Lo scorso 23 luglio abbiamo inviato alla Commissione UE una Denuncia sullo stato delle autorizzazioni e procedure di valutazione relativa alle attività estrattive nell'ambito del Parco delle Alpi Apuane. La Commissione ha acquisito la Denuncia in data 27 luglio e ha aperto una istruttoria al fine di verificare il contenuto della stessa. La Denuncia si basa sulle sistematiche autorizzazioni, degli ultimi anni, relative alle attività di estrazione nell'ambito del Parco delle Alpi Apuane. Le autorizzazioni riguardano siti caratterizzati in prevalenza dalla presenza di aree carsiche di grande pregio ecologico ed ambientale. Inoltre, vengono autorizzate cave dismesse in aree naturalizzate da anni e in alcuni casi dopo che erano state oggetto di diniego autorizzazione. Le autorità competenti al rilascio delle valutazioni e autorizzazioni contestate sono l'Ente Parco Alpi Apuane e la Regione Toscana. Nella relazione allegata alla Denuncia si dimostra come le istruttorie che hanno portato alle suddette autorizzazioni sono state non solo superficiali ma non hanno tenuto conto dei pareri di enti tecnici importanti sotto il profilo delle competenze ambientali come l'Autorità di Bacino territorialmente competente e la stessa Soprintendenza preposta alla tutela dei vincoli paesaggistici che incidono nei siti interessati dalle suddette autorizzazioni.Le numerose diffide, osservazioni avanzate dalla Associazione Apuane libere ma anche altre associazioni di tutela ambientale, le Amministrazioni competenti non hanno minimante tenuto in considerazione quanto proposto. Gli obiettivi di dette sollecitazioni erano: in primo luogo, di chiedere istruttorie più rigorose e approfondite prima delle autorizzazioni ed in secondo luogo realizzare una moratoria della riapertura di cave sia in aree naturalizzate da anni o in siti contermini ad aree carsiche. La questione è ancora più grave considerato che il carsismo è fattoredi particolare sensibilità agli effetti dell'inquinamento delle falde così trasferendo alle sorgenti, anche lontane, sostanzialmente tutti gli inquinanti che vi vengono fatti entrare.
La nostra Denuncia e la relazione tecnica allegata non si limita a segnalare un caso singolo ma ben 5 casi tutti relativi ad autorizzazioni rilasciate negli ultimi tre anni. Per ogni caso abbiamo dimostrato le palesi violazioni del diritto comunitario. In particolare, le Direttive 92/43 (biodiversità), 2011/92/UE (Valutazione di Impatto Ambientale) ma anche il Regolamento UE 2024/1991 (ripristino della natura) oltre alle linee guida della UE sulle modalità di svolgimento della valutazione di incidenza nei siti della rete natura 2000 e Linee Guida Operative per i Geoparchi Mondiali dell'Unesco.Inoltre, abbiamo denunciato le violazioni relative alle norme del Piano di Indirizzo Territoriale a valenza a paesaggistica della Regione Toscana grazie alle quali oggi vengono riaperte cave dismesse da decenni anche in zone rinaturalizzate, anche quelle in quota.
In coerenza con le norme del Trattato di funzionamento delle istituzioni UE la Denuncia ha l'obiettivo di ottenere la apertura di una procedura di infrazione contro lo stato italiano e le sue articolazioni istituzionali responsabili delle suddette violazioni.









