Arriva da Alberto Ianni di Futuro Nazionale per Carrara una riflessione sui ristori ai residenti e commercianti danneggiati dal cantiere di Canal del Rio annunciati dall'amministrazione di Carrara: "La sospirata riapertura della “salita di san Ceccardo” e di Via “G. Don Minzoni” a Carrara è la fine provvisoria di un incubo. Provvisoria, perché solamente con l’arrivo della stagione autunnale, sapremo se la canalizzazione delle acque di Canal del Rio è idonea, e quindi, in grado di ricevere l’acqua piovana e la conferma che i lavori siano stati eseguiti a “regola d’arte”. Sicuramente per i residenti è la fine di un disagio durato troppo a lungo, che ha portato ripercussioni pesanti: l’eliminazione dei parcheggi, soprattutto per i disabili che hanno limitato ulteriormente la loro libertà d’azione; le molteplici interruzione di luce, acqua e gas per parecchie ore durante la giornata, lasciando al freddo, durante il periodo invernale, persone malate, anziane e disabili; il mancato accesso dei mezzi di soccorso e il conseguente ritardo degli operatori, che si prodigano nell’intervento se si fosse verificata una grave emergenza, con la conseguente mancanza di sicurezza per tutta la durata delle operazioni soprattutto in via “Don Minzoni”.
Quindi adesso è tutto risolto? Tutto è tornato alla normalità? Assolutamente no! L’onda d’urto di questi cantieri è una catastrofe per i commercianti carraresi. Le strade chiuse e il cambio continuo della viabilità da novembre 2025 ad agosto 2026, hanno messo in ginocchio non solo gli esercenti nelle zone interessate dai cantieri, ma anche nelle zone limitrofe ad essi. Il sindaco Arrighi e la sua giunta, si vantano di aver riaperto le strade il 31 luglio, nonostante siano in ritardo di un paio di mesi, si pavoneggiano del fatto di aver messo da parte un “tesoretto” custodito nelle casse comunali e, ciliegina sulla torta, si gloriano di aiutare i commercianti, artigiani e piccoli imprenditori con i “ristori” da 150 mila euro. Una cifra considerevole.
Futuro Nazionale per Carrara chiede a questa amministrazione: quanti sono gli aventi diritto a questa cifra? Avete considerato il mancato guadagno di queste attività soprattutto quando si parla del periodo natalizio, pasquale ed estivo? (Ormai la stagione estiva è finita!) Molti avranno pagato affitto, dipendenti, tasse (ricordo che l’addizionale Irpef comunale sono tra le più alte nonostante gli introiti della tassa marmi), utenze. Avete considerato se per alcuni di loro, l’attività potesse essere l’unico sostentamento familiare? Sicuramente questi esercenti avranno considerato il “rischio d’impresa”, ma non potevano prevedere il “rischio Arrighi”. Se questa amministrazione fosse veramente dalla parte dei lavoratori avrebbe subito capito che la cifra stanziata è irrisoria e totalmente insufficiente. Una fetta considerevole di quel “tesoretto” che tanto strenuamente avete difeso nei mesi passati deve essere destinato per aiutare questi lavoratori che storicamente e stoicamente resistono al vostro disastro. In primavera ci saranno l’ elezioni amministrative e questa manovra dei ristori non cancella le vostre incapacità organizzative e gestionali. I carraresi sono persone fiere, orgogliose, generose che amano questa città, il loro voto conta e questi piccoli imprenditori non sono cittadini di una categoria inferiore. Sindaco Arrighi, assessori e collaboratori vari, Futuro Nazionale non vi invita a farvi “un giretto” ma a entrare nei negozi di Carrara e ascoltare attentamente quali sono i problemi che affliggono questi esercenti".









