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Scritto da Redazione
Politica
09 Marzo 2026

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Masha Amini aveva 22 anni quando venne arrestata dalla ‘polizia morale’ iraniana perché non portava – secondo loro – l’hijab nel modo che loro imponevano: lo teneva appena allentato e questo, per la dittatura islamica iraniana era ed è inaccettabile. Era il 14 settembre del 2022, Masha Amini, dopo l’arresto, venne violentemente picchiata dalla polizia del regime, tanto da finire in coma e morire dopo tre giorni. Per il regime la causa dell’esteso  ematoma che aveva in testa e delle molteplici ferite e contusioni che aveva su tutto il corpo, era stata una caduta avvenuta in seguito a un infarto. La sua morte innescò una protesta  a livello mondiale e determinò la nascita del movimento delle donne iraniane, esasperate dalle violenze e delle imposizioni del regime islamico, chiamato “Donna, Vita, Libertà”, il cui primo, significativo gesto di protesta fu togliersi il velo e mostrare i loro capelli.

La battaglia della consigliera dell’opposizione del comune di Carrara, Maria Mattei, per ottenere l’intitolazione del parco pubblico che si trova a Marina di Carrara, tra via Felice Cavallotti e viale Galilei al Movimento Donna, Vita, Libertà è cominciata nel 2023, a neanche un anno di distanza dalla morte di Masha Amini, quando la consigliera presentò una delibera al consiglio comunale di Carrara che venne votata all’unanimità. Da allora, tuttavia, la strada per concretizzare l’intitolazione è stata costellata da ostacoli. A rallentare il procedimento è stata inizialmente una legge del 1927, cioè una legge del regime fascista, che rimette il consenso ad ogni eventuale intitolazione alle prefetture e alle (Regie) Deputazioni di Storia Patria e proprio quest’ultimo ente, nel caso di Masha Amini,  si oppose al procedimento, stabilendo che il movimento ‘Donna Vita Libertà’ non era da considerarsi storicizzato, non essendo ancora passati dieci anni dalla morte della figura  da cui aveva tratto ispirazione. Maria Mattei non si è arresa e seguendo l’iter e i tempi della burocrazia ha chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto al quale ha presentato una ricca e documentata memoria che raccoglie le moltissime intitolazioni già avvenute per ricordare Masha Amini, il Movimento nato dalla sua tragica fine, e, soprattutto, la lotta ancora fortemente in corso delle donne iraniane per la libertà e il rispetto dei loro diritti di esseri umani. “Ringrazio la prefettura per avermi concesso la possibilità di perorare la causa di questa intitolazione e per aver riaperto la discussione al riguardo – ha dichiarato Maria Mattei - al Movimento Donna vita Liberta e a Masha Amini nonostante non sia morta da dieci anni, sono state intitolate piazze, strade, giardini e altro sia in Europa, sia in Italia Ciro ad esempio il caso di  Vecchiano, in provincia di Pisa dove l’intitolazione è avvenuta con il parere favorevole della prefettura e della Deputazione di Storia Patria. Voglio ricordare anche che  il parlamento europeo, nel 2023 ha dato il premio Sacharov proprio a Masha Amini e al Movimento DVL. Ho preparato una nuova mozione da presentare in consiglio comunale già da gennaio di quest’anno, che non è ancora stata discussa per ragioni di tempo e di priorità, ma che confido di poter presentare nel prossimo consiglio comunale. Con questa chiederò all’amministrazione carrarese di pronunciarsi in favore della popolazione iraniana, anche nella drammatica  situazione attuale e soprattutto di attivarsi per l'intitolazione del parco”. Maria Mattei  ha dedicato la sua celebrazione della giornata dell’8 marzo 2026 proprio alle donne iraniane con un testo molto significativo pubblicato sulla sua pagina facebook nel quale si legge: “A chi dedicare questo 8 marzo? Nessun dubbio: alle Donne Iraniane… Ritengo che mai come oggi l’8 marzo debba essere dedicato alle Donne Iraniane: a quelle in carcere come la Premio Nobel, Narges Mohammadi, a quelle che in cella rischiano, ogni giorno, di essere violentate e picchiate, a quelle che insieme ai loro compagni, fratelli, padri, amici, scendono in piazza rischiando di finire in un sacco della spazzatura, accatastate come immondizia, in obitori stracolmi in attesa che i loro corpi possano essere ritirati dai genitori in cambio di una grossa cifra per risarcire i Guardiani della Rivoluzione Islamica del costo dei proiettili sprecati per ucciderle.Credo che, mai come oggi, l’8 marzo sia delle Donne Iraniane della diaspora, a partire da quelle che vivono a Carrara, che non hanno mai smesso di fare sentire la loro voce, anche quando esporsi significa mettere in pericolo le proprie famiglie in Iran. Queste donne conoscono bene il regime che per 47 anni ha lavato il cervello delle persone e ha instillato l’odio e la paura in nome della religione. Sanno che basta un pantalone più corto, una ciocca di capelli che sfugge dal velo loro imposto per essere arrestate dalla polizia morale e portate in una caserma dalla quale non sanno se usciranno vive, come è successo alla giovane Kurda Iraniana Masha Jina Amini la cui morte ha dato vita al movimento Donna Vita Libertà.Credo che noi tutti dobbiamo alzare la voce e far sentire la nostra vicinanza agli Iraniani che stanno vivendo un momento terribile, dominato da sentimenti contrastanti come l’attesa di un intervento esterno – perché da soli, a mani nude, non si può sconfiggere chi massacra un popolo sceso in piazza per la propria libertà – e la paura per l’escalation militare e le bombe che possono uccidere i parenti, i conoscenti, gli amici che sono rimasti in Iran.  La nostra vicinanza è ancora di più importante perché il regime continua a silenziare ogni voce di dissenso attraverso il blackout totale di Internet.Per questo, avevo proposto una Mozione che avrebbe dovuto essere discussa già nel Consiglio Comunale del 26 gennaio e poi in quello successivo del 5 marzo.La riproporrò ancora al prossimo Consiglio perché con questo documento, oltre a chiedere che l’amministrazione comunale faccia sentire la propria voce in favore della popolazione iraniana, esprima il proprio sostegno alla comunità iraniana in esilio e chieda che cessi il blackout di Internet, voglio riproporre l’intitolazione alle Donne Iraniane di un giardino pubblico, a Marina di Carrara”.

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