Rifondazione Comunista Massa Carrara si esprime sull'aumento di gasolio e benzina: "Il caro carburante stringe, ormai, l’Italia in una morsa d’acciaio, con prezzi alla pompa stabilmente elevati che mettono in ginocchio le capacità delle famiglie italiane e delle piccole imprese.Di fronte a questa emergenza economica, la risposta della politica si è rivelata del tutto inadeguata. A tracciare la linea della resa totale è stato il vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, con una dichiarazione rilasciata, pochi giorni fa, alla festa del Tempo: “A breve non caleranno né il costo del carburante, né quello dell'energia... quindi o ti rassegni o ti attrezzi”.Riteniamo semplicemente inaccettabile questo tipo di comunicazione. L'opinione pubblica ricorda bene le promesse elettorali della Lega sul taglio immediato e strutturale delle accise. Sentir liquidare la questione con un invito che suona come una rassegnazione segnala una profonda distanza dalla realtà quotidiana dei cittadini.Spostando lo sguardo sul territorio locale, la situazione nella provincia di Massa-Carrara riflette perfettamente questa tendenza, evidenziando rincari persino superiori alla media nazionale. I dati ufficiali forniti dal MIMIT, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, evidenziano un quadro nerissimo: la benzina, a Massa, si attesta, in media, sui 2,152 euro al litro, mentre a Carrara tocca i 2,162 euro al litro, superando la media nazionale di circa 1,4 centesimi.
Il gasolio risente, invece, di tensioni ancora più forti, raggiungendo una media di 2,341 euro/L a Carrara e 2,346 euro/L a Massa.Senza considerare che nelle zone periferiche, in cui ci si sposta anche per i bisogni più elementari per carenza di mezzi pubblici, il caro carburante morde il doppio; praticamente una doppia tassa.Per i cittadini e le cittadine della nostra provincia, costretti a fare i conti con tariffe tra le più alte della Toscana, la ricetta della "rassegnazione" è un lusso che nessuno può permettersi.La politica non può limitarsi al ruolo di spettatore o di commentatore della crisi. Per questo chiediamo la nazionalizzazione della distribuzione e della gestione delle energie fossili. È necessaria la nazionalizzazione dell’intera filiera o di alcuni passaggi fondamentali, come ad esempio la raffinazione, l’estrazione o la distribuzione.Auspichiamo una mobilitazione unitaria e decisa di forze politiche, associazioni, sindacati, cittadini e cittadine su questo tema".
Davanti alla pompa di benzina la passività non è più un’opzione.









