Il Consorzio di Bonifica Toscana Nord ha concluso la ricognizione dei danni provocati dal maltempo del 20 e 21 agosto in Lunigiana e ha avviato gli interventi di somma urgenza, per un valore complessivo di circa mezzo milione di euro, concordati con la Regione Toscana. Durante l'emergenza, in poche ore, nella zona di Bagnone, sono caduti oltre 300 millimetri di pioggia, una quantità eccezionale che ha messo sotto pressione corsi d’acqua, infrastrutture e abitazioni. Le squadre del Consorzio sono state sul territorio fin dall’allerta e nei giorni successivi hanno verificato punto per punto le criticità. Gli interventi ora avviati riguardano otto tratti del reticolo idraulico, ciascuno con problematiche diverse e con importi economici già definiti.
A Tresana, lungo il canale della Zoppa, la piena ha rotto un argine e allagato i terreni: si sta ricostruendo la sponda danneggiata e liberando il corso d’acqua dal materiale accumulato, per un investimento di circa 30 mila euro. A Villafranca, nella zona di Pradaccio, la corrente ha eroso la sponda sinistra in più punti e ha fatto cedere una struttura di contenimento: sono in corso lavori di consolidamento e la rimozione degli alberi caduti che avevano bloccato il passaggio dell’acqua, con un impegno di circa 120 mila euro. Sempre a Villafranca, nel canale Visegiola, la piena ha danneggiato le protezioni laterali e deformato il fondo del corso d’acqua: si sta intervenendo per ripristinare le difese e riportare la sezione alla sua forma originaria, con un investimento di circa 220 mila euro.
A Filattiera, nel canale della Chiosa, l’alveo era stato invaso da alberi di grandi dimensioni trascinati dalla piena: le squadre stanno liberando il corso d’acqua e mettendo in sicurezza le piante instabili lungo le sponde, per un importo di circa 23 mila euro. A Licciana Nardi, nella zona di Terrarossa, l’acqua ha eroso la sponda destra e ha messo in difficoltà un muro di protezione vicino alle abitazioni: si sta realizzando un rinforzo con massi e riportando il corso d’acqua al suo tracciato naturale, con un investimento di circa 86 mila euro. A Bagnone, nel canale della Ghiaia, la piena ha sollevato il fondo e fatto deviare la corrente: sono in corso operazioni di pulizia e rimodellamento dell’alveo, con un importo stimato di alcune decine di migliaia di euro. A Terrarossa, nel tratto di Campocontro, alcune opere idrauliche sono crollate dentro il corso d’acqua, bloccando il flusso: vengono rimosse e sostituite, mentre il materiale estratto viene utilizzato per rinforzare la sponda sinistra, con un investimento di circa 32 mila euro. Infine, a Masero, sempre nel comune di Licciana Nardi, un argine in terra è stato eroso dalla pioggia: si sta ricostruendo la sponda e proteggendola con materiali che favoriranno la stabilità nel tempo, con un importo stimato di alcune migliaia di euro.
La piena, lo ricordiamo, ha colpito duramente anche la rete irrigua di Bagnone, rompendo la condotta principale a causa del cedimento della strada provinciale soprastante. In questo caso non è ancora possibile definire un costo dettagliato: prima occorre completare la progettazione e valutare nel dettaglio le lavorazioni necessarie. Il Consorzio ha attivato una soluzione provvisoria che permette di garantire parte del servizio, ma non è sufficiente a coprire tutte le aree. L’obiettivo è riattivare la condotta entro la prossima stagione irrigua, tra maggio e giugno 2027.
Il presidente del Consorzio, Dino Sodini, sottolinea la rapidità della risposta: «Dieci giorni prima dell’allerta eravamo in Lunigiana a raccontare la siccità, con fiumi completamente asciutti. Poi sono caduti oltre 300 millimetri di pioggia in poche ore, una quantità enorme che ha messo sotto pressione il territorio. Le nostre squadre sono state sul campo dall’allerta ai giorni successivi, senza interruzioni, per monitorare, verificare i danni e avviare subito gli interventi nei punti più critici. Oggi partono le somme urgenze per circa mezzo milione di euro, e parallelamente stiamo programmando le attività del prossimo anno: manutenzione, prevenzione e coordinamento con i Comuni saranno fondamentali per rendere la Lunigiana più sicura e più resiliente».









