La variazione al Bilancio di previsione 2026-2028 della Regione Toscana, approvata dal Consiglio regionale il 7 e l'8 luglio, mobilita complessivamente 103,2 milioni di euro destinati, nelle parole del presidente Eugenio Giani, a "rispondere alle esigenze dei territori".Alla provincia di Massa-Carrara sono destinati appena 612 mila euro, pari a circa lo 0,6 per cento dell'intera manovra. Non è un errore di stampa.È l'ennesima fotografia di un rapporto sbilanciato tra il centro della Toscana e le aree periferiche. Mentre Lucca riceve quasi 8 milioni di euro e Firenze 8,5, Massa-Carrara resta, insieme a Grosseto, tra le ultime della classifica: due province che condividono, non a caso, la stessa distanza dai centri decisionali e la stessa scarsa voce in capitolo quando si tratta di definire le priorità del bilancio regionale.Eppure pochi territori toscani presentano una combinazione di vulnerabilità sia economiche che ambientali paragonabile a quella di Massa-Carrara. È la provincia più povera, con più disoccupazione, colpita da scelte di politica industriali più che discutibili ma soprattutto la provincia del dissesto idrogeologico della montagna e della Lunigiana, dell'erosione costiera che interessa Marina di Massa, delle bonifiche ancora aperte, delle Alpi Apuane sottoposte a una devastazione estrattiva senza eguali e di un patrimonio naturale sempre più esposto agli effetti dei cambiamenti climatici.
Le due questioni, nel nostro territorio, coincidono. Perché proprio Massa-Carrara è uno dei luoghi dove gli effetti dei cambiamenti climatici richiederebbero maggiori investimenti pubblici.
Ma c'è un dato che colpisce ancora di più. Scorrendo l'elenco degli interventi finanziati dalla variazione di bilancio non si trova una sola misura chiaramente destinata all'adattamento ai cambiamenti climatici.
Nessun investimento riconoscibile per la prevenzione del rischio alluvionale, il contrasto alla siccità, il contenimento dell'erosione costiera, la gestione delle ondate di calore, la prevenzione degli incendi boschivi e, più in generale, per l'adattamento dei territori ai cambiamenti climatici.In una regione che negli ultimi anni ha conosciuto eventi meteorologici sempre più estremi, questa assenza pesa quanto i numeri.Se il cambiamento climatico rappresenta davvero, come viene ripetuto in ogni documento istituzionale, la principale sfida del nostro tempo, dovrebbe essere riconoscibile anche nelle scelte di bilancio.Dal nostro territorio non chiediamo privilegi né trattamenti di favore. Chiediamo però che le priorità ovunque dichiarate diventino delle priorità realmente finanziate.Perché un territorio fragile non può continuare a ricevere le briciole.E perché la lotta ai cambiamenti climatici non può restare soltanto uno slogan, mentre nei bilanci continuano a mancare risorse dedicate alla prevenzione e all'adattamento.Non è un dettaglio da poco che questa variazione di bilancio sia stata approvata a pochi giorni dalla Giornata UE per le vittime della crisi climatica globale, che ricorre proprio oggi, 15 luglio. Una ricorrenza istituita dall'Unione Europea nel 2023 per richiamare tutti i livelli di governo alla responsabilità di investire in prevenzione e adattamento. Il contrasto tra questa ricorrenza e l'assenza di misure dedicate nella variazione appena approvata parla da sé. Oggi i numeri raccontano due cose: per Massa-Carrara: lo 0,6 per centodella manovra; per l'adattamento ai cambiamenti climatici: nessuna scelta politica chiaramente riconoscibile.
Massa-Carrara, la Cenerentola del bilancio regionale e il clima resta fuori dai conti
Scritto da Redazione
Politica
15 Luglio 2026
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