Ho letto e riletto le parole di Franco Isceri, il padre di Lorena Isceri, la donna di 45 anni rapita dall'ex compagno e gettata da un viadotto sull'A1. Parole di un dolore che nessuno dovrebbe mai conoscere, e che però contengono una lucidità e una forza straordinarie: la richiesta di unità, di impegno concreto, di risposte che vadano oltre la commozione del momento.Come avvocato, come donna, come Presidente dell'associazione "La Rivincita", sento il dovere di raccogliere quell'appello e di trasformarlo, ancora una volta, in azione.Da anni, nella provincia di Massa Carrara, lavoriamo fianco a fianco con le scuole, i dirigenti scolastici, gli insegnanti, le istituzioni e le autorità del territorio per portare nelle aule un messaggio che non può più aspettare: quello della prevenzione, della sensibilizzazione, dell'informazione e, soprattutto, del rispetto. Lo facciamo con un metodo che ci sta a cuore: quello dell'associazionismo e del volontariato. Ginnaste delle società sportive locali, scuole di canto, artisti del territorio: tutti mettono a disposizione gratuitamente il proprio talento e il proprio tempo, perché crediamo che la cultura del rispetto si costruisca insieme, con un linguaggio che sappia arrivare davvero ai ragazzi.È un impegno piccolo, se guardato dai palazzi del potere. Ma è un impegno vivo, quotidiano, che parte dal territorio e prova a incidere dove più conta: nella testa e nel cuore delle nuove generazioni, prima che certe dinamiche di possesso e controllo possano radicarsi. Perché, come ci ricordano tante voci che in questi giorni si sono levate a difesa della memoria di Lorena, dietro ogni femminicidio non c'è quasi mai un mostro riconoscibile, ma un uomo che prima considerava normale decidere della vita, della libertà, delle scelte di una donna. Un potere travestito da amore. Un possesso scambiato per protezione.Non un "ti amo" può giustificare un "tu sei mia". Questo è il principio semplice, ma ancora troppo disatteso, su cui costruiamo ogni nostro progetto nelle scuole.
Come Presidente de "La Rivincita", mi unisco alle parole del padre di Lorena e a quanti, in queste ore, chiedono alle istituzioni di fare fronte comune, senza divisioni di parte. E aggiungo un impegno: continueremo a portare nelle scuole di Massa Carrara il nostro contributo, fatto di volontariato, competenze e passione, perché ogni ragazza e ogni ragazzo crescano sapendo riconoscere, fin dai primi segnali, cosa significhi davvero rispettare una persona che si ama.
Nel nome di Lorena, e di tutte le donne che non ci sono più.
Avv. Carmela Federico
Presidente Associazione "La Rivincita"
"La Rivincita": non possiamo più permetterci il silenzio. Il nostro impegno continua, nel nome di Lorena
Scritto da Carmen Federico
Cronaca
06 Settembre 2026
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