"Come mai l'Autorità Portuale ha deciso di fare ricorso al TAR contro il Piano degli Arenili del Comune di Massa?" La domanda è stata posta dal Comitato Ugo Pisa di Massa che ha spiegato: "La risposta sta probabilmente nel fatto che il Piano non parla soltanto di spiagge e stabilimenti balneari, ma considera le opere del porto di Marina di Carrara e i loro effetti sulla dinamica dei sedimenti. Non sorprende quindi che l'Autorità portuale abbia deciso di contestare il piano: un documento ufficiale che richiama questo tipo di correlazione potrebbe, nel tempo, diventare la base per richieste di interventi compensativi – come i 47 milioni di euro indicati dal sindaco per opere di difesa del litorale durante il consiglio comunale del 4 novembre 2024. Ma il punto vero non è lo scontro politico. La questione è ambientale e riguarda l'intero sistema costiero. Non a caso anche il Comune di Forte dei Marmi ha espresso forti preoccupazioni sull'ampliamento del porto, perché il fenomeno erosivo sta interessando progressivamente anche la Versilia. Ed è proprio qui il nodo centrale: è assolutamente normale, e anzi dovrebbe essere prassi doverosa, che di fronte a un ampliamento portuale si proceda con una valutazione degli effetti sull'ambiente e sui territori limitrofi. È un metodo che dovrebbe essere condiviso e accettato da tutti gli enti coinvolti. Valutare l'impatto non significa ostacolare lo sviluppo, ma garantire che esso avvenga in modo compatibile con l'equilibrio ambientale esistente.A questo si aggiunge anche un tema di sicurezza che non può essere ignorato. L'incidente della nave Guang Rong, avvenuto al largo di Marina di Massa e le cui conseguenze sono ancora ben presenti nella memoria della comunità, ha dimostrato quanto il traffico marittimo e le attività portuali possano comportare rischi concreti per il territorio e per l'ambiente marino. Pochi mesi fa un'altra nave di caratteristiche simili ha rischiato di provocare un nuovo incidente. Episodi di questo tipo ricordano quanto sia necessario valutare con attenzione tutti gli effetti delle attività portuali, soprattutto quando si parla di ampliamenti e aumento dei traffici. Per questo, invece di ricorrere al TAR, sarebbe auspicabile che l'Autorità portuale aprisse un confronto costruttivo, prendendo atto dei rilievi emersi e collaborando con i territori interessati per trovare soluzioni che consentano la convivenza tra infrastruttura portuale e tutela della costa. Non si può continuare a ragionare in termini di contrasto tra lavoro e territorio. Non si può sacrificare chi abita sulla costa, chi ci lavora o chi vive dell'economia del mare nel nome di uno sviluppo portuale che scarica sul territorio traffico, inquinamento e pressione ambientale. La difesa della costa non è una questione di destra o di sinistra, né di balneari o di portuali. È una questione di equilibrio ambientale e di tutela di un bene comune che appartiene a tutti".
Massa, erosione, sicurezza e ampliamento del porto: il Piano degli Arenili e il ricorso dell’Autorità Portuale
Scritto da Redazione
Cronaca
06 Aprile 2026
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