La Disfida del Testarolo torna a scaldare le tavole della Lunigiana e non solo, confermandosi come uno degli appuntamenti più significativi per la valorizzazione della tradizione gastronomica del territorio. La manifestazione, ideata da Confesercenti Massa Carrara e inserita in Vetrina Toscana che il progetto della Regione, in collaborazione con Unioncamere Toscana, che promuove il turismo enogastronomico, con la regia di Toscana Promozione Turistica e coadiuvata da Fondazione Sistema Toscana – ha preso ufficialmente il via ieri pomeriggio a Podenzana, nella sede di Slow Food, con la giornata inaugurale. «La Disfida del Testarolo non è semplicemente una competizione culinaria – dichiara Alida Vatteroni, presidente di Confesercenti Carrara – ma un vero e proprio racconto collettivo della Lunigiana. Attraverso un piatto povero e antichissimo come il testarolo, raccontiamo l’identità di un territorio, la sua memoria, ma anche la sua capacità di guardare al futuro».
Il testarolo, simbolo della cucina lunigianese, nasce da un gesto antico: acqua, farina e sale cotti nei testi di ghisa o di terracotta, per dare vita a un disco morbido e poroso, tradizionalmente condito con pesto alla genovese o semplicemente con olio e parmigiano. «È un piatto che parla di semplicità – prosegue Vatteroni – ma dietro quella semplicità si nasconde una straordinaria ricchezza di interpretazioni. Ogni famiglia, ogni paese, ogni ristoratore custodisce una propria idea di testarolo perfetto». Ed è proprio questa pluralità il cuore della Disfida. I ristoratori partecipanti si confronteranno proponendo la loro versione del piatto, obbligatoriamente nel rispetto della tradizione ma anche con la possibilità di sperimentare proposte creative. «Non vogliamo realizzare soltanto una competizione gastronomica – sottolinea la presidente – bensì un laboratorio di idee, dove la tradizione diventa base solida per nuove letture contemporanee, capaci di incuriosire senza snaturare l’anima del testarolo».
Un’edizione che si annuncia particolarmente vivace, sia per il numero crescente dei partecipanti, che si estenderà anche oltre la Lunigiana sia per la voglia degli chef di spingersi oltre i confini più consueti, affiancando alle versioni classiche proposte creative . «È il segno – aggiunge Vatteroni – di una cucina viva, che dialoga con il presente e che può diventare un fondamentale strumento di attrazione turistica».Il calendario della Disfida prenderà il via giovedì 5 febbraio a Pontremoli, con doppio appuntamento al Ristorante Da Marietta (ore 12) e a Cà del Moro (ore 14). Si proseguirà martedì 10 febbraio a Bagnone all’Agriturismo I Giunchi (ore 12); giovedì 12 febbraio a Filattiera al Podere Conti (ore 12) e all’Antica Pieve (ore 14); mercoledì 18 febbraio a Fivizzano al Ristorante Cashon (ore 12); e giovedì 19 febbraio a Massa, da Calevro (ore 18) ed Emozioni (ore 20).Le preparazioni saranno valutate da una giuria di qualità composta da Rolando Paganini, chef e docente dell’Istituto Alberghiero Pacinotti Belmesseri, Alessio Bocconi, storico della cucina e rappresentante di Slow Food Lunigiana, e Lorenzo Chiappini, delegato dell’Associazione Italiana Sommelier e gastronomo. «La Disfida del Testarolo – conclude Alida Vatteroni – è un invito a sedersi a tavola e a rallentare, ad ascoltare storie, a incontrare produttori e ristoratori che ogni giorno tengono viva la tradizione. È un’occasione per vivere la Lunigiana in modo autentico, attraverso sapori che parlano di appartenenza, identità e futuro».








