C’è un rischio che, ogni volta che sul porto si apre una discussione, torna puntualmente a riaffacciarsi: quello di guardare a Marina di Carrara e La Spezia come a due territori in competizione, come se le risorse destinate a uno fossero necessariamente sottratte all’altro. È una lettura che CNA Massa Carrara considera sbagliata e che rischia di riportare il dibattito indietro di anni, proprio mentre l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale dovrebbe essere valutata per la capacità di far crescere insieme i due scali.
“Il punto di partenza deve essere uno solo – sottolinea Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara – e cioè che Marina di Carrara e La Spezia fanno parte dello stesso sistema portuale. Non sono due realtà che devono contendersi una torta sempre uguale: sono due porti con caratteristiche, traffici e vocazioni differenti, chiamati a concorrere alla competitività dello stesso sistema. Se torniamo a ragionare in termini di quanto va a Carrara e quanto va alla Spezia, rischiamo di perdere di vista proprio la logica per cui sono state create le Autorità di Sistema”.
Non è una distinzione soltanto teorica. La stessa Regione Toscana colloca ufficialmente Marina di Carrara all’interno dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale insieme a La Spezia e, nella propria documentazione sulla portualità, richiama il superamento del vecchio “municipalismo portuale” come uno degli obiettivi della riforma. E i numeri più recenti sembrano raccontare un sistema che, nel suo complesso, sta producendo risultati: nei primi sei mesi del 2026 La Spezia e Marina di Carrara hanno movimentato complessivamente 8,76 milioni di tonnellate di merci e circa 691 mila TEU, con una crescita rispettivamente del 5,8% e del 4,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
“Questi numeri non significano che tutto vada bene o che non ci siano investimenti da programmare e priorità da discutere – prosegue Brizzi – ma dimostrano almeno una cosa: l’integrazione non è un esperimento fallito. È un sistema che sta funzionando e che deve essere messo nelle condizioni di crescere ancora. Per questo non condividiamo una rappresentazione nella quale gli investimenti su Marina di Carrara vengono automaticamente contrapposti a quelli sulla Spezia. Ogni opera va valutata per la sua funzione, per il suo iter, per le risorse che la finanziano e soprattutto per l’effetto che può produrre sull’intero sistema logistico e produttivo”.
È proprio qui che, secondo CNA, si annida il nodo della discussione aperta dalle recenti dichiarazioni del presidente di Confindustria La Spezia Alessandro Laghezza sugli investimenti destinati a Marina di Carrara. Laghezza ha successivamente ribadito la necessità di indirizzare le risorse pubbliche verso gli interventi capaci di produrre il maggiore impatto strategico, affermando al tempo stesso che il sistema La Spezia-Marina di Carrara rappresenta uno dei poli strategici della portualità nazionale. Per CNA, però, proprio questa considerazione dovrebbe portare nella direzione opposta alla contrapposizione territoriale: se il sistema è uno, gli investimenti sui singoli scali devono essere letti in una strategia complessiva e non come un trasferimento di risorse da una città all’altra.
“Non contestiamo il diritto di discutere delle priorità – precisa Brizzi – anzi, crediamo che sia necessario farlo. Ma una cosa è chiedere che gli investimenti siano efficaci e coerenti con una strategia nazionale e industriale, altra cosa è rappresentare le opere di Marina di Carrara come se fossero risorse sottratte alla Spezia. Alcuni interventi hanno una programmazione e una copertura finanziaria proprie e rispondono a esigenze precise dello scalo. E, guardando al futuro, la stessa mole degli investimenti previsti sulla Spezia dimostra quanto sia riduttivo leggere la questione attraverso una semplice contabilità territoriale. La domanda da porsi non è quanto prende Carrara rispetto alla Spezia, ma quanto il sistema nel suo insieme riesce a generare in termini di traffici, infrastrutture, occupazione e competitività”.
È una distinzione che per CNA diventa ancora più importante perché il confronto di questi giorni ha già avuto l’effetto di riaprire una discussione che sembrava essersi progressivamente raffreddata: quella sulla collocazione di Marina di Carrara all’interno del sistema portuale. E infatti, nelle ultime ore, sono tornate a farsi sentire anche le richieste di riportare lo scalo apuano nell’ambito della portualità toscana. “È esattamente ciò che dobbiamo evitare – osserva Brizzi – perché ogni volta che ricominciamo a parlare di Carrara contro La Spezia, inevitabilmente riemerge anche il tema della separazione. E sarebbe un errore strategico. Gli operatori economici hanno bisogno di certezze, di programmazione e di infrastrutture, non di una continua discussione sulla collocazione istituzionale dello scalo”.
In questo quadro, secondo CNA, anche la Regione Toscana dovrebbe chiarire definitivamente quale sia la propria visione sul futuro di Marina di Carrara.
La Regione considera oggi lo scalo apuano parte dell’Autorità di Sistema del Mar Ligure Orientale e ne riconosce il ruolo all’interno della propria strategia portuale e logistica. “Se questa è la scelta strategica – afferma Brizzi – allora deve essere sostenuta con convinzione. Non possiamo avere un sistema integrato sulla carta e poi lasciare che ogni difficoltà riapra il dubbio sulla sua stessa esistenza. La Regione, se crede in questo modello, deve contribuire a rafforzarlo anche sul piano istituzionale, garantendo una rappresentanza qualificata degli interessi del territorio toscano all’interno del sistema”.
Ed è proprio sul terreno della governance che gli ultimi giorni hanno aggiunto ulteriore confusione. Il messaggio WhatsApp pubblicato per errore dal presidente dell’Autorità di Sistema Bruno Pisano, nel quale veniva fatto riferimento alla volontà di confermare l’attuale segretaria generale Federica Montaresi e alla richiesta di Forza Italia, ha aperto un confronto pubblico sui criteri e sulle modalità che accompagnano una scelta istituzionale di questo peso. CNA non entra nel merito delle responsabilità personali né delle valutazioni politiche che ne sono seguite, ma ritiene che proprio episodi di questo tipo rendano ancora più necessaria una discussione chiara e trasparente sul futuro della governance.
“Quando il territorio sta chiedendo chiarezza sull’equilibrio tra i due scali e sulla prospettiva dell’Autorità, un episodio come quello del messaggio di Pisano non aiuta – sottolinea Brizzi – perché rischia di alimentare ulteriormente letture politiche e territoriali. Su incarichi così importanti dobbiamo poter discutere di competenze, esperienza, risultati e capacità di guidare un sistema complesso. Il tema non è il nome di una persona, ma il metodo con cui si costruisce la governance di un’infrastruttura strategica per due territori e per una parte importante dell’economia italiana”.
Per CNA, insomma, la vera partita è evitare che Carrara e La Spezia finiscano per perdere forza dentro una contrapposizione che non serve né alle imprese apuane né a quelle spezzine. La stessa Autorità di Sistema, del resto, continua a operare sui due scali come un'unica realtà amministrativa e infrastrutturale. “In una competizione interna rischiano di indebolirsi tutti – conclude il Presidente Brizzi – mentre la concorrenza vera è fuori dai nostri confini. È con i grandi sistemi portuali del Nord Tirreno e del Nord Italia che dobbiamo confrontarci, non tra Carrara e La Spezia. Per questo servono meno campanili e più sistema, meno messaggi trasversali e più confronto nelle sedi istituzionali, meno ambiguità e più chiarezza sulla strategia. Marina di Carrara e La Spezia non devono contendersi il futuro: devono costruirlo insieme”.









