Sovraffollamento, carenza di personale e la necessità urgente di nominare il garante comunale dei detenuti. Sono i temi centrali della visita effettuata questa mattina al carcere di Massa dalla delegazione dei Giovani Democratici, accompagnata dal consigliere regionale Gianni Lorenzetti. La tappa massese rientra nel tour regionale "Dimenticatə", promosso dai GD della Toscana per fare luce sulle criticità delle strutture penitenziarie della regione con la necessità di tutelare i progetti di lavoro e reinserimento, considerati l'unico vero strumento per integrare i detenuti ed evitarne la recidiva una volta scontata la pena. «Questa è la terza tappa del nostro tour regionale "Dimenticatə", dopo Prato e Massa Marittima», ha spiegato Bernardo Taddei, segretario regionale dei Giovani Democratici della Toscana. «Siamo qui perché crediamo che la sicurezza si costruisca partendo dalla rieducazione e dal reinserimento lavorativo, come prevede la Costituzione, e non con la propaganda. Oggi vediamo un sistema in forte crisi: l'istituto di Massa, a fronte di una capienza di 177 posti, ospita tra i 300 e i 310 detenuti a causa dei trasferimenti da Sollicciano e Porto Azzurro. Inoltre, in una casa di reclusione pensata per chi ha una condanna definitiva, vediamo anche l'ingresso di persone in attesa di sentenza di primo grado che per legge non possono accedere al lavoro, creando ulteriore disparità. Questa struttura avrebbe la capacità di far lavorare oltre 160 persone, ma con questo sovraffollamento solo un detenuto su due ci riesce. Bisogna partire da un investimento nelle infrastrutture per creare una connessione tra dentro e fuori dal carcere. Il nostro percorso continuerà nei primi giorni di settembre a Volterra, il 4 settembre a Sollicciano e poi a Grosseto, proseguendo in tutta la Toscana fino ai primi di ottobre.»
Al punto stampa è intervenuto anche il consigliere regionale Gianni Lorenzetti: «Purtroppo ho potuto notare la differenza e la diminuzione di qualità in questa struttura dal 2016 - ha detto Lorenzetti - quando per la prima volta sono stato eletto sindaco di Montignoso, a oggi. L'aumento dei carcerati è di oltre 100 persone rispetto alla capienza, a fronte di una continua diminuzione del personale. La qualità della vita e della rieducazione dipende da chi sta a disposizione dei detenuti: con soli 5-6 educatori e un presidio medico risicato per 300 persone, garantire un servizio adeguato diventa quasi impossibile. Bisogna rafforzare l'organico della Polizia Penitenziaria e lavorare affinché ci sia una reale riabilitazione, proprio come previsto dalla nostra Costituzione.»
Sul tema della figura di garanzia è intervenuta Ilaria Orlandi, segretaria dei GD di Massa: «La figura del garante è fondamentale perché rappresenta un ponte tra due mondi: quello della popolazione detenuta e quello di tutti i dipendenti che permettono lo svolgimento quotidiano delle attività e il mantenimento della struttura. È una figura centrale, riconosciuta dalle leggi regionali e nazionali, che può collegare queste realtà e garantire per tutti, raccogliendo le istanze quotidiane dei detenuti che spesso gli stessi agenti di polizia penitenziaria non possono gestire dato il loro differente ruolo. Troppo spesso assistiamo a passerelle di politici che visitano la struttura senza poi dare risposte nelle sedi istituzionali per istituire questo ruolo di garanzia. Chiediamo al sindaco e all'amministrazione comunale di dare finalmente una svolta a questo tema e procedere senza ulteriori ritardi alla nomina del garante.»
A chiudere l'incontro è stato Alessio Fatticcioni, segretario provinciale dei GD di Massa-Carrara, che ha stilato il quadro complessivo della situazione: «Come organizzazione giovanile riteniamo sia indispensabile tenere insieme tre principi fondamentali: la certezza della pena, la sicurezza e la rieducazione. Condividiamo l'appello dell'assessora regionale Alessandra Nardini, ritenendo irresponsabili le parole del sindaco che ha liquidato come "iniziativa mediatica" l'attenzione sul garante. Allo stesso modo, fa sorridere che l'onorevole Benzoni di Azione annunci richieste alle istituzioni locali quando il suo partito governa Massa insieme alla destra di Persiani: più che una mozione basterebbe un'auto-mozione alla propria maggioranza. All'interno abbiamo visto eccellenze come la ludoteca e il progetto di Telefono Azzurro, ma la sofferenza dell'organico della Polizia Penitenziaria incide direttamente sul benessere di tutti e dimezza le possibilità di lavoro.»
Le difficoltà gestionali della struttura ricadono quotidianamente anche sui familiari dei reclusi. All'esterno del carcere, le testimonianze delle famiglie raccontano il disagio di norme e controlli sempre più stringenti dovuti proprio alla carenza di personale: dalla gestione dei pacchi alimentari (con il blocco dell'ingresso di cibi portati da fuori o acquistati al supermercato) alle complessità nelle verifiche di sicurezza, fino alle limitazioni nell'accesso alle misure alternative come i braccialetti elettronici o i permessi lavorativi. Una sofferenza quotidiana che dimostra come il sovraffollamento e i tagli all'organico finiscano per deprimere le condizioni di vita dentro e fuori dalle mura penitenziarie.
Il tour "Dimenticatə" proseguirà nei prossimi giorni nelle altre strutture della Toscana, per portare l'attenzione del dibattito pubblico e politico sulla necessità di investimenti concreti e garanzie sui diritti.









