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Scritto da Carmen Federico
Cronaca
17 Aprile 2026

Visite: 91

Non si riesce a trattenere le lacrime. Non ci si riesce, guardando quelle centinaia di candele accese nella notte del Mirteto, il quartiere dove Giacomo Bongiorni era nato, cresciuto, dove aveva i suoi amici, la sua gente. Venerdì 17 aprile quella stessa gente è scesa in strada ancora una volta, in silenzio, per dirgli che non lo ha dimenticato. Che non lo dimenticherà mai. Il corteo è partito dalla chiesa parrocchiale, lento e commosso, e ha percorso le strade che Giacomo conosceva a memoria. Fino ad arrivare sotto casa della sua famiglia. Lì, ad aspettare quella folla silenziosa, c'era sua madre. Una donna che sta vivendo i giorni più bui che una madre possa immaginare. Eppure ha trovato la forza, con la voce tremante e gli occhi lucidi, di alzarsi e ringraziare tutti: "Grazie a nome di mio figlio." Cinque parole. Un peso infinito.Giacomo era uno di quelli che il quartiere li vive davvero. Appassionato di calcio, amico di tutti, legato al Mirteto con ogni fibra. Chi lo conosceva lo sa: non era il tipo da girarsi dall'altra parte. E infatti non si è girato, quella notte maledetta in piazza Palma. E quella scelta di coraggio gli è costata la vita.
Quella di venerdì è la seconda fiaccolata in pochi giorni. Mercoledì 15 aprile era stata l'intera città a riversarsi in strada: oltre cinquemila persone, un fiume umano che aveva attraversato il centro di Massa fino al luogo del delitto, nel corteo promosso da Comune e Diocesi. Serate diverse, stesso dolore, stesso grido che sale dal petto: giustizia per Giacomo.Sul fronte giudiziario, tutti e tre i fermati restano in carcere. I giudici — il gip di Massa per i due maggiorenni, il giudice minorile di Genova per il 17enne — hanno deciso per la custodia cautelare, motivandola con il pericolo di reiterazione del reato. Per il minorenne, aggiunto anche il pericolo di fuga. Il 17enne, anche nell'interrogatorio di garanzia, non ha cambiato versione: sostiene di aver ricevuto una testata e di aver reagito. Il suo avvocato parla di testimoni a suo favore. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla Procura di Massa, vanno avanti.Ma stasera, al Mirteto, non c'era spazio per le aule di tribunale. C'era solo il ricordo di un uomo buono, le candele che tremavano nel buio, e una madre che con tutta la dignità che le restava ha detto grazie. Per suo figlio.

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