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Scritto da Redazione
Cultura
05 Ottobre 2026

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Ultimi giorni per visitare Astratto Organico, la mostra curata da Mirco Taddeucci al Museo Gigi Guadagnucci di Massa. Inaugurata il 31 luglio a Villa Rinchiostra, l'esposizione chiuderà mercoledì 7 ottobre dopo oltre due mesi segnati da una forte partecipazione del pubblico, da un importante riscontro critico e da un'ampia copertura mediatica. Pochi giorni ancora per vedere una mostra che ha riunito a Massa alcuni dei protagonisti della scultura internazionale del Novecento e che lascia, attraverso il catalogo, gli approfondimenti e i rapporti costruiti in questi mesi, un patrimonio destinato a proseguire oltre la chiusura dell'esposizione.

Il Sindaco di Massa, Francesco Persiani, dichiara "Il successo di Astratto Organico rappresenta un risultato importante per Massa e conferma la crescita del Museo Gigi Guadagnucci come luogo capace di ospitare progetti espositivi di alto profilo e di costruire relazioni con istituzioni, fondazioni e realtà culturali italiane e internazionali.

È il percorso sul quale come Amministrazione vogliamo continuare a investire: valorizzare i nostri luoghi della cultura, metterli in relazione con ciò che accade fuori dai nostri confini e fare di Massa una città sempre più riconoscibile anche attraverso l'arte. Dopo la mostra dedicata a Giò Pomodoro, Astratto Organico rappresenta un ulteriore passo in questa direzione. Invito chi ancora non lo avesse fatto ad approfittare di questi ultimi giorni per visitarla"

Con 35 opere di Henry Moore, Alicia Penalba, Antoine Poncet, Alberto Viani, Agustín Cárdenas e Maria Papa Rostkowska, Astratto Organico ha indagato una stagione fondamentale della scultura del secondo Novecento, mettendo in relazione artisti che, attraverso percorsi differenti, hanno progressivamente trasformato il dato naturale in forme autonome, facendo del pieno, del vuoto e della materia elementi centrali della ricerca plastica. Bronzi, marmi, gessi, maquette, disegni e studi preparatori hanno permesso di seguire la forma nel suo farsi, mentre quattro opere sono state presentate per la prima volta al pubblico, offrendo un contributo anche sul piano scientifico.

Particolare rilievo ha assunto il nucleo dedicato a Henry Moore. Nel quarantesimo anniversario della scomparsa dell'artista britannico, l'esposizione ha riportato l'attenzione sul suo profondo rapporto con il territorio apuo-versiliese, iniziato nel 1957 in occasione della realizzazione della monumentale Reclining Figure destinata alla sede UNESCO di Parigi.

La dimensione internazionale emerge anche dalla provenienza delle opere, alcune delle quali giunte direttamente da Parigi, e dalla rete di collaborazioni costruita per l'occasione. Tra i soggetti coinvolti figurano la Henry Moore Foundation di Leeds, la Fondazione Il Bisonte di Firenze, la Fondazione Henraux, la Fondazione Ragghianti, l'Atelier Antoine Poncet di Clamart, collezionisti, archivi ed eredi degli artisti, tra i quali Nicolas Rostkowski, che ha contribuito alla ricostruzione di vicende e legami con l'ambiente culturale parigino del secondo dopoguerra.

Un importante risultato resta anche sul piano editoriale: il catalogo di Astratto Organico, edito da SAGEP e disponibile presso il Museo, raccoglie e approfondisce i temi dell'esposizione e ospita, insieme ai testi del curatore, il contributo di Kevin McManus, docente di Storia dell'arte contemporanea all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Una pubblicazione che consente di proseguire l'approfondimento anche oltre la chiusura.Alla mostra hanno dedicato spazio numerose testate specializzate, con articoli, recensioni e approfondimenti che ne hanno seguito il percorso nei mesi di apertura. Parallelamente, il Museo ha ospitato visite guidate, attività con le scuole, eventi collaterali e la presentazione del catalogo, accogliendo un pubblico composto da cittadini, studenti e turisti, ma anche da curatori, direttori di musei, artisti e professionisti provenienti da Stati Uniti, Francia, Argentina, Germania e Svizzera.

Taddeucci sottolinea: "Questa esperienza conferma che investire in progetti culturali di qualità può avere ricadute concrete sul territorio, non soltanto in termini di pubblico e immagine, ma anche attraverso il lavoro di molti professionisti specializzati e la capacità di generare nuove opportunità. La cultura può essere un vero volano per il territorio. Mi auguro che Astratto Organico possa rappresentare la prosecuzione del percorso iniziato nel 2025 con Gio' Pomodoro: la città ha dimostrato di poter accogliere progetti di respiro internazionale e il Museo di poter mettere la propria collezione in dialogo con artisti, studiosi e istituzioni italiane e straniere".

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