Nella sede CNA di Carrara il confronto con l’Autorità Portuale su investimenti, waterfront, logistica, traffici e prospettive future dello scalo. Al centro anche la Pontremolese e il futuro della nautica: «Sul Travel Lift le imprese hanno ormai perso fiducia dopo anni di annunci» Il porto di Marina di Carrara si trova davanti a una fase decisiva. Dopo gli importanti investimenti realizzati negli ultimi anni, il futuro dello scalo passa ora dall'approvazione del nuovo Piano Regolatore Portuale, lo strumento chiamato a definire l'assetto e le prospettive di sviluppo del porto nei prossimi anni. È questo uno dei principali elementi emersi nel corso dell'incontro organizzato da CNA Massa Carrara nella sede di Carrara, ad Avenza, con il Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Orientale, Bruno Pisano. Un momento di confronto dedicato allo stato di avanzamento degli investimenti, alle opere in corso, all'andamento dei traffici e, soprattutto, alle prospettive future dello scalo. Al centro del confronto il ruolo del porto come infrastruttura strategica per l'economia provinciale, non soltanto per la movimentazione delle merci, ma per la capacità di generare opportunità per logistica, trasporti, manifattura, meccanica, servizi, nautica, turismo, artigianato e commercio.Dall'incontro è emersa con chiarezza la necessità di arrivare quanto prima alla definizione del nuovo Piano Regolatore Portuale. Il futuro programma degli investimenti è infatti strettamente legato all'approvazione del nuovo strumento di pianificazione. Il nuovo Piano, attualmente all'esame del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, prevede una diversa organizzazione degli spazi portuali, con la collocazione della componente turistica nella parte di ponente e di quella commerciale nella zona di levante. Un'impostazione che punta non a un ampliamento indiscriminato, ma a una maggiore specializzazione e razionalizzazione degli spazi, per rendere più efficiente la convivenza tra le diverse funzioni del porto: commerciale, nautica e turistica.
Fino a quel momento, lo sviluppo infrastrutturale potrà procedere principalmente attraverso il completamento delle opere già previste dal precedente Piano Regolatore, ormai arrivato alla sua fase conclusiva. Tra gli interventi in corso o programmati figurano le opere del waterfront, il nuovo varco di accesso al porto in continuità con viale Zaccagna, destinato a migliorare l'accessibilità e ad alleggerire il traffico pesante su viale da Verrazzano e viale Colombo, la prosecuzione degli interventi infrastrutturali interni e l'allungamento della banchina Taliercio, il cui avvio è previsto all'inizio del 2027.«Il porto di Marina di Carrara è una delle infrastrutture strategiche del nostro territorio e il nuovo Piano Regolatore Portuale rappresenta un passaggio decisivo per il suo futuro», dichiara Davide Aldo Brizzi, Presidente di CNA Massa Carrara. «Negli ultimi anni sono stati realizzati investimenti importanti e oggi abbiamo l'opportunità di aprire una nuova fase. Dobbiamo mettere il porto nelle condizioni di crescere in modo ordinato, efficiente e coerente con le esigenze della città, delle imprese e dell'intero sistema produttivo provinciale».Per Brizzi, la questione va ben oltre la dimensione strettamente portuale. «Il tema non è soltanto il porto: è lo sviluppo economico del territorio. Razionalizzare gli spazi, migliorare gli accessi, ridurre l'impatto del traffico pesante, rafforzare la logistica, potenziare i collegamenti ferroviari e creare nuove opportunità anche attraverso la nautica e il turismo significa costruire condizioni concrete di crescita. Per le piccole e medie imprese questo può significare nuovi lavori, nuovi servizi, nuove filiere e maggiore competitività. Ma per ottenere questi risultati dobbiamo passare dalla stagione degli annunci a quella delle opere realizzate e dei tempi certi».
Nel corso dell'incontro è emersa anche la necessità di considerare lo sviluppo del porto all'interno di una strategia infrastrutturale più ampia, nella quale assume un'importanza particolare il collegamento ferroviario della Pontremolese e il suo raddoppio, atteso da 50 anni.
