All'interno degli eventi previsti in occasione di "4 Mostre per la Palestina", organizzate dall'Associazione Gaza Fuorifuoco Palestina, dalla CGIL Toscana e dalla CGIL di Massa Carrara, a cui come Accademia Apuana della Pace abbiamo dato la nostra adesione, abbiamo pensato che fosse quanto mai importante e attuale fare un focus sulla situazione della Repubblica Democratica del Congo, uno degli Stati più vasti e potenzialmente ricchi dell'Africa, grazie all'abbondanza di risorse naturali — coltan, oro, diamanti e cobalto — fondamentali per le nostre economie, a causa delle quali da oltre vent'anni è dilaniato da una guerre e conflitti, con la presenza di eserciti stranieri e centinaia di gruppi armati, con un bilancio pesantissimo: milioni di morti soprattutto per fame e malattie oltre che per i massacri (la stima di 5,4 milioni dell'International Rescue Committee è ferma al 2008), sette milioni di profughi interni, un numero incalcolabile di feriti e mutilati, centinaia di migliaia di donne vittime di stupri usati come arma di guerra.
Sempre in Congo, nei pressi di Goma, l'ambasciatore italiano Luca Attanasio, figura animata da un senso profondo di giustizia, solidarietà e di ricerca della verità, il 22 febbraio 2022 è stato assassinato, e con lui sono morti il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo.
Per parlare della situazione del Congo, ma anche della figura di Luca Attanasio e del suo assassinio, su cui ancora rimangono inesplorati i veri mandanti, ne parleremo con i genitori di Luca e a John Mpaliza (portavoce della rete "Insieme per la Pace in Congo") venerdì 6 febbraio, alle ore 17.30, presso la Sala della Resistenza del Palazzo Ducale di Massa, anche per comprendere, nel dramma che si sta consumando in Congo e dall'insegnamento di Luca Attanasio, il ruolo che possiamo svolgere sia per contirbuire ad avviare un percorso di pace sia per insistere sulla necessità di istituire una Commissione d'Inchiesta che faccia luce veramente sulle cause dell'assassinio dell'ambasciatore.
Ricordiamo che prima del dibattito, alle ore 15.30, sempre in Sala della Resistenza, insieme ai genitori di Luca Attanasio e John Mpaliza incontreremo i rappresentanti delle Istituzioni Locali e dei media locali per comprendere il ruolo che l'Italia può svolgere, partendo anche dalle istituzioni locali, per costruire percorsi di pace e di giustizia, anche con l'istituzione di una Commissione d'Inchiesta che faccia luce veramente sulle cause dell'assassinio dell'ambasciatore.
Sala della Resistenza, Palazzo Ducale di Massa 4 Febbraio 17.30
Dialogheranno con l'autore Paolo Gozzani, segreteria regionale CGIL Toscana e Nicola Del Vecchio, segretario generale CGIL Massa-Carrara.
L'incontro di presentazione del libro "La guerra della finanza" di Alessandro Volpi esplorerà il delicato passaggio da un'economia di mercato a una vera e propria "economia di guerra". Attraverso l'analisi dell'autore, verranno approfonditi i meccanismi secondo cui la speculazione finanziaria stia oggi alimentando la corsa al riarmo globale, dirottando capitali verso l'industria bellica a discapito degli investimenti sociali. Tale dinamica sta trasformando profondamente il mondo del lavoro, dove la precarietà cresce mentre le risorse vengono spostate dalla produzione civile ai nuovi asset militari. Un'occasione necessaria per riflettere su come la finanza stia ridisegnando non solo gli equilibri geopolitici, ma anche la vita quotidiana e la società.
Cinema Teatro dei Servi, Massa 5 Febbraio ore 20.30
Introduce il prof.Alessandro Volpi
Il documentario "Gli Accampamenti" di Michael T. Workman e Kei Pritsker racconta la nascita del movimento studentesco all'interno della Columbia University in solidarietà verso il popolo palestinese a Gaza nel corso del 2024. L'opera emerge non solo come resoconto di una protesta, ma come denuncia dei conflitti d'interesse accademici, la lotta per la trasparenza ed il disinvestimento dai giganti dell'industria bellica e tecnologica come attori di un'economia globale del genocidio e della criminalizzazione del dissenso. Quest'ultima in particolar modo risulta essere la necessaria risposta autoritaria per silenziare chi svela la complicità istituzionale: attraverso arresti e sgomberi, si tenta di sopprimere un movimento che non chiede solo pace, ma la fine del sostegno economico all'occupazione e all'apartheid.









