I dati ISTAT parlano chiaro: tra il 2019 e il 2025, la popolazione di Fivizzano è precipitata da 7.622 a 6.907 residenti. Un crollo del 9,38 per cento che non può essere liquidato come un semplice "trend fisiologico" delle aree montane. È il segnale inequivocabile di un territorio che sta scomparendo sotto il peso dell’indifferenza amministrativa. Perdere quasi un decimo dei propri abitanti in appena sei anni significa vedere chiudere negozi, depotenziare servizi e spegnere le luci di frazioni che un tempo erano il cuore pulsante del Comune. Eppure, osservando l’azione (o meglio, l’inazione) dell’amministrazione comunale e della Regione Toscana, sembra che il tempo si sia fermato. Mentre i giovani fuggono verso la costa o i centri urbani alla ricerca di lavoro e servizi minimi, la programmazione politica appare ferma a logiche di breve respiro. Dov’è il piano strategico per invertire la rotta? Non bastano i tagli dei nastri per piccoli interventi di manutenzione ordinaria o le manifestazioni fini a se stesse se manca una strategia di ripopolamento strutturale. Nessun incentivo fiscale concreto, manca una politica aggressiva per attirare nuovi nuclei familiari o agevolare chi decide di restare e fare impresa sul territorio. I servizi sono in ritirata e invece di lottare per mantenere presidi sanitari e trasporti efficienti, si assiste a un lento e rassegnato smantellamento che rende Fivizzano sempre meno appetibile. Da Firenze arrivano spesso parole di elogio per i "borghi più belli", ma poche risorse per le infrastrutture materiali e digitali necessarie a far vivere queste zone nel 2026.
Invertire la tendenza richiederebbe una programmazione che guardi ai prossimi vent’anni: smart working, turismo esperienziale non stagionale, agevolazioni per le giovani coppie e una sanità territoriale che non costringa gli anziani a peregrinazioni verso la costa. Al contrario, il silenzio della politica suggerisce una gestione del declino piuttosto che una sua opposizione. Se il ritmo resterà questo, Fivizzano rischia di trasformarsi in una splendida cartolina senza più nessuno a scriverla.









