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Scritto da Redazione
Politica
19 Agosto 2026

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Nel Comitato Una montagna da salvare cresce la polemica sul murale e sui soldi  pubblici spesi per un’opera finita tra  i rifiuti. Anche la montagna, a rischio frane, si fa sentire  in maniera provocatoria: “Basterà il murale di  Mr.Savethewall ( al secolo Pierpaolo Perretti) a trattenere  tutti i movimenti franosi  in atto, abbellendo con la street art il tratto di strada che da Ponte di Forno arriva al monumento ai caduti?”  Ricordare il  disastro della Guang Rong con un dipinto da 109 mila euro non è digeribile agli occhi dei cittadini ,soprattutto  a chi abita la montagna.  Il comitato  Una montagna da salvare  allarga le braccia e si stupisce non poco: da tre anni una barriera di geoblocchi  occupa metà carreggiata della strada che porta a Forno e non pochi sono stati gli incidenti occorsi. Da tre anni  un semaforo  ha  regolamentato  un senso unico alternato a causa di  tre frane a pochi metri di distanza una dall’altra.  “ Con il caldo dell’estate 2026  e l’assalto al fiume – scrive il comitato -  si è pensato di rendere meno rischioso quel tratto impedendo alle auto di parcheggiare, con decisione finale di rimuovere il semaforo. Il problema resta: per decine di metri  la strada, dopo la curva, si restringe ad una sola corsia di marcia e il rischio di un frontale  non è remoto. Dopo tre anni  davvero non riusciamo a rimuovere quei geoblocchi? Davvero non riusciamo a mettere in sicurezza quel tratto di versante che sovrasta la strada? In pochi metri si contano tre frane, contenute da pericolosi  geoblocchi . In maniera ironica: visto che la provvisorietà diventa stabilità, perché non abbellire quel tratto con la street art? Forno è sempre stato un paese di artisti e merita  un ingresso che lo ricordi, appunto, sostituendo i brutti e insignificanti geoblocchi  con quelli che  giacciono alle Jare. 109 mila euro di soldi nostri  sono tanti per un dipinto  destinato al macero quando la montagna è in sofferenza. Nessuna prevenzione in quei versanti aggrediti dal dissesto idrogeologico che minacciano la sicurezza dei residenti. Almeno una rete paramassi è d’obbligo  per trattenere i sassi che quotidianamente cadono sulla carreggiata”. Insomma, le frane sono perenni e l’opera d’arte che giace alle Jare “venga utilizzata per abbellire il disastro di Forno”.

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