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Scritto da Redazione
Politica
29 Marzo 2020

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I quattordici giorni di incubazione del coronavirus potrebbero essere all’origine dell’estensione del contagio da coronavirus. Sulla base di questo assunto il coordinamento provinciale di Italia Viva, in riferimento alla drammatica situazione della provincia di Massa Carrara dove i dati continuano a confermare la diffusione di covid 19, ha ribadito l’importanza di fare i tamponi a tutta la popolazione.

“Italia Viva chiede di valutare l'elemento valoriale del “maggior vantaggio  di salute” e quindi di sopravvivenza per i cittadini, che rientra nella responsabilità della decisione sanitaria. – hanno detto dal coordinamento di Italia Viva - Riteniamo sconsiderata la decisione di non effettuare tamponi all'ingente numero di pazienti positivi al coronavirus in isolamento domiciliare. In tutto il nostro territorio i dati dei contagi e dei decessi da covid 19 sono in costante aumento e probabilmente sono stati anche ampiamente sottostimati, come in tutto il resto del paese. Chiediamo all'Azienda Usl Toscana-nordovest di mettere in atto una campagna di tamponi di massa, sul modello di quanto avvenuto in altre zone in Italia, ma guardando anche le misure vincenti attuate dalla Corea del Nord. Tutto ciò con l'intento di identificare il maggior numero di persone positive al coronavirus, compresi gli asintomatici, a partire da chi lavora nella sanità, dai parenti dei malati e da chi lavora in servizi di pubblica utilità ed evitare che il contagio si diffonda ulteriormente.”

Italia Viva ha fatto notare come molti dei pazienti domiciliati e non sottoposti a test stiano diventando un rischio per i rispettivi familiari, e che i medici di famiglia che stanno lavorando con grandissimo impegno non hanno il potere di intervenire con il tampone nemmeno se il paziente ha febbre alta da diversi giorni. “Proprio con l'intento di prestare cura durante tutta la malattia da infezione da coronavirus delle persone non ospedalizzate – hanno aggiunto da Italia Viva - noi proponiamo che  anche nella nostra città vengano individuate strutture alberghiere per ospitare persone  poco sintomatiche o in via di guarigione, in modo da garantire isolamento in una situazione confortevole ma controllata. Questa soluzione prevista anche dall' assessore alla salute Stefania Saccardi potrebbe liberare posti letto all' ospedale per acuti NOA, senza far tornare nelle proprie abitazioni i pazienti prima della totale negativizzazione.” Tre i tipi di pazienti da collocare nelle strutture ricettive convertite a ospedali: le persone che non hanno la possibilità di mantenere effettive distanze dai familiari conviventi; i positivi al coronavirus che non hanno sintomi o hanno sintomatologie non gravi e le persone guarite che escono dal percorso ospedaliero ma non hanno ancora raggiunto la completa negativizzazione e dunque la guarigione virale.

Due, invece i beni che secondo Italia Viva è necessario salvaguardare in questo momento:la salute delle persone e la salute dell’economia. “La massima protezione della salute – hanno concluso da Italia Viva - sicuramente può essere ottenuta con il massimo confinamento delle persone, ma questo provocherà il massimo danno all’economia, praticamente congelandola. Si tratta quindi di cercare di salvaguardare nel modo “migliore”  la protezione di questi due beni importantissimi per la sopravvivenza : la salute e il lavoro. Questo però non è così semplice da realizzare in piena pandemia, ma forse dal momento che le decisioni del Governo sembrano essere considerate da molti sia esagerate o/e insufficienti, potrebbe essere condivisibile la proposta del Leader di Italia Viva Matteo Renzi di porre una seria riflessione all’attuazione di un cronoprogramma spalmato su un tempo definito di qualche settimana che preveda la riaperture delle attività produttive sotto stretto controllo di sicurezza sanitaria, al fine di restituire certezze e speranze agli italiani. Italia viva vuol evidenziare che ad oggi la situazione delineata è grave e se non verranno prese decisioni allo scopo di riconvertire le misure restrittive, forse la luce in fondo al tunnel perderebbe di significato.”.

Vi. Te.

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