Nella suggestiva cornice della Biblioteca dell'ex Convento degli Agostiniani, nel cuore di Fivizzano, ha preso il via un importante percorso espositivo che unisce fede, storia e identità territoriale. La mostra fotografica, inaugurata nella settimana precedente ai festeggiamenti per il 430esimo anniversario del miracolo della Madonna della Ghiara, rappresenta un vero e proprio viaggio antropologico e spirituale lungo gli antichi sentieri che collegano l'Emilia alla Toscana. L'evento nasce da una fitta rete di collaborazioni che testimonia la sinergia tra diverse realtà istituzionali e culturali: il comune di Fivizzano, la fondazione cassa di risparmio di Reggio Emilia, il parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano e l'ordine dei servi di Maria, custodi storici del tempio della beata vergine della ghiara a Reggio Emilia. Un ringraziamento speciale va alla misericordia di Fivizzano, il cui prezioso e costante contributo garantisce l'apertura quotidiana della mostra, permettendo a cittadini e visitatori di fruire di questo patrimonio.Il cuore della mostra racconta oltre quattro secoli di devozione e di miracoli, iniziati nel lontano 1596. Al centro della narrazione c'è la storica via di collegamento che univa il capoluogo di Fivizzano a Reggio Emilia, passando per il passo del Cerreto: un tracciato di 91 chilometri che pellegrini, viandanti e fedeli hanno percorso per generazioni per raggiungere il santuario della madonna della ghiara.
Le immagini in mostra documentano l'eredità iconografica lasciata da questo incessante flusso umano e spirituale. L'iconografia della vergine si ritrova replicata e diffusa in prevalenza su due supporti principali: tele e formelle dipinte, che decoravano gli interni di chiese e oratori lungo il cammino e bassorilievi in marmo, testimonianze indelebili di una fede che si fa materia. Seguendo l'alveo del torrente Rosaro e i vari itinerari storici dei pellegrini, la mostra mette in luce una fitta presenza di immagini sacre scolpite direttamente nel marmo. Si tratta delle tipiche "maestà", edicole e pilastrini che si trovano ancora oggi nei campi, lungo le mulattiere o incastonate nella roccia viva a testimonianza di un legame antico e consolidato con il territorio. Questi manufatti, oltre a possedere un indubbio valore artistico che arricchisce il paesaggio rurale della Lunigiana, assumono un profondo e significativo significato spirituale: erano punti di sosta, di preghiera e di protezione per chi affrontava il duro viaggio attraverso l'Appennino. La mostra rimarrà aperta presso la Biblioteca dell'ex Convento degli Agostiniani, un luogo che già di per sé racconta la secolare storia culturale di Fivizzano e che oggi torna a farsi custode di una memoria collettiva mai spenta.







