole attraverso le quali i benefici economici verranno distribuiti.

Che cos'è, concretamente, una CER? Una Comunità Energetica Rinnovabile mette insieme chi produce energia rinnovabile e chi la consuma. Il concetto importante è quello di energia condivisa. Se, ad esempio, un impianto fotovoltaico della Diocesi sta producendo energia alle 11 del mattino e, nello stesso intervallo temporale, i membri della configurazione stanno consumando energia, quella contemporaneità genera energia condivisa sulla quale il GSE riconosce specifici benefici economici. Il GSE la definisce infatti come la quota di energia immessa dagli impianti incentivati e autoconsumata all'interno della configurazione.

E questo significa che un cittadino non deve necessariamente avere un impianto fotovoltaico per partecipare. Può entrare semplicemente come consumer, mettendo a disposizione della Comunità il proprio profilo di consumo attraverso il proprio contatore. Il GSE prevede espressamente la partecipazione del cliente finale titolare di un'utenza elettrica.  Le 9 cabine primarie: una CER diffusa sul territorio Il progetto è inoltre particolarmente interessante perché la Diocesi è presente diffusamente sul territorio. Abbiamo individuato 9 aree di cabina primaria sulle quali strutturare progressivamente le configurazioni. Questo significa poter costruire una rete territoriale nella quale parrocchie, cittadini, imprese, associazioni ed enti possano entrare nella configurazione corrispondente alla propria area. Il GSE prevede infatti che il calcolo dell'energia condivisa avvenga all'interno delle configurazioni sottese alla medesima cabina primaria.

I numeri della prima fase Per essere molto concreti, considerando esclusivamente gli impianti di Diocesi e parrocchie, e quindi escludendo gli impianti privati, il primo programma comprende:

12 impianti fotovoltaici per una potenza complessiva di circa 160 kWp e una produzione annua stimata di circa 183.000 kWh all'anno. Stimiamo circa 55.000 kWh di autoconsumo diretto e, sulla base delle ipotesi utilizzate, circa: 100.000 kWh di energia condivisa ogni anno. Quest'ultimo è uno dei numeri sui quali dovremo lavorare maggiormente, perché più riusciamo a far coincidere produzione e consumo, maggiore sarà il beneficio prodotto dalla Comunità.

Quindi la CER non è semplicemente un progetto per installare pannelli fotovoltaici. È uno strumento che utilizza l'energia rinnovabile per generare e redistribuire valore sul territorio.

Un cittadino può partecipare come consumer anche senza installare pannelli. Continua ad avere la propria utenza e il proprio contratto di fornitura: ciò che mette a disposizione della CER è il proprio consumo, contribuendo ad aumentare l'energia condivisa quando questo coincide con la produzione degli impianti. Nel nostro scenario economico, i circa 100 MWh condivisi generano complessivamente circa €12.000 all'anno tra incentivo e valorizzazioni. Nel 2027(2028, la CER si apre al territorio. Questa sarà una fase decisiva. Organizzeremo almeno 3 incontri territoriali per coinvolgere: cittadini; famiglie; imprese; enti pubblici; associazioni; Terzo settore; nuovi prosumer e produttori.  L'obiettivo sarà aumentare il numero dei consumer e soprattutto costruire profili di consumo capaci di massimizzare l'energia condivisa.

Dal 2028 prenderà il via la fase di redistribuzione dei benefici. Dopo la produzione, le misurazioni e i conguagli GSE inizierà la redistribuzione annuale dei benefici secondo il modello:

15% gestione – 25% prosumer – 45% consumer – 15% sociale.

 

I numeri da ricordare

  • 12 impianti Diocesi/parrocchie nella prima fase
  • Circa 160 kWp di potenza
  • Circa 183.000 kWh/anno di produzione stimata
  • Circa €91.000 di contributi associati alle domande approvate, contributo PNRR fino al 40%
  • incentivo GSE sull'energia condivisa per 20 anni
  • ritorno semplice BP: ~7 anni senza contributo / ~4 anni con contributo.

 

 

 

            “San Francesco uomo del cammino e dell’incontro” è infine il titolo del terzo progetto che è stato presentato da Francesca Abiuso, Senior Project Manager Toscana Innova. Come è possibile trasformare immobili e strutture già presenti sul territorio, in strumenti capaci di generare accoglienza, servizi e valore per le comunità locali?

La Diocesi dispone infatti di un patrimonio immobiliare diffuso in un territorio attraversato da importanti cammini religiosi, a partire dalla Via Francigena. L'obiettivo non è semplicemente recuperare o attrezzare degli immobili, ma inserirli in una rete: creare punti di accoglienza che possano diventare porte di accesso ai territori, ai borghi, alla cultura, all'enogastronomia e alle attività economiche locali.

