È Ancona la Capitale Italiana della Cultura 2028. L'annuncio è arrivato mercoledì 18 marzo 2026, dal Collegio Romano, per voce del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha comunicato la scelta unanime della giuria di selezione. Tra le dieci città finaliste c'era anche Massa, insieme a Forlì, Anagni, Catania, Colle di Val d'Elsa, Gravina in Puglia, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia. Un percorso impegnativo, che ha visto il territorio massese costruire un dossier ambizioso e corale, coinvolgendo la Provincia, il Comune di Carrara, Montignoso, i quattordici comuni della Lunigiana, Luni, istituzioni, associazioni e centinaia di cittadini. Il sindaco Francesco Persiani ha commentato l'esito con fair play: «Massa ha vissuto questo percorso con impegno, convinzione e grande partecipazione. È stato un lavoro condiviso in cui abbiamo creduto fortemente. Da questa esperienza resta un patrimonio importante: idee, relazioni e una visione comune su cui continuare a costruire. Andiamo avanti, insieme. Comunque». Ad Ancona andrà un contributo di un milione di euro destinato alla realizzazione delle iniziative del dossier vincente. La giuria ha premiato un progetto capace, a suo giudizio, di coniugare identità territoriale e apertura internazionale, con una forte attenzione alla rigenerazione urbana, all'inclusione sociale e al coinvolgimento dei giovani non come semplici fruitori, ma come protagonisti dei processi culturali.
Per Massa, ora, la domanda che tutti si pongono è una sola: quella straordinaria sinergia territoriale nata attorno alla candidatura riuscirà a tradursi in progetti concreti? La collaborazione virtuosa tra comuni, istituzioni e realtà associative è stata forse il risultato più prezioso di questa avventura. Sarebbe un vero peccato lasciarsela sfuggire.
Capitale Italiana della Cultura 2028: vince Ancona, ma Massa non spreca il lavoro fatto
Scritto da Redazione
Cultura
18 Marzo 2026
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