Nella notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo nel centro storico di Massa sono apparse nuove scritte minatorie contro la premier Giorgia Meloni. A darne notizia è il Coordinamento comunale di Fratelli d'Italia:
"Questa notte a Massa è comparsa l'ennesima scritta inquietante nel centro della città: "Meloni appesa", accompagnata da un simbolo anarchico. Non è una bravata né una provocazione innocua. È un messaggio che richiama esplicitamente la violenza e l'eliminazione fisica di un avversario politico.
Non è purtroppo la prima volta che episodi di questo tipo accadono a Massa. Ancora una volta i muri del nostro centro storico vengono imbrattati con messaggi di odio. È uno sfregio non solo al decoro della città, ma anche al clima civile che dovrebbe caratterizzare la vita pubblica di una comunità.
In una democrazia parole di questo tipo dovrebbero suscitare una condanna immediata e senza ambiguità. E invece troppo spesso accade il contrario: davanti a episodi di questo genere cala il silenzio. In particolare da sinistra, dove raramente si sentono prese di distanza chiare quando il bersaglio è un avversario politico.
Il problema non è soltanto chi, di notte, imbratta un muro con una bomboletta. Il problema è il clima che si crea quando messaggi di odio vengono minimizzati, ignorati o lasciati scivolare via senza una condanna netta. Anche il silenzio comunica qualcosa. E quando il silenzio riguarda minacce di morte o richiami alla violenza, quel silenzio finisce per legittimare un clima pericoloso.
C'è anche una responsabilità educativa. Se si lascia passare l'idea che evocare l'impiccagione di un avversario politico sia tollerabile, si trasmette un messaggio devastante alle nuove generazioni: che l'odio possa sostituire il confronto e che la violenza simbolica sia un linguaggio politico accettabile.
Non si può poi ignorare un altro aspetto: da tempo una parte della sinistra sembra cavalcare questo clima di radicalizzazione del linguaggio politico, alimentando una narrazione che trasforma l'avversario in un nemico assoluto. È una strategia che punta a mobilitare consenso e a riappropriarsi di una parte dell'opinione pubblica attraverso la contrapposizione permanente e l'esasperazione dei toni.
In questo contesto si inserisce anche la pressione esercitata negli ultimi anni contro strumenti fondamentali dello Stato di diritto, come il 41 bis. Con Fratelli d'Italia al governo lo Stato ha dimostrato di non voler cedere ai ricatti di anarchici e delinquenti che vorrebbero piegare le istituzioni attraverso la violenza o l'intimidazione. La certezza della pena e il rispetto delle regole non sono negoziabili: sono pilastri della sicurezza e della convivenza civile.
La politica dovrebbe essere il luogo del confronto tra idee, anche duro, ma sempre dentro i confini del rispetto e della democrazia. Normalizzare messaggi che evocano la morte dell'avversario significa indebolire quei confini.
Per questo è necessario dirlo chiaramente: episodi come questo non sono accettabili e devono essere condannati senza esitazioni. Sempre. Indipendentemente da chi sia il bersaglio. Perché quando la violenza entra nel linguaggio politico, prima o poi rischia di uscire dai muri e diventare qualcosa di molto più grave".
Coordinamento comunale FdI