            È da questa visione che è nato nel 2024 il progetto I.S.A.C. – Innovativi, Sicuri e Accoglienti Cammini Religiosi, finanziato dal Ministero del Turismo con un contributo a fondo perduto di 191.500 euro. Cinque i punti di accoglienza coinvolti lungo il percorso della Via Francigena – Pontremoli, Aulla, Carrara-Avenza, Massa e Montignoso – attrezzati con 5 defibrillatori, 15 cassette di primo soccorso, self check-in, smart lock e 5 distributori d’acqua, oltre a 7.900 borracce riutilizzabili. App, sito web, contenuti digitali e social completano un modello che unisce sicurezza, sostenibilità e promozione territoriale.

            Sono stati sviluppati strumenti per l'orientamento e l'informazione dei pellegrini, con pannelli informativi e segnaletica direzionale, per accompagnare le persone non soltanto nella struttura ma anche alla scoperta dei luoghi circostanti.  Per ciascuna tappa sono stati introdotti sistemi di self check-in e smart lock, che consentono di digitalizzare e automatizzare gli accessi per il pernottamento. Questo è particolarmente importante per immobili distribuiti in piccoli centri e aree interne: la tecnologia consente di offrire un servizio di accoglienza senza dover necessariamente sostenere i costi di una reception presente in maniera continuativa.

            Il progetto comprende un'app informativa, un sito web, contenuti digitali, attività social e collaborazioni con blogger e influencer. L'app è pensata per accompagnare il visitatore prima e durante il cammino, permettendo di visualizzare la mappa, conoscere la propria posizione, accedere alle informazioni e scoprire luoghi e servizi. Il materiale grafico cartaceo e digitale realizzato per il progetto mette infatti al centro non soltanto il percorso, ma anche accoglienza, informazioni, cultura e tradizione, punti di interesse e servizi utili al pellegrino.

 

I NUMERI DA RICORDARE

  • 5 tappe – Pontremoli, Aulla, Carrara-Avenza, Massa, Montignoso
  • 5 defibrillatori – uno per tappa
  • 15 cassette di pronto soccorso – tre per tappa
  • 5 distributori di acqua potabile – uno per tappa
  • 900 borracce riutilizzabili – 7.000 da 500 ml + 900 da 750 ml
  • App + sito web + piattaforme online – ecosistema digitale per accompagnare e informare il visitatore
  • Self check-in + smart lock
  • Social, contenuti digitali, blogger e influencer – promozione del progetto e dei territori.
  • Circa 15 progetti pronti per valorizzare gli immobili ad uso turistico.

Prima del termine della conferenza stampa il vescovo, monsignor Mario Vaccari, che ha espresso soddisfazione per i progetti presentati. “Siamo allineati alle indicazioni che papa Francesco aveva illustrato rispetto ad iniziare processi virtuosi, in riferimento ai contenuti dell’enciclica “Laudato Sì” . Dietro la promozione di questi progetti e iniziative, c’è il desiderio di dare una buona notizia alle persone, per dire la bellezza del nostro territorio, bene da considerare con gratitudine, rispetto ad una visione che vede invece la natura come risorsa esclusivamente da sfruttare. Sul tema delle comunità energetiche, mi pare estremante attuale pensare e trovare strade alternative di energia pulita, rispetto al contesto internazionale nel quale siamo immersi, dominato dalla gestione degli idrocarburi. Anche se possiamo fare una piccola parte, il Vangelo ci insegna che anche dalla piccolezza possono nascere grandi cose: pensiamo per esempio alle parabole di Gesù sul lievito nella pasta e il sale della terra”.

 

 

Pin It
  • Galleria:
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

ULTIME NOTIZIE BREVI

Spazio disponibilie

Nausicaa S.p.A., società in house del Comune di Carrara che gestisce i servizi cimiteriali cittadini, ha aperto…

La Pro Loco di Gragnana ha organizzato, nei giorni domenica 27 e martedì 29…

Spazio disponibilie

Chiude per alcuni giorni la piscina coperta di Marina di Carrara. La vasca grande coperta dell'impianto di viale…

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie

Massa, 17 settembre 2026. L'Azienda USL Toscana nord ovest comunica che il 9 ottobre prossimo a…

Nel fine settimana del 13 settembre ancora gare, risultati e soddisfazioni per il "GS POLIZIA…

E' in pagamento la rata del vitalizio comunale del marmo relativa…

Per consentire a Nausicaa di eseguire interventi urgenti di riparazione di un guasto sull'impianto della pubblica illuminazione, sabato 12 settembre, dalle 8.30 alle 13,…

Spazio disponibilie

E'  revocata a partire dalle 13 di giovedì 10 settembre 2026   l'ordinanza sindacale n. 64/2026 del 09 settembre…

Considerate le condizioni meteo avverse la società organizzatrice, in accordo con i commissari, la direzione corsa…

Spazio disponibilie

RICERCA NEL SITO

Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie
Spazio disponibilie