𝗙𝗶𝘃𝗶𝘇𝘇𝗮𝗻𝗼 – Raggiungere chi ha bisogno, anche quando tutto il resto tace. È questo, per Maurizio Pietrini, presidente della Protezione Civile di Fivizzano, il valore più grande della radio nel sistema dei soccorsi. "In un'emergenza, ricevere una richiesta, conoscere la situazione di un paese isolato e trasmettere informazioni precise significa aiutare chi deve organizzare i soccorsi e prendere decisioni", sottolinea.
𝗨𝗻𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗶𝗺𝗽𝗲𝗴𝗻𝗼. La storia della Banda Cittadina e dei radioamatori è quella di persone che hanno messo conoscenze e apparecchiature a disposizione della collettività. Una passione coltivata tra incontri, sperimentazioni e amicizie nate in frequenza è diventata, col tempo, una risorsa preziosa nelle situazioni difficili.
Un passaggio fondamentale fu il terremoto del Friuli del 6 maggio 1976. Con le comunicazioni interrotte o insufficienti, gli operatori CB e i radioamatori contribuirono a raccogliere notizie dai territori colpiti e a trasmettere informazioni utili ai soccorsi. Giuseppe Zamberletti, figura centrale nella nascita della moderna Protezione Civile italiana, ricordò il valore di quell'intervento, evidenziando anche quanto fossero necessari precisione e coordinamento. Da quell'esperienza maturò una consapevolezza decisiva: la risposta alle calamità richiede organizzazione, responsabilità definite e collaborazione tra le diverse componenti del soccorso.
𝗗𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗮𝗹 𝗦𝗲𝗿𝘃𝗶𝘇𝗶𝗼 𝗘𝗺𝗲𝗿𝗴𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗼. Dietro ogni collegamento c'erano volontari disposti a dedicare tempo, mezzi ed energie agli altri. Stazioni mobili e apparati alimentati in autonomia permettevano di comunicare anche dove mancava l'elettricità. In questo percorso si inserisce il Servizio Emergenza Radio della FIR-CB, struttura che organizza il contributo dei volontari nelle comunicazioni di emergenza, ne garantisce la continuità, li prepara e ne collega le attività alle istituzioni.
Negli anni il volontariato radio ha continuato a fare la sua parte, dall'emergenza di Sarno alla Missione Arcobaleno, dal terremoto dell'Aquila a quello dell'Italia centrale: esperienze diverse, unite dalla necessità di mantenere i collegamenti e sostenere le attività sul territorio.
𝗚𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗻 𝗟𝘂𝗻𝗶𝗴𝗶𝗮𝗻𝗮. "Oggi disponiamo di strumenti che un tempo erano impensabili", osserva Pietrini. "Proprio per questo è necessario continuare a investire nella preparazione degli operatori, nella manutenzione degli apparati e nelle esercitazioni. Una rete radio è utile quando è pronta a funzionare e quando chi la utilizza sa ascoltare, comunicare con chiarezza e rispettare le procedure."
Per le comunità della Lunigiana, mantenere i collegamenti tra paesi, squadre di volontari e centri operativi è un impegno concreto: significa conoscere il territorio, verificare le coperture e preparare soluzioni per quando le comunicazioni ordinarie vanno in difficoltà.
𝗜𝗹 𝗿𝗶𝗻𝗴𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗮𝗶 𝘃𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶. "È in questo lavoro quotidiano, spesso poco visibile, che riconosco il valore del nostro volontariato: nelle ore di formazione, nelle prove radio, nella cura delle attrezzature e nella disponibilità di chi risponde quando viene chiamato", conclude il presidente, rivolgendo un ringraziamento a tutti i volontari. "Custodire questa esperienza e trasmetterla alle nuove generazioni significa continuare a mettere competenza, passione e senso di responsabilità al servizio delle persone."
Carmen Federico









