Come annunciato precedentemente, il Circolo della Montagna del Partito della Rifondazione Comunista ha promosso nei giorni scorsi una raccolta firme per chiedere conto alle istituzioni, Comune, Provincia e polizia municipale, una presa di posizione in merito alla viabilità di Via Bassa Tambura, a seguito della chiusura nei fine settimana di Via Alta Tambura, in conseguenza dei parcheggi selvaggi in prossimità del torrente Renara.Una misura inefficace e calata dall’alto che non ha minimamente risolto il problema, ma l’ha semplicemente spostato. A seguito delle numerose segnalazioni, abbiamo lanciato una raccolta firme che ha visto una mobilitazione dell’intera Valle del Frigido, arrivando a raccogliere, in pochi giorni, 400 firme che saranno consegnate in questi giorni agli uffici del Comune di Massa. Una risposta unitaria e corale da parte di una comunità che non ha più voglia di rimanere inascoltata e che ha preso atto che solo facendo una battaglia comune, senza inutili campanilismi, sarà possibile far sentire la propria voce.
Inoltre, nei fine settimana scorsi, sono stati posizionati dei divieti di sosta in prossimità del semaforo posto sotto il sentiero del Bizzarro. Bene, ma purtroppo non basta assolutamente: le auto continuano ad essere parcheggiate su entrambe le careggiate, più a monte o più a valle, in particolare nei pressi di Poggio Piastrone e Canevara, di fatto riproponendo lo stesso schema denunciato.Tutto questo dimostra che semplici divieti non risolvono i problemi, come invece la destra al governo della città e del Paese crede: bisogna combattere le cause, non i sintomi delle questioni.Lo abbiamo detto: la soluzione è quella di investire nel trasporto pubblico locale potenziando le corse degli autobus, come fatto per la costa, abbinandole a bus navetta a prezzi calmierati. Gli strumenti ci sono, quello che manca è la volontà politica.Inoltre, cosa non certo secondaria, un’amministrazione seria dovrebbe preoccuparsi anche della salvaguardia dell’ambiente, in questo caso del fiume Frigido e del torrente Renara, mettendo in campo tutte quelle soluzioni, dai bidoncini per l’immondizia, a una presenza contingentata dei visitatori, ai servizi, necessarie per la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, ampiamente stressati durante la stagione estiva.









