Alla stazione di Carrara-Avenza un'altra scelta che lascia perplessi. Con il rifacimento dell'asfaltatura lungo via Filippo Turati e delle ringhiere sul lato Sarzana, sono stati eliminati almeno una decina di posti auto, sostituiti da numerosi stalli per motocicli che risultano in parte inutilizzati, in particolare quelli più lontani dalla stazione.Altri tre posti auto sono stati sacrificati per una colonnina di ricarica elettrica, collocata proprio davanti alla stazione. Come Associazione siamo ovviamente favorevolissimi a tutto ciò che serve per incentivare la mobilità elettrica, quello che mettiamo in discussione è il posizionamento: una scelta discutibile, considerando la possibilità di installarla a un centinaio di metri di distanza e destinare quello spazio a una zona di sosta temporanea per le numerose auto che si fermano davanti alle scale in attesa di persone, intralciando anche il passaggio pedonale.E le biciclette? Gli spazi sono del tutto insufficienti. Dopo che, nel dicembre 2024, erano state rimosse circa 40 biciclette dalla zona della stazione, sono state collocate due rastrelliere, per un totale di appena 10 posti, sottolineando ancora una volta l'acuta perspicacia nel valutare il rapporto tra domanda e offerta. Tra l'altro, il modello di rastrelliera è vecchio e inadeguato, perché consente di assicurare soltanto la ruota e non il telaio. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: decine di biciclette vengono legate a ringhiere e pali, contribuendo a peggiorare l'aspetto già squallido e degradato della stazione, dopo l'abbattimento degli alberi che la caratterizzavano, compresa la splendida grande magnolia all'ingresso.
Eppure, un miglioramento in direzione della sostenibilità sarebbe stato semplice. Si sarebbe potuto valutare di disporre le auto in linea, invece che a lisca di pesce, lungo il lato Sarzana e realizzare sul lato Massa un percorso ciclabile, accompagnato da rastrelliere moderne e sufficienti.Gli stalli per le moto potrebbero invece essere collocati lungo la curva di fronte alla stazione che, non essendo demarcata, viene attualmente occupata dalle auto, che finiscono per intralciare il passaggio degli autobus. C'è poi un'altra possibilità che migliorerebbe decisamente la situazione: a monte della stazione (via Piombara) esiste un'ampia area ferroviaria dismessa e in evidente stato di degrado, che potrebbe essere oggetto di un accordo con le Ferrovie per realizzare nuovi parcheggi. Una soluzione già adottata in altre realtà, come alla stazione di Forte dei Marmi e a Massa. L'acquisizione dell'area da parte del Comune e la sua destinazione a parcheggio consentirebbero inoltre di ridurre la sosta lungo via Petacchi e recuperare spazio per realizzare un percorso ciclabile, creando così un collegamento sicuro con la stazione. Il parcheggio dovrebbe essere realizzato con una pavimentazione drenante e permeabile, utilizzando soluzioni che favoriscano l'assorbimento delle piogge, e dovrebbe essere alberato: una scelta coerente con la necessità di limitare il consumo di suolo, ridurre le temperature e contrastare gli effetti del cambiamento climatico.
Esiste inoltre l'area un tempo destinata al parcheggio degli ex ferrovieri, che potrebbe essere utilizzata per realizzare una velostazione, come a Forte dei Marmi, o comunque uno spazio adeguato e sicuro per le biciclette.
Infine, l'apertura della stazione sul lato di via Piombara consentirebbe di creare un secondo accesso, decisamente più comodo rispetto a quello attuale, riqualificando tutta l'area.Perché è proprio questo il punto: una stazione facilmente raggiungibile in auto, in moto, in bicicletta e con il trasporto pubblico favorisce l'uso del treno e contribuisce a rafforzarne il ruolo e i servizi. Carrara-Avenza è stata trasformata in fermata impresenziata nel 2012. Oggi mantiene comunque un ruolo importante nel sistema ferroviario locale. Invece di continuare a ragionare per interventi separati, sarebbe forse il momento di progettare una stazione davvero funzionale all'intermodalità.Legambiente è da sempre impegnata per la mobilità sostenibile e propone all'Amministrazione di rivedere il piano dei parcheggi della stazione, di cercare un accordo con RFI per la realizzazione di un parcheggio più ampio e sostenibile e di incentivare concretamente l'uso della bicicletta, iniziando anche da piccole tratte, come via Turati e via Petacchi, con percorsi ciclabili che possano un giorno essere collegati tra loro e diventare parte di una rete capillare, come avviene ormai in molte città moderne. Una stazione ferroviaria dovrebbe essere progettata per favorire, non ostacolare, l'utilizzo del treno.









