"La vicenda della nomina del segretario generale dell'Autorità Portuale del Mar Ligure Orientale dimostra che la portualità è stata trascinata fuori dal perimetro istituzionale e consegnata ai rapporti di forza politici. Qui non si sta discutendo del futuro di un porto: si sta misurando il peso dei partiti, non quello dei territori. Si cercano favori nei corridoi dei partiti. È un vecchio metodo che in passato come oggi non porta buoni risultati ma mette a rischio lo sviluppo del territorio".
Sergio Chericoni, presidente di Confartigianato Massa Carrara Lunigiana, denuncia una deriva nella gestione della nomina del segretario generale e il riferimento è al messaggio che Bruno Pisano, presidente dell'Autorità Portuale, ha inviato su WhatsApp al capogruppo alla Camera dei Deputati di Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami per sostenere la candidatura di Federica Montaresi alla segreteria generale. "La portualità, afferma, è un settore strategico che dovrebbe essere governato con responsabilità chiare e interlocuzioni istituzionali. Invece si assiste a un progressivo scivolamento verso pratiche che nulla hanno a che vedere con la buona amministrazione: non si chiede un confronto al ministro, non si coinvolge il sottosegretario e soprattutto non ci si confronta con gli Enti che nominano i rappresentanti del Comitato di Gestione dell'Autorità Portuale, quindi i presidenti delle Regioni Liguria e Toscana, i sindaci di La Spezia e di Carrara. Si va direttamente dai capigruppo politici, da chi non ha alcun ruolo nella governance portuale, per ottenere un via libera". Una caduta di 'stile' che si inserisce in un quadro già teso se non compromesso: "Il Piano Regolatore Portuale di Marina di Carrara, annunciato come imminente da anni, continua a vivere una situazione di sospensione che blocca investimenti, programmazione e lavoro. È un immobilismo che non può essere considerato un incidente di percorso: è il risultato di una catena di omissioni che sta producendo danni concreti". In questo quadro, le recenti parole di Confindustria La Spezia aggiungono un ulteriore elemento di distorsione. "Il presidente Laghezza ha criticato gli investimenti sul waterfront di Marina di Carrara, sostenendo che quelle risorse sarebbero state più utili sui moli spezzini – continua il presidente della Confartigianato apuana -. Peccato che fossero risorse europee, dello Stato e della Regione, oltre che in una parte residua dell'Autorità Portuale. Non sono risorse sottratte a qualcuno: sono investimenti destinati a un territorio che ne aveva pieno diritto e bisogno. Se oggi si mette in discussione la legittimità di quei fondi, significa che si sta cercando di riscrivere la storia della portualità apuana per ragioni che nulla hanno a che vedere con lo sviluppo. E questo è un ulteriore segnale di come la discussione sia stata trascinata su un piano politico anziché tecnico". Ed è qui che si inserisce la necessità di bilanciare la gestione dell'Autorità Portuale dando a Carrara, e alla Toscana, un ruolo necessario: "Marina di Carrara ha bisogno di una guida forte, competente, radicata nel territorio. Serve un segretario toscano, se non apuano, che conosca davvero lo scalo, le sue imprese, le sue criticità e le sue potenzialità. Non si può affidare la portualità a figure che rispondono più ai partiti che ai territori e alle reali esigenze economiche e gestionali. Le decisioni che riguardano il porto devono essere prese nelle sedi istituzionali, non nei corridoi della politica".









