Bruno Casotti, Umberto Faita, Giacomo Saisi di Fim Fiom Uilm hanno firmato il seguente comunicato sulla vertenza Tisg: "Per gestire la grave situazione venutosi a determinare, l'azienda, a seguito della comunicazione di 270 esuberi, ha proposto alle OO.SS. l'apertura del contratto di solidarietà. Le richieste delle OO.SS., anticipo, rotazione, maturazione dei ratei e mancata trattenuta dei negativi di ferie per le interruzioni dei rapporti di lavoro e confronto con la RSU sulla gestione della cassa, sono state accolte. Tuttavia, l'attivazione dell'ammortizzatore resta vincolato al nodo dell'autorizzazione da parte del tribunale che sarà propedeutico alla presentazione al ministero. È evidente che da parte nostra c'è un monitoraggio continuo in merito alla gestione dell'ammortizzatore consapevoli che lo stesso è legato a doppio filo al piano di risanamento presentato all'interno della procedura e sarà oggetto del giudizio del tribunale il 16 settembre. L'azienda ha altresì comunicato il proprio orientamento rispetto alla procedura competitiva palesando una preferenza per lo strumento dello share deal, rispetto all’asset deal che potrebbe invece prevedere anche l’acquisizione di singoli rami d’azienda. Ad oggi abbiamo poi appreso che ci sarebbero circa 15 manifestazioni d’interesse che saranno valutate nelle prossime settimane, così come previsto dalla procedura. Continueremo a monitorare la situazione, anche alla luce degli sviluppi che potranno esserci, informando le maestranze nell'assemblea che si terrà lunedì 14 settembre. Un polmone di ossigeno decisivo anche per l'indotto
L'accordo assume un valore strategico straordinario non solo per il cantiere, ma per l'intero tessuto produttivo del territorio. Questo passaggio è infatti determinante anche per le aziende dell'indotto, che potranno a loro volta richiedere lo stesso ammortizzatore sociale. Un passaggio cruciale visto che, in questo ultimo periodo, tutte le domande di CIGO (Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria) presentate dalle ditte esterne erano state rigettate dall'INPS. L'intesa odierna apre quindi una via di tutela indispensabile anche per centinaia di lavoratori della filiera.
Chiediamo con forza ai giudici incaricati di fare la scelta e agli organi della procedura di non valutare esclusivamente la consistenza economica del miglior offerente. La scelta della nuova proprietà deve mettere al primo posto soggetti che puntino sulla tenuta industriale e sulla salvaguardia degli attuali livelli occupazionali. Le competenze delle maestranze dirette e dell'indotto sono il vero patrimonio di questa azienda e da lì si deve ripartire".
The Italian Sea Group comunica 270 esuberi nel corso del tavolo di crisi convocato dalla Regione Toscana e chiede l’apertura del contratto di solidarietà.
Scritto da Redazione
Politica
09 Settembre 2026
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