Il Consiglio comunale ha approvato in via definitiva la Variante n. 7 al Regolamento Urbanistico, comprensiva del Piano Attuativo relativo all’area ex Universal Bench/Autonieri, respingendo integralmente le 13 osservazioni presentate dal gruppo consiliare del Partito Democratico. Un passaggio che, come evidenziato anche nelle cronache dei quotidiani locali, segna un punto di svolta nella pianificazione urbanistica dell’area, destinata a una trasformazione significativa con l’introduzione di una funzione commerciale che prevede l’insediamento dell’ennesimo supermercato alimentare.Le osservazioni del Partito Democratico si concentravano su diversi aspetti tecnici: dalla viabilità e accessibilità dell’area, con particolare riferimento all’impatto sul traffico locale e sulla rete infrastrutturale esistente, agli effetti ambientali, fino alle coerenze urbanistiche rispetto agli strumenti di pianificazione vigenti. Tra i rilievi principali, anche la contestazione della classificazione dell’intervento e della sua riconducibilità alla cosiddetta “fascia di bordo”, che secondo il gruppo consiliare non ne avrebbe i presupposti e le finalità declinate dal vigente Regolamento Urbanistico.Secondo quanto riportato negli atti e nelle discussioni consiliari, l’Amministrazione ha ritenuto le osservazioni non accoglibili, sostenendo la conformità della variante agli strumenti sovraordinati e la compatibilità dell’intervento con gli obiettivi di riqualificazione dell’area dismessa. Per il Partito Democratico, il rigetto integrale delle osservazioni rappresenta invece il segnale di un percorso privo di un reale confronto politico e tecnico su una scelta destinata a incidere profondamente sul futuro di una delle principali aree produttive della città.Al centro del dibattito resta infatti la decisione di introdurre una grande funzione commerciale in un’area storicamente destinata alla produzione, compromettendone, secondo il Partito Democratico, la vocazione naturale di polo industriale e artigianale. «La trasformazione prevista – sottolineano i consiglieri – rappresenta un cambio di destinazione che indebolisce la capacità del territorio di attrarre investimenti produttivi, attività manifatturiere e occupazione qualificata, privilegiando invece modelli di sviluppo legati alla grande distribuzione organizzata.»Una scelta che si inserisce in un contesto già fortemente critico per il commercio cittadino. Le associazioni di categoria hanno espresso pubblicamente forti perplessità sul progetto, evidenziando il rischio di aggravare una situazione già segnata dalla chiusura di circa 250 attività di vicinato negli ultimi anni. L’apertura dell’ennesimo supermercato alimentare rischia di accentuare ulteriormente questo squilibrio, impoverendo il tessuto economico urbano e penalizzando il commercio di prossimità.Dal punto di vista tecnico, la variante introduce modifiche rilevanti agli indici urbanistici e alle destinazioni d’uso, prevedendo interventi di riqualificazione dell’area dismessa, opere di urbanizzazione e adeguamenti infrastrutturali. Tuttavia, secondo il Partito Democratico, permangono criticità legate alla sostenibilità complessiva dell’intervento, in particolare rispetto agli effetti sul traffico, sulla gestione dei flussi veicolari, sulla compatibilità ambientale e sulla coerenza con gli obiettivi del vigente Regolamento Urbanistico.«Questa vicenda – conclude il gruppo consiliare del Partito Democratico – conferma la scelta di un’Amministrazione che ha progressivamente rinunciato al proprio ruolo di pianificazione e programmazione pubblica del territorio, limitandosi ad assumere quello di “facilitatore” delle esigenze dei grandi gruppi commerciali. Una visione che svuota il significato stesso della pianificazione urbanistica, riducendola a uno strumento di recepimento di interessi privati anziché di governo dello sviluppo nell’interesse della comunità.Noi crediamo invece che l’urbanistica debba tornare a essere una pratica democratica, fondata sulla partecipazione, sulla trasparenza e sul confronto. Le scelte strategiche che disegnano il futuro della città devono coinvolgere pienamente il Consiglio comunale, i comitati, le forze sociali, le associazioni di categoria, gli operatori economici e i cittadini.Solo attraverso una pianificazione condivisa sarà possibile valorizzare le aree produttive, rafforzare il polo industriale e artigianale della città, tutelare il commercio di prossimità e costruire un modello di sviluppo capace di creare lavoro qualificato, attrarre investimenti e rispondere all’interesse generale della comunità.»
Approvata a Massa la variante Aurelia: respinte tutte le osservazioni fatte dal Pd
Scritto da Redazione
Politica
22 Luglio 2026
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