Le urne hanno parlato. Nella tornata amministrativa del 24 e 25 maggio 2026, venti comuni toscani hanno rinnovato sindaco e consiglio comunale, disegnando una mappa politica che premia il centrosinistra nei centri maggiori ma consegna alla riflessione un dato che non si può ignorare: la partecipazione al voto è crollata di sette punti percentuali rispetto alla precedente consultazione, fermandosi al 55,7% contro il 62,7% di allora. La Toscana, tradizionalmente terra di partecipazione civica più alta della media nazionale, questa volta scende addirittura sotto il dato italiano in alcune fasce orarie. Il colpo grosso: Pistoia torna a sinistra dopo dieci anni La notizia politica più rilevante arriva da Pistoia. Giovanni Capecchi, docente universitario di letteratura italiana, conquista la guida del Comune con il 54,3% delle preferenze, lasciando indietro la candidata del centrodestra Anna Maria Celesti fermatasi al 43%. Si chiude così un decennio di amministrazione di centrodestra. Il Partito Democratico è primo partito cittadino con il 29%, davanti a Fratelli d'Italia al 17% e Forza Italia al 13%. Prato: Biffoni torna da trionfatore. A Prato è storia di un ritorno. Matteo Biffoni si riprende palazzo comunale con circa il 55% dei consensi contro il 29% del candidato di centrodestra Gianluca Banchelli, in una città che negli ultimi mesi aveva vissuto le dimissioni della sindaca Ilaria Bugetti e un periodo di commissariamento. Arezzo e Viareggio: si decide al ballottaggio
Ad Arezzo si va al secondo round il 7 e 8 giugno, con Marcello Comanducci (centrodestra) in vantaggio al 43,8% Vincenzo Ceccarelli (centrosinistra) al 32,4%. Il terzo incomodo Marco Donati ha sfondato il 20% e potrebbe essere determinante al ballottaggio. A Viareggio sfida a tre tutta al femminile: Sara Grilli prima al 34%, Federica Maineri al 30,2%, esclusa dal ballottaggio la grande favorita della vigilia Marialina Marcucci al 27,5%.
Centrosinistra en plein negli altri comuni sopra i 15mila abitanti. A Sesto Fiorentino Damiano Sforzi ha ottenuto il 56,3%, a Figline e Incisa Valdarno si è imposto David Ermini, ex vicepresidente del Csm, mentre a Cascina è stato confermato il sindaco uscente Michelangelo Betti con oltre il 56%.
I piccoli comuni: vince la continuità e il civismo locale.
Nei tredici comuni sotto i 15mila abitanti prevalgono le liste civiche. In provincia di Massa-Carrara, a Montignoso vince Alberto Nardi Perna al 73,3%, a Pontremoli Pietro Camillo Cocchi sfiora il 70%, a Villafranca in Lunigiana si conferma Abramo Filippo Bellesi. A Lucignano (Arezzo) eletto Juri Sicuranza, a Sorano (Grosseto) nuova sindaca Barbara Belcari. In provincia di Lucca vincono Marco Remaschi a Coreglia Antelminelli, Luciano Angelini a Pieve Fosciana e Armando Giovannoni a Sillano Giuncugnano.
L'ombra dell'astensionismo
Il dato che accomuna tutta la Toscana è il calo della partecipazione. Cascina ha perso quasi 19 punti (dal 69,5% al 50,8%), Pistoia oltre 11, Prato circa 9. Il centrosinistra festeggia, ma il vero sconfitto di questa tornata è la democrazia partecipata. La parola definitiva per Arezzo e Viareggio arriverà il 7 e 8 giugno.









