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Scritto da Redazione
Politica
08 Ottobre 2026

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La Regione Toscana difende l'autonomia dei Comuni e i piani approvati, ma l'amministrazione Arrighi rischia di andare a gara a Marina di Carrara senza una pianificazione aggiornata, esponendo il litorale a probabili contenziosi e mettendo a rischio le imprese storiche del territorio.Di fronte alla scadenza ormai ravvicinata delle concessioni balneari, il dibattito sulle gare di evidenza pubblica previste dal quadro normativo europeo e nazionale sta accendendo un duro confronto istituzionale tra Regione Toscana, Governo ed enti locali. La posizione espressa dal Presidente Eugenio Giani e dall'Assessore al Turismo Leonardo Marras si fonda su un principio chiaro: tutelare la pianificazione già effettuata dai Comuni, garantendo il corretto equilibrio tra spiagge in concessione e spiagge libere, il libero e gratuito accesso e transito verso la battigia attraverso i varchi necessari e l'autonomia programmatoria locale.Giani e Marras chiedono di "evitare che verifiche astratte e confronti tra territori diversi mettano in discussione le scelte già approvate", accompagnando le amministrazioni verso un quadro regionale omogeneo per evitare il rischio di paralisi delle procedure.La contraddizione emerge quando queste premesse si scontrano con la realtà amministrativa di Carrara, guidata dalla sindaca Serena Arrighi.

Il cortocircuito della Giunta Arrighi

Mentre la Regione chiede di blindare e rispettare i Piani di Utilizzazione dell'Arenile (PAA) approvati, la gestione del litorale a Marina di Carrara soffre di una contraddizione di fondo: il mancato aggiornamento del Piano dell'Arenile al passo con le nuove prescrizioni ambientali e di fruibilità pubblica. L'amministrazione Arrighi si trova così a gestire il rischio di avviare le procedure di evidenza pubblica e mettere a gara le concessioni storiche mentre il nuovo Piano dell'Arenile è ancora in fase di formazione. Il nodo delle criticità riguarda proprio il rapporto tra le procedure di evidenza pubblica e un Piano dell'Arenile ancora in fase di formazione.Incertezza per gli investimenti: Senza un PAA definitivamente approvato, i concorrenti che partecipano alle gare possono trovarsi a programmare gli investimenti senza avere un quadro pianificatorio definitivo sugli interventi e sulle opere future.Gestione dei varchi e spiagge libere: La Regione sottolinea che la pianificazione deve garantire il bilanciamento tra aree in concessione e varchi di libero accesso. Se il Comune mette a bando i lotti senza un piano aggiornato, si rischia di congelare situazioni preesistenti senza assicurare il corretto rapporto tra aree date in concessione e spiagge liberamente fruibili.Il rischio contenziosi: Mettere a bando i lotti balneari mentre il nuovo Piano dell'Arenile è ancora in fase di formazione potrebbe esporre le delibere comunali a ricorsi al TAR. I vecchi concessionari, i nuovi concorrenti ed eventualmente le associazioni di tutela ambientale potrebbero contestare i bandi sotto il profilo dell'istruttoria e del quadro pianificatorio.

Il rischio per le famiglie storiche del litorale:

Se le dimostranze di Giani e Marras sono dirette a Roma per chiedere regole certe che non smontino la programmazione locale, l'operato della Giunta Arrighi rischia di vanificare queste tutele sul campo, con  possibili ricadute umane, sociali ed economiche che il ritardo nella pianificazione potrebbe produrre sul litorale.In questo quadro di incertezza, a mio parere, a pagare il prezzo più alto rischiano di essere quelle famiglie che da tre o quattro generazioni, da nonno a nipote, custodiscono, investono e mandano avanti le imprese balneari del nostro litorale . Gestori storici che hanno contribuito per generazioni all'economia turistica della costa carrarese e che oggi rischiano di trovarsi esposti a una fase di forte incertezza:  Istruttorie e rischio di possibili ricorsi al TAR: Procedere con le gare prima di aver completato l'aggiornamento del Piano dell'Arenile potrebbe alimentare contestazioni e contenziosi, proprio mentre la Regione chiede un quadro di regole chiaro e omogeneo. Il rischio potrebbe essere quello di un rallentamento, di una sospensione o di una contestazione delle procedure, lasciando le famiglie nell'incertezza.Perdita degli investimenti e tutela degli indennizzi: Senza un PAA definitivamente aggiornato che definisca con chiarezza lo stato di fatto, la regolarità delle opere e i vincoli di pianificazione, la valutazione degli investimenti e delle conseguenze economiche per chi dovesse perdere la concessione rischia di diventare più complessa e incerta.Criticità nella gestione del territorio: Il mancato aggiornamento del quadro comunale sui varchi, sugli indici di edificabilità e sull'accessibilità non solo può creare incertezza per i partecipanti alle gare, ma rischia di penalizzare proprio chi sul territorio ha investito con continuità, serietà e radicamento sociale. Ritengo che non si possano scaricare le conseguenze di una programmazione comunale ancora incompleta su chi vive e lavora sul litorale da una vita Mentre la Regione chiede tutele per l'autonomia dei Comuni e per i piani approvati, Carrara rincorre le scadenze attraverso provvedimenti amministrativi successivi, rischiando di mettere a repentaglio il futuro di decine di imprese familiari. L'amministrazione Arrighi fermi questa corsa al buio, completi gli strumenti di pianificazione necessari e tuteli il tessuto economico e turistico della nostra città prima che sia troppo tardi.

 

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