In un'intervista rilasciata a Il Messaggero (firmata da Claudia Guasco), il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è intervenuto sul tema della violenza nelle scuole, dopo i recenti episodi che hanno visto insegnanti accoltellati da propri studenti a Trescore Balneario, Trapani e Roma — tre casi solo nel 2026.Il ministro ha indicato alcune priorità: maggiore attenzione da parte delle famiglie, un'educazione al rispetto portata avanti dalla scuola, insegnanti che sappiano esercitare autorevolezza, limiti di età per l'uso dei social da parte dei minori e, dove necessario, l'introduzione di metal detector negli istituti. Ha ricordato che i controlli avviati negli ultimi mesi hanno già permesso di sequestrare diverse decine di armi improprie nascoste negli zaini degli studenti.
𝗜𝗹 𝗿𝘂𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝗹 𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗱𝗮𝗿𝗸 𝘄𝗲𝗯
Valditara ha sottolineato come gli studi internazionali colleghino l'uso dei social a un aumento della violenza giovanile, evidenziando in particolare il ruolo del dark web, dove contenuti violenti sfuggono a ogni controllo. Ha citato due episodi drammatici: un undicenne che si è presentato a scuola con una GoPro e due coltelli, ferendo un professore a una mano (e che è stato poi insultato sui social per non essere riuscito a "fare di peggio"), e il suicidio di una dodicenne a Caserta dopo la visione di contenuti online che incoraggiavano il gesto.
Il ministro ha anche parlato del rischio di emulazione, definendolo "molto forte": gli episodi recenti si somiglierebbero per l'uso di telecamere indossabili e la ricerca di visibilità sui social. Ha citato un aumento dell'81% di queste aggressioni tra settembre e dicembre 2025 rispetto all'anno precedente.
𝗦𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 𝗲 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲
Da quest'anno il ministero ha attivato un servizio di supporto psicologico nelle scuole rivolto in particolare agli studenti di terza media e ai primi due anni delle superiori, fascia d'età considerata più a rischio dall'Ordine degli psicologi. Valditara ha insistito sulla necessità di intercettare per tempo il disagio giovanile e ha invitato le famiglie a non lasciare i figli soli davanti allo smartphone, sostenendo il bisogno di regole più chiare e di un ritorno all'autorevolezza educativa, in contrapposizione a quella che ha definito una "pedagogia permissiva" diffusa negli ultimi anni.
𝗠𝗲𝘁𝗮𝗹 𝗱𝗲𝘁𝗲𝗰𝘁𝗼𝗿: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗶 𝘂𝘀𝗮𝗻𝗼
Alla domanda su quando ricorrere ai metal detector, il ministro ha citato l'esempio della provincia di Napoli, dove il prefetto ha avviato controlli con rilevatori mobili in accordo con le scuole. Una circolare firmata insieme al ministro dell'Interno Piantedosi prevede che i dirigenti scolastici possano richiedere l'intervento della polizia con metal detector mobili in caso di sospetta circolazione di armi. Valditara ha respinto le critiche di chi giudica la misura repressiva.
Fonte: Il Messaggero, intervista a cura di Claudia Guasco
Scuola, il ministro Valditara: "Basta generalizzazioni, ma servono regole più severe"
Scritto da Carmen Federico
Politica
26 Settembre 2026
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