Sono Nicola Cavazzuti e Andrea Marchetti del dipartimento ambiente e lavoro del Partito della Rifondazione Comunista Massa Carrara a firmare questa analisi del bilancio del lavoro a Massa Carrara nel 2025: " Secondo un'indagine realizzata da Unioncamere, in collaborazione con il Ministero del Lavoro, e condotta con il supporto della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest e dell'Istituto Studi e Ricerche, nel 2025 le imprese di Massa Carrara hanno registrato una diminuzione delle assunzioni, con un ricorso crescente al lavoro in nero e una riduzione dei contratti a tempo indeterminato. Questo trend evidenzia una situazione di difficoltà economica e di mercato, particolarmente evidente nella stagionalità delle offerte di lavoro, che si concentrano principalmente nei mesi estivi nel settore dei servizi. Secondo i dati raccolti, Massa Carrara flette addirittura del 3 per cento. Lo dimostra anche il dato sulle tipologie contrattuali visto che nel 2025, a livello complessivo, si è ridotta la quota di contratti a tempo indeterminato (1 5 per cento), mentre è cresciuta leggermente quella a tempo determinato (63 per cento).Più preoccupante l'occupazione giovanile. Solo il 10 per cento dei contratti under 35 aperti nel 2025 è stato a tempo indeterminato, inferiore al numero dei contratti a chiamata e ai contratti di apprendistato. Se consideriamo poi che i contratti a tempo determinato per gli under 35, che sono il oltre il 60 per cento del totale, durano mediamente meno di 100 giorni, il quadro acquista tonalità scure. Per un giovane aspirare ad una autonomia economica che possa passare dalla dignità di un lavoro non precario ed equamente remunerato è un pura utopia.Evidente anche il divario di genere, con le donne sempre più impiegate a tempo parziale, sempre più impiegate nei lavori domestici di poche ore, quindi sempre meno autonome, con tutto quello che comporta nei rapporti di relazione. Inoltre, spesso svolgono un lavoro ritenuto secondario all'interno dell'economia familiare, con la conseguente perdita di forza contrattuale. Quello che emerge, quindi, è solo un aumento della precarietà e della incertezza nella vita di lavoratori e lavoratrici, senza un vero cambio di passo e una vera alternativa, soprattutto per i giovani, Questi dati smentiscono clamorosamente la propaganda del Governo Meloni, tutta tesa a celebrare la bontà delle politiche del lavoro messe in campo da questa maggioranza, senza uno studio serio dei dati emersi, fermandosi solo in superficie e tesa solo a gettare fumo negli occhi per coprire il proprio fallimento. Si è persa l'opportunità di un piccolo cambiamento la scorsa primavera con i quattro referendum sul mondo del lavoro promossi dalla CGIL, e da noi sostenuti convintamente. Il gap da recuperare è molto, ma una nuova alternativa è possibile, ricostruendo un'azione unitaria tra sindacati, mondo del lavoro, lavoratori e lavoratrici. Solo così sarà possibile invertire il trend, tenendo presente che maggiore flessibilità e precarietà nel mondo del lavoro significano maggiore incertezza nella vita, senza la possibilità di emanciparsi, cosa che dovrebbe promuovere un lavoro sano".
Lavoro: nel 2025 bilancio in nero per la provincia di Massa Carrara secondo Rifondazione Comunista
Scritto da Redazione
Politica
19 Gennaio 2026
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