Manca ormai poco alla proclamazione della Capitale Italiana della Cultura 2028. Mercoledì 18 marzo il Ministero della Cultura renderà nota la decisione della commissione ministeriale, ma per Massa il risultato rappresenterà comunque il naturale approdo di un percorso iniziato molto prima della candidatura. Negli ultimi anni la città ha infatti scelto di investire nella cultura come motore di rigenerazione urbana, sociale ed economica. Una strategia strutturale che affonda le radici nella decisione di destinare la quasi totalità delle risorse del PNRR al recupero e alla restituzione alla comunità di edifici storici, trasformandoli in nuovi poli culturali. Parallelamente, il bilancio dedicato agli eventi culturali è stato incrementato fino a triplicare già prima della candidatura, segnando un cambio di passo stabile e non contingente. Fin dall’inizio, la candidatura è stata concepita come un progetto di territorio e non di una singola città. Massa ha scelto di rappresentare l’intera Lunigiana e la Costa Apuana, costruendo un’identità culturale condivisa che unisce storia, paesaggio, artigianato, archeologia e contemporaneità. Nel corso del cammino si sono aggiunti anche Luni, Forte dei Marmi e Pietrasanta, ampliando ulteriormente la visione e la forza del dossier. A questa visione si affianca un investimento deciso sul turismo lento e sulla valorizzazione diffusa del territorio: nuova cartellonistica culturale, percorsi tematici e un volume dedicato del Touring Club Italiano pensato per raccontare e promuovere l’area indipendentemente dall’esito della candidatura.Un altro pilastro è la rete di collaborazioni costruita con importanti istituzioni culturali nazionali. Massa ha infatti sottoscritto accordi con il Parco Archeologico di Pompei, la Fondazione Bertarelli, la Fondazione Canova di Possagno, la Triennale di Milano, il Museo Bagatti Valsecchi e altre realtà di eccellenza. Collaborazioni che non guardano soltanto al 2028: molte iniziative sono già in programma tra il 2026 e il 2027, a conferma di una strategia culturale solida e continuativa.Particolare attenzione è stata dedicata anche ai giovani, con il progetto M.AR.TE e percorsi formativi pensati per trasformarli in operatori culturali e professionisti dell’accoglienza. Un investimento sul capitale umano che mira a creare competenze e opportunità durature per il territorio. A completare il programma, la scelta di dedicare al 2028 una grande mostra su Mario Sironi e il Novecento, un evento di respiro nazionale e internazionale pensato per diventare uno degli appuntamenti simbolo dell’anno.Oggi il territorio si presenta pronto per un salto di qualità definitivo. Il titolo di Capitale Italiana della Cultura rappresenterebbe il riconoscimento di un lavoro già avviato e la leva per consolidare Massa, la Lunigiana e la Costa Apuana come destinazione culturale di riferimento, capace di competere su scala nazionale e internazionale.








