Carrara ha una lunga tradizione di eccellenze in campo medico, che va avanti ancora oggi, anche a dispetto, forse, del declassamento del suo ospedale, rinomato proprio per i grandi medici che vi hanno nelle varie epoche lavorato. E da Carrara arriva, oggi, un altro grande medico il dottor Matteo Barattini, direttore del reparto di Radiologia Interventistica dell’ospedale di La Spezia, che tratta crioablazioni oncologiche, interventi mini-invasivi per bloccare emorragie, per eliminare embolie polmonari e per curare il dolore cronico. Figlio d’arte, la madre è la dottoressa Rigoletta Vincenti, nota e apprezzata pneumologa e consigliera comunale, dopo il percorso scolastico svolto in città, ha scelto la strada della medicina, laureandosi all’università di Pisa e specializzandosi in radiodiagnostica nella stessa sede, dove ha conseguito anche un Master di II° livello in “Radiologia Interventistica Body Vascolare ed Extravascolare”. Proprio nei giorni scorsi, il dottor Barattini ha eseguito la rimozione di un tumore con la tecnica del gelo.
Dottor Barattini, la strada della medicina era un percorso segnato per lei o è una passione che ha scoperto dentro di sé?
E’ una vera passione che ho maturato quando sono andato all’università. Nessuno mi ha influenzato in questo senso. Ad affascinarmi inizialmente è stata la diagnostica e poi mi sono avvicinato al mondo dell’interventistica e della microchirurgia guidata da immagini e ho continuato a perfezionarmi in questo ambito.
Come mai lavora nell’ospedale di La Spezia?
A Spezia sono arrivato grazie a un concorso promosso dal primario di radiologia, il dottor Teseo Stefanini che cercava medici interessati alla radiologia interventistica. È stata una fortuna per me incontrare il dottor Stefanini perché lui è stato un pioniere in questo campo, un po’ come il dottor Tito Torri a Carrara, e ha sempre creduto negli sbocchi di questo tipo di radiologia.
Il reparto che lei dirige è considerato un’eccellenza nel campo della radiologia interventistica sia per la professionalità dei medici sia per le attrezzature e i macchinari di cui dispone. La radiologia interventistica è una specializzazione particolare di alcuni ospedali o è diffusa in tutti?
La presenza di un reparto di radiologia interventistica dipende dalla disponibilità nei singoli centri. Possiamo dire che è abbastanza presente. Anche all’ospedale delle Apuane c’è una suddivisione della diagnostica dedicata alla radiologia interventistica, ma non è un vero e proprio reparto.
Le nuove tecniche di radiologia interventistica vengono usate anche per il trattamento del dolore cronico. In che modo agite?
Il dolore cronico, spesso derivato da artrosi, non viene trattato con il freddo ma con una tecnica emodinamica che chiude i vasi sanguigni che causano il dolore o che inietta microparticelle di farmaco che eliminano l’infiammazione. La crioablazione viene usata, invece per i tumori in fase iniziale. Si tratta di una tecnica che all’ospedale di Spezia pratichiamo da quattro anni nel trattamento dei tumori renali di dimensioni contenute.
La crioablazione può essere usata per tutti i tipi di tumore?
Le linee guida di questo tipo di intervento tendono a riservare la pratica per i pazienti che hanno scarse indicazioni alla chirurgia. Pazienti molto anziani o persone che non vogliono sottoporsi a interventi veri e propri. La tecnica richiede solo due giorni di ricovero e viene fatta in anestesia locale con una base di sedazione più profonda.
Ai fini della terapia contro i tumori, come sono i risultati prodotti dalla crioablazione?
Sono sovrapponibili a quelli della chirurgia classica, con il vantaggio però di salvare di più l’organo compromesso perché si agisce solo dove è localizzato il tumore.
La radiologia interventistica ha margini di ulteriore ampliamento della sua applicazione?
Sì, si sta cercando di trovare soluzioni in radiologia interventistica per tante patologie. Già si fanno termoablazioni delle metastasi del fegato, o di alcuni noduli polmonari. Sono terapie che terapie che si vanno a integrare con i trattamenti di oncologia per ottenere risultati sempre migliori. Ormai è una pratica comune quella di esaminare ogni patologia con un team diversificato di esperti per avere più possibilità di approccio terapeutico. Sicuramente la radiologia interventistica può ampliare i suoi orizzonti e affiancarsi alla medicina tradizionale.









