Se n'è andato in un attimo, durante un aperitivo con la compagna e gli amici per un infarto fulminante che non ha dato modo alcuno ai soccorsi. subito intervenuti, di rianimarlo. Se n'è andato così, a soli 51 anni, Giacomo Pinelli, scrittore e figura molto nota nell'ambito culturale di Pontremoli e della Lunigiana, luoghi dove lui, milanese, aveva scelto di vivere da oltre 30 anni, tornando sulle orme del nonno che nel borgo di Montelungo, sulla via della Cisa, aveva per tanto gestito una locanda. E per un po' aveva unito le due cose: la sua immensa passione per la scrittura e quella per la tradizione culinaria della sua famiglia e aveva gestito la locanda, pur continuando a scrivere romanzi e a essere protagonista degli eventi culturali di Pontremoli. In seguito, alcuni anni fa, aveva deciso di dedicarsi esclusivamente alla scrittura sia come autore, sia come insegnante di scrittura creativa in gruppi che lo hanno seguito con passione e entusiasmo. L'ultimo romanzo, che stava promuovendo in questo periodo - due giorni fa è stato infatti, a Carrara ospite di Associazione Qulture e dello spazio Civico 5- è uscito quest'anno e si intitola "La firma del chimico" edito da Derive e Approdi, e racconta la storia di uno degli scienziati che si rifiutarono di aderire al fascismo. Vulcanico, instancabile, sempre pronto a impegnarsi in nuove sfide letterarie o culturali, Giacomo Pinelli lascia una lunga serie di opere che spaziano dai romanzi ai testi teatrali, ma soprattutto lascia un vuoto enorme nei moltissimi che lo hanno conosciuto, apprezzato, stimato. I funerali si terranno a Montelungo, lunedì 29 giugno alle 16. Giacomo Pinelli lascia la compagna Arianna e il figlio Simone di 19 anni.
Ciao Giacomo, io proprio non avrei mai pensato di dover scrivere questo articolo. Ti ho conosciuto anni fa, alla tua locanda a Montelungo e poi a Pontremoli, sempre per questioni di libri e scrittura, passione che avevamo in comune con anche altri amici. Ti ricordo entusiasta, appassionato, sempre interessato a parlare di libri e di tecniche di scrittura. Mi regalasti tre libri tuoi, chiedendomi di darti il mio giudizio. Non l'ho fatto perchè pensavo di farlo quando ci saremmo rivisti, ma non c'è più stata occasione, anche se, negli anni, ho seguito con piacere l'evolversi della tua carriera di autore. La notizia della tua morte mi ha gelato. Troppo presto, troppo improvviso, troppo ingiusto. Avevi ancora tanto da scrivere, tanto da raccontare, tanto da vivere. Mi dispiace davvero tanto, Giacomo. Non è di questo che avrei voluto scrivere riguardo a te. E' stato un onore averti conosciuto.
Vinicia









