MARINA DI CARRARA – Il prossimo 19 ottobre rappresenta un passaggio decisivo e fondamentale per il futuro di The Italian Sea Group, per le lavoratrici, i lavoratori del cantiere, le imprese dell’indotto e per l’intero sistema industriale della nautica di Marina di Carrara. Un appuntamento cruciale che deciderà la sorte di centinaia di famiglie e di un intero territorio.
In questi mesi, come FIM-CISL e UILM-UIL, abbiamo condotto una battaglia difficile con un obiettivo chiaro: difendere l’occupazione, garantire la dignità dei lavoratori e fare in modo che nessuno venisse lasciato indietro. L’avvio del contratto di solidarietà ha rappresentato un risultato sindacale importante e non scontato. La garanzia della rotazione del personale — da attuare in modo equo e trasparente — e l’impegno dell’azienda ad anticipare l’integrazione salariale costituiscono tutele concrete per la tenuta sociale del territorio.
Seguiamo tuttavia l'evoluzione della vertenza con la massima attenzione e rigidità: attualmente l’utilizzo della solidarietà si attesta su una media del 20%, ma l’azienda ha già annunciato un incremento delle percentuali per i mesi di novembre e dicembre. Questo scenario aumenta la preoccupazione tra i lavoratori e rende ancora più urgente fare chiarezza sul futuro della struttura. Il prolungarsi di uno stato di incertezza rischia infatti di spingere molti addetti specializzati ad accettare offerte dalla concorrenza, scatenando un'emorragia di competenze e know-how che il cantiere e il territorio non possono assolutamente permettersi.
Il contratto di solidarietà deve essere esclusivamente un ponte verso la piena ripresa produttiva. Per questo guardiamo con estrema fermezza alla scadenza del 19 ottobre, termine per la presentazione delle offerte vincolanti e l'apertura delle buste nell'ambito della procedura competitiva.
Di fronte alle due strade prospettate — da un lato le operazioni di asset deal (cessione separata di beni, immobili, stabilimenti o rami aziendali) e dall’altro quelle di share deal (ingresso di nuovi investitori nel capitale per proseguire l'attività nella sua attuale dimensione societaria e industriale) — la nostra posizione è chiara e non ammette equivoci: il frazionamento e lo "spezzatino" dell'azienda non possono essere la soluzione.
La vendita separata dei capannoni e la dispersione del patrimonio industriale e professionale metterebbero a rischio la tenuta occupazionale complessiva e distruggerebbero una storia industriale che ha portato Marina di Carrara ai vertici mondiali della nautica di lusso.
Non spetta al sindacato scegliere l'investitore e riponiamo la massima fiducia negli organi e nelle istituzioni coinvolte. Tuttavia, rivolgiamo un appello forte, accorato e responsabile al Consiglio di Amministrazione di The Italian Sea Group, ai suoi advisor, al Tribunale e a tutti i soggetti chiamati a valutare le offerte:
* La valutazione non si basi esclusivamente sull'offerta economica, ma metta al centro un piano industriale credibile, la garanzia della continuità occupazionale e il mantenimento dell'unità del gruppo.
* Si tuteli l'intero bacino di lavoratori, inclusi quelli dell'indotto, preservando le competenze di alto livello ed evitando che la crisi diventi l'ennesima svendita aziendale.
* Si favorisca l'ingresso di soggetti industriali solidi, capaci di apportare risorse, commesse e investimenti strategici di lungo periodo.
Non abbiamo lottato per ottenere il contratto di solidarietà per poi assistere alla liquidazione pezzo per pezzo del cantiere. Il cantiere deve continuare a costruire yacht e non trasformarsi in un insieme di capannoni da vendere. Continueremo a vigilare con determinazione affinché il lavoro, il futuro delle persone e il patrimonio industriale della nostra comunità rimangano la priorità assoluta di ogni scelta economica e finanziaria.
Vertenza The Italian Sea Group: FIM-CISL e UILM-UIL vigilano sulla solidarietà e guardano al 19 ottobre. "Mantenere l’unità industriale e fermare l'emorragia di competenze: no allo spezzatino, sì alla continuità occupazionale."
Scritto da Redazione
Politica
16 Ottobre 2026
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