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Scritto da Redazione
Cultura
08 Settembre 2026

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Carrara, 08/09/2026 - Che cosa significa abitare un corpo che cambia? Come si trasforma il rapporto con noi stessi, con la famiglia e con gli altri quando attraversiamo le età più complesse della vita? Sono le domande al centro di «Abitare lo straordinario – Adolescenza, fragilità e cura nei passaggi della vita», l’incontro con cui Nausicaa S.p.A. partecipa a con-vivere Carrara Festival, proponendo una lettura del tema dell’abitare attraverso le neuroscienze, l’educazione e la cura.L’appuntamento è per domenica 13 settembre 2026, alle ore 17:30, nel Cortile dell’Istituto Figlie di Gesù a Carrara. Ospite dell’incontro sarà il professor Pietro Pietrini, neuroscienziato, psichiatra e docente della Scuola IMT Alti Studi Lucca, la cui attività di ricerca esplora le basi cerebrali delle funzioni mentali e del comportamento umano.Lo “straordinario” di cui si parlerà non è qualcosa di lontano dall’esperienza quotidiana. È ciò che accade quando le coordinate abituali della nostra vita si modificano: il corpo cambia, le emozioni assumono nuove forme, i rapporti chiedono di trovare equilibri diversi. L’adolescenza e l’età anziana sono due stagioni profondamente differenti, accomunate però dalla necessità di ridefinire il modo in cui abitiamo noi stessi e il mondo. Passaggi nei quali il cambiamento non riguarda soltanto la dimensione fisica, ma anche l’identità, l’autonomia e i legami familiari.Con un taglio scientifico e divulgativo, Pietrini accompagnerà il pubblico nella comprensione di ciò che avviene fisiologicamente nel cervello in queste fasi della vita, intrecciando la prospettiva delle neuroscienze e della neuropsichiatria con le esperienze delle persone. Il punto di partenza sarà proprio la distanza che può esistere tra il cambiamento che viviamo e la consapevolezza che ne abbiamo: ci accorgiamo che qualcosa si modifica, ma non sempre disponiamo degli strumenti per comprenderlo e raccontarlo a chi ci sta accanto.Da qui lo sguardo si allargherà alla famiglia, alla società e alle relazioni di cura. Come accompagnare un adolescente mentre costruisce la propria autonomia? Come stare accanto a una persona anziana quando cambiano i suoi bisogni e il suo rapporto con il corpo? E come si trasformano, a loro volta, le vite di chi assume una responsabilità di cura? L’incontro offrirà una chiave di lettura per avvicinarsi a queste domande, mettendo in dialogo conoscenza scientifica ed esperienza quotidiana.L’iniziativa è promossa da Nausicaa attraverso le Farmacie Comunali e i Servizi Educativi, con la partecipazione di farmacisti ed educatori dell’azienda. Due ambiti che esprimono il rapporto quotidiano della municipalizzata con la comunità: da una parte la prossimità, l’informazione e la prevenzione; dall’altra l’accompagnamento alla crescita, l’inclusione e l’attenzione ai bisogni di bambini, ragazzi e famiglie. È da questa esperienza che nasce il contributo di Nausicaa al festival: portare nel confronto pubblico le domande che attraversano ogni giorno i servizi alla persona.«Abitare una comunità significa poter contare su qualcuno anche nei momenti in cui la vita cambia e diventa più difficile da comprendere – dichiara Antonio Valenti, presidente di Nausicaa –. Attraverso le Farmacie Comunali e i Servizi Educativi incontriamo ogni giorno persone e famiglie con esigenze diverse, ma con un bisogno comune di ascolto, fiducia e orientamento. Abbiamo voluto portare a con-vivere una riflessione che parte da questa esperienza e si apre al contributo delle neuroscienze. Ringrazio il professor Pietrini per aver accolto il nostro invito e averci dato la sua preziosa disponibilità nonostante i numerosi impegni: le sue grandi competenze aiuteranno i presenti a comprendere meglio ciò che accade nelle diverse età della vita per aiutarci a stare accanto alle persone con maggiore consapevolezza, senza ridurle alle loro difficoltà».“Abitare lo straordinario” sarà dunque un invito a comprendere prima di giudicare e ad accompagnare senza sostituirsi all’altro. Una riflessione rivolta a genitori, figli, professionisti, persone impegnate nella cura e cittadini: perché abitare un corpo che cambia è un’esperienza personale, ma il modo in cui la attraversiamo riguarda anche la comunità di cui facciamo parte.

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