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Scritto da Redazione
Politica
10 Marzo 2026

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Il Rotary Club Marina di Massa Riviera Apuana del Centenario ha recentemente ospitato l’ingegner Giuliano Arrighi per una relazione dedicata a un tema di grande rilevanza per il territorio: l’erosione del litorale apuano e il progetto di difesa costiera realizzato nei primi anni Duemila.L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento su una questione ambientale che riguarda da vicino il futuro della costa apuana, sempre più esposta ai fenomeni erosivi che interessano molte aree del Mediterraneo e che richiedono interventi di pianificazione e gestione attenta del territorio. L’ingegnere Arrighi segui direttamente il progetto di protezione del litorale apuano, illustrato nel corso della serata. L’ingegnere ha ricostruito il contesto in cui nacque l’iniziativa, sviluppata nei primi anni Duemila grazie alla collaborazione tra tutti gli enti locali interessati, con la Provincia di Massa-Carrara nel ruolo di capofila e il supporto di strutture universitarie specializzate. L’intervento fu finanziato interamente dalla Regione Toscana con uno stanziamento complessivo di circa venti milioni di euro.

In una prima fase le risorse furono destinate anche a interventi di ripascimento tradizionale, basati sul trasferimento di sabbia lungo la costa. Tuttavia questa soluzione si rivelò presto poco efficace: le correnti marine tendevano infatti a disperdere rapidamente il materiale, rendendo necessari continui nuovi interventi senza affrontare la causa strutturale del fenomeno erosivo.

Da qui la scelta di adottare un approccio più scientifico, fondato su studi e sperimentazioni. Attraverso modelli fisici in scala realizzati nei laboratori di idraulica marittima fu possibile riprodurre il tratto di costa apuano e simulare il comportamento del moto ondoso anche in condizioni estreme. Le prove evidenziarono come la principale causa dell’erosione non fosse tanto la carenza di sabbia quanto l’inclinazione con cui le onde raggiungono la costa, generando una corrente tangenziale capace di trascinare progressivamente i sedimenti verso sud. Le simulazioni portarono così all’individuazione di una soluzione articolata composta da pennelli trasversali, una scogliera emersa e una scogliera soffolta collocata più al largo. Quest’ultima struttura si è rivelata particolarmente efficace perché consente alle onde di frangere prima di raggiungere la riva, riducendone l’energia e quindi la capacità erosiva. Gli studi indicarono inoltre che una lunghezza di circa trenta metri rappresentava il miglior equilibrio tra efficacia e sostenibilità dell’intervento.

Nel corso della relazione Arrighi ha illustrato anche il confronto con altre soluzioni sperimentate nello stesso periodo, come le strutture in geotessuto riempite di sabbia, che nel tempo si sono dimostrate meno efficaci sia per la loro deformabilità sia per la minore capacità di dissipare l’energia del moto ondoso.

I risultati del progetto sono stati documentati attraverso immagini e rilievi che mostrano un sensibile miglioramento della stabilità della costa, in particolare nel tratto compreso tra il Frigido e viale Roma. Il confronto tra la situazione precedente ai lavori e quella successiva evidenzia un avanzamento della spiaggia e una maggiore tenuta del litorale.Arrighi ha tuttavia ricordato come nessun intervento di difesa costiera possa essere considerato definitivo. A distanza di oltre quindici anni dalle opere realizzate diventa infatti sempre più importante una manutenzione programmata delle strutture, anche perché le correnti residue possono generare solchi sul fondale che, se non monitorati, rischiano di ridurne progressivamente l’efficacia.Il dibattito che è seguito alla relazione ha toccato diversi temi di grande attualità: dal ruolo dei fiumi nel trasporto dei sedimenti all’insabbiamento delle foci, fino alla possibile subsidenza del territorio e alla carenza di dati storici sistematici sull’evoluzione della linea di costa. Questioni che confermano quanto la tutela del litorale richieda una visione di lungo periodo, fondata su competenze tecniche, continuità amministrativa e capacità di pianificazione.

La serata si è conclusa con un caloroso ringraziamento all’ingegner Giuliano Arrighi per la competenza e la chiarezza con cui ha saputo raccontare un’esperienza professionale di grande valore, offrendo al tempo stesso utili spunti di riflessione su un tema strategico per il nostro territorio.

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