C’erano alcune mamme di bambini e ragazzi seguiti dal servizio di Neuropsichiatria dell’ospedale delle Apuane e i rappresentanti dei vari comitati della salute del territorio locale, tutti uniti in un sit-in di protesta sotto al comune di Carrara, per portare all’attenzione di autorità e vertici Asl le molte criticità del servizio sanitario locale. In primo piano, nella protesta c’è proprio la situazione dei piccoli utenti di neuropsichiatria per i quali, la mancanza di personale medico – già assicurato dalla Asl in seguito alla segnalazione fatta dai comitati, ma ancora non operativo – crea non pochi problemi con le certificazioni scolastiche relative ai vari tipi di disturbo, che possono essere rilasciate solo dal servizio pubblico. “Mancano operatori medici e tanti bambini hanno appuntamenti tra un anno. Qualcuno addirittura si è sentito rispondere che l’appuntamento proprio non c’è – ha spiegato Valeria Pedrini presidente del comitato Salute Pubblica Massa Carrara - L’azienda ha risposto che avrebbe garantito due nuovi medici, ma ancora non è stato fatto nulla. La nostra protesta di oggi è anche per il destino del Monoblocco. Sappiamo che i lavori al cosiddetto “cubo” sono fermi e di questo, in realtà, siamo contenti perché pensiamo sia meglio non cementificare ulteriormente questa città e che ci siano strutture già esistenti da poter sfruttare, e infine segnaliamo che il punto di Primo Soccorso promesso da anni, non è ancora stato aperto. Chiediamo sempre le stesse cose e continuiamo a sperare di avere risposte sane che diano una svolta a questi problemi. La stessa protesta è stata fatta sotto al comune di Massa, ma ugualmente senza risposte fattive adeguate. Tutte le liste d’attesa sono a carico della povera gente, di quelli che non ce la fanno. Abbiamo voluto fare una sanità di vicinanza o una sanità di chi se la può permettere? Questa è la domanda da porsi e noi speriamo che tutta la cittadinanza faccia sentire la propria voce. Sono diverse le promesse svilite, cioè non mantenute dalla Asl: le case di comunità previste dal 2016, il punto di primo intervento, il distretto di Avenza e quello di Marina ancora stanno aspettando realizzazione o interventi strutturali. Siamo andati involvendoci e purtroppo le persone finiscono per stancarsi e rassegnarsi”.
“Al monoblocco i servizi sono stati messi nei container, ma c’era tutta la parte dell’avancorpo che non aveva criticità come il resto della struttura e che poteva essere usata come ambulatori e, invece, è stata abbandonata. Noi siamo convinti che l’obiettivo sia legato agli appalti dell’edilizia che hanno la priorità sugli interessi della salute dei cittadini” ha dichiarato Blasco Bonito del Comitato Salute Pubblica Massa Carrara.
Accanto ai rappresentanti dei comitati della salute pubblica è arrivato anche Marco Lenzoni, della Usb Massa Carrara, reduce da un confronto con i vertici della Asl Toscana Nord Ovest che ha spiegato: “Il sistema delle ‘aslone’ voluto dalla Regione Toscana sta mostrando i suoi limiti. Per la mobilità del personale siamo rimasti ai feudi Lunigiana, Carrara, Massa eccetera, se invece si tratta di far muovere i cittadini anche di cento chilometri per fare un esame allora va bene il concetto di ‘aslona’. Mi domando: perché quando manca uno specialista, non lo si fa venire da una delle città che fanno parte della stessa asl? Le grandi città hanno il triplo del personale rispetto alla nostra provincia. Vogliamo ricordare che il sistema della 'aslona' è sbagliato alla base e che si deve ritornare alle asl provinciali. Le problematiche devono essere gestite a livello locale, perché solo chi è qui conosce le esigenze del territorio. Siamo qui per mettere in luce problematiche urgentissime:prima fra tutte quella dei bambini che dovrebbero essere seguiti dalla neuropsichiatria infantile, dal momento che in questo ambito non è possibile neppure rivolgersi al privato, perché le valutazioni finalizzate a interventi di sostegno scolastico possono essere fatte solo dall’ente pubblico. Abbiamo finito ora, come sindacato, un incontro con la direttrice di Massa Carrara sottolineando ancora con insistenza il problema dei trasporti interni negli ospedali perché gli appalti sono insufficienti per coprire il servizio. In alcuni casi terminano alle 16 e capita che si debba distogliere personale specializzato dalle proprie mansioni per trasportare i pazienti a fare i vari esami. E’ uno spreco assurdo di competenze e di soldi con la conseguenza che manca sempre di più il personale sul campo. Noi vogliamo vedere se quello che ci è stato promesso verrà mantenuto. Crediamo anche che la politica di Asl e Regione sia concentrata più sullo sfruttamento edilizio dei siti in cui c’erano strutture sanitarie, come il caso dell’ex ospedale di Massa. Anche l’ex ospedale di Carrara avrebbe strutture bellissime a Monterosso e al Monoblocco, ma pensiamo che anche quelle finiranno vendute a privati. Secondo noi Regione e Asl dovrebbero smettere di fare politiche di costruzioni e di edilizia. Non è vero che arriveranno i soldi del Pnrr, saranno ancora una volta tolti alla sanità per essere dati alle solite imprese che vincono tutti gli appalti e che sono sempre del sud di Italia. I soldi invece dovrebbero essere usati per curare la gente: mancano i medici di base che sono la base, appunto della sanità. Abbiamo una sanità senza basi e senza testa”.