Per CNA, la competitività dello scalo non può infatti essere valutata esclusivamente all'interno dei suoi confini, ma deve essere messa in relazione con la capacità del territorio di garantire collegamenti efficienti verso l'entroterra, la Lunigiana e i principali corridoi logistici. Il rafforzamento della Pontremolese rappresenta quindi un'infrastruttura strategica che deve essere considerata tale in sede Governativa una buona volta per tutte, non soltanto per la mobilità delle persone, ma anche per la logistica, il trasporto delle merci e la capacità del porto di ampliare il proprio bacino di riferimento. Una connessione ferroviaria più efficiente potrebbe contribuire a rendere più competitivo il sistema logistico apuano, favorendo l'integrazione tra porto, imprese e territori e creando condizioni migliori per attrarre nuovi traffici e nuovi investimenti.
Un altro tema particolarmente sentito nel corso del confronto è stato quello della nautica e delle infrastrutture necessarie a sostenerne lo sviluppo, a partire dal progetto del Travel Lift. La realizzazione di un'infrastruttura dedicata alla movimentazione e alla manutenzione delle imbarcazioni rappresenterebbe un elemento importante per rafforzare la filiera nautica locale e per creare nuove opportunità per cantieristica, manutenzione, refitting, servizi tecnici e imprese artigiane.
Tuttavia, proprio su questo punto, dal mondo delle imprese emerge una crescente stanchezza rispetto a promesse e annunci che si sono susseguiti nel tempo senza arrivare a una concreta realizzazione dell'opera.
La sintesi del Presidente di Cna Massa Carrara Davide Brizzi: «Dopo tante promesse cicliche e tanti annunci, nel mondo imprenditoriale si è progressivamente persa la fiducia nella possibilità che quest'opera venga effettivamente realizzata. Se vogliamo che la nautica diventi davvero uno dei pilastri dello sviluppo del territorio, servono tempi, risorse e un cronoprogramma credibile. Le imprese non possono programmare investimenti e occupazione sulla base di annunci che si ripetono senza tradursi in opere».
Nel corso dell'incontro è stato evidenziato anche il significativo cambio di passo registrato sul fronte degli investimenti. Dal 2016, anno dell'integrazione tra gli scali, gli investimenti complessivi realizzati sul porto di Marina di Carrara hanno raggiunto circa 110 milioni di euro. Un dato che assume particolare rilievo se confrontato con il periodo precedente all'integrazione, quando nel triennio precedente gli investimenti si erano fermati a circa 1,8 milioni di euro. Numeri che testimoniano una trasformazione importante dello scalo e che rendono ancora più necessario guardare alla prossima fase con una strategia di lungo periodo.
CNA Massa Carrara sottolinea infine la necessità che la nuova fase di sviluppo venga accompagnata da un confronto costante con il territorio e con le categorie economiche, affinché le opportunità legate alla crescita del porto possano tradursi in ricadute concrete anche per le imprese locali.
«La nostra Associazione sostiene una visione del porto capace di mettere insieme sviluppo economico, qualità urbana, sostenibilità e competitività», conclude il Presidente Brizzi.
«Il territorio ha bisogno di infrastrutture efficienti, ma soprattutto di una programmazione credibile. Il nuovo Piano Regolatore Portuale deve diventare rapidamente il quadro dentro il quale costruire la prossima fase di sviluppo dello scalo. Parallelamente, infrastrutture come la Pontremolese e opere dedicate alla nautica come il Travel Lift devono uscire dalla dimensione degli annunci ed entrare finalmente in quella della realizzazione. Il porto può essere un vero motore di crescita per Carrara e per l'intera provincia, ma dobbiamo fare in modo che questa crescita generi opportunità anche per il tessuto economico locale. Le imprese sono pronte a fare la propria parte. Ora servono scelte chiare, tempi certi, opere concrete e un confronto continuo con il territorio».









