Messa in sicurezza, stop immediato ai conferimenti e avvio della gestione dell'area. È la posizione netta espressa dal partito Libertà è Democrazia (LèD) sulla situazione della discarica di Cava Fornace, al centro del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale (Paur) presso la Regione Toscana.Il piano presentato dal gestore Programma Ambiente Apuane S.p.A. punta a proseguire il riempimento del sito fino a quota 98 metri, prevedendo l'ingresso di circa 650 mila metri cubi di ulteriori rifiuti, con l'introduzione di nuovi codici gestionali tra cui materiali contenenti amianto fino a un massimo del 30%. Un'ipotesi respinta in modo compatto dalle amministrazioni comunali, dalle Province di Massa-Carrara e Lucca, dalle associazioni ambientaliste e dai comitati cittadini.Sulla vicenda interviene il segretario nazionale di Libertà è Democrazia, Giancarlo Affatato: «La quota di 43 metri è già stata superata e il sito ha esaurito qualunque margine di sostenibilità. Chiedere un ulteriore ampliamento per portare la discarica a quota 98 metri, inserendo anche materiale contenente amianto, significa ignorare lo stato dei luoghi e la sicurezza di chi vive in questo territorio».
A pesare sul quadro complessivo, ricordano dal movimento, è anche il precedente strutturale del maggio 2024, quando il cedimento di un muro di contenimento provocò la fuoriuscita di liquami e reflui verso l'Aurelia e la rete idrica collegata al vicino Lago di Porta. «Il cedimento del 2024 – prosegue Affatato – ha dimostrato le fragilità operative dell'impianto. La Regione Toscana non può ignorare l'opposizione concorde di sindaci, istituzioni e comunità locali. Si arresti l'iter per il nuovo invaso e si proceda senza ulteriori ritardi al piano di chiusura e bonifica dell'area». Proprio per affrontare il nodo della discarica, il segretario nazionale Giancarlo Affatato ha chiesto un incontro con il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, per illustrare i motivi che impongono la cancellazione del progetto a quota 98 metri, il blocco immediato dei conferimenti e l'apertura del cantiere per la messa in sicurezza e la bonifica definitiva del sito. Della richiesta e dei suoi contenuti sono stati messi al corrente l'assessore regionale all'Ambiente, i tecnici degli uffici regionali, i presidenti delle Province di Massa-Carrara e di Lucca, i sindaci dei Comuni di Montignoso, Forte dei Marmi, Seravezza e Pietrasanta.









