Tutto e il contrario di tutto, sempre restando in linea- oddio, veramente proni – ai dettami del partito, scatenando battaglie furiose – social, ovviamente: dal comodo divano di casa propria – trinciando giudizi severi senza avere alcuna - ma neanche minima – competenza, lanciando anatemi ridicoli o, peggio, sfoggiando sconfinate tuttologie del nulla, non avendo di meglio da fare che stare tutto il giorno di guardia su facebook per intercettare chiunque dica una cosa contraria alla propria parte politica, soprattutto non facendo MAI alcunchè di concreto per provare a cambiare in modo costruttivo una delle centomila cose criticate: se vi siete perduti, siete a Carrara, la città ormai inesorabilmente morta sotto tutti i punti di vista, tranne quello di fare polemica – e non fare mai niente in concreto – su tutto. L’ultima graticola – metaforica e reale, visto che si parla anche di cibo alla griglia – è l’edizione appena cominciata della Bier Fest, che da quest’anno è passata sotto la videoreclamizzata gestione di Giacomo Timbro e del suo staff. Le polemiche, tuttavia, sono le stesse da decenni: prezzi troppo alto, cibo non eccelso o scarso, code troppo lunghe, gestione troppo confusionaria. La Bier Fest, già September Fest, tra recenti alterne vicende che ne hanno visto anche la soppressione in alcune annate, esiste a Carrara dal 1976, tanto che può fregiarsi del titolo di festa della birra più antica d’Italia, e, a parte l’entusiasmo e l’onda lunga del grande successo dei primi anni, ha sempre evocato lo stesso identico coro di lamentele. Del resto non si sarebbe a Carrara se ci fosse vero senso critico. E quindi sulla griglia, ovviamente, c’è andata anche la neonata Bier Fest di Timbro, sostanzialmente uguale a quella delle due annate precedenti a gestione della TC&T srl di Marco Tonelli, a parte qualche piccolo accorgimento come il trenino per portare le auspicate frotte di avventori, i menu per vegetariani (che fa ridere perché il senso della festa della birra sono stinco e wurstel da accompagnare con la bevanda oggetto della festa) e l’area con servizio ai tavoli, che, nella brace abbondante buttata sotto la griglia, non sembrano, per ora aver fatto grandi differenze. Di diverso, forse, c’è stato una sorta di mea culpa social, recitato dall’organizzatore in persona, che ha promesso miglioramenti pur citando, tuttavia, numeri che non dovrebbero richiedere alcuna giustificazione: 12 presenze nella prima serata, 3 mila stinchi venduti, che, a 20 euro ciascuno, fa la bella cifra di 60 mila euro di incasso, a cui aggiungere i fiumi di birra venduta intorno ai 10 euro a litro, anche nella comoda botte da 20 litri, bretzel a 5 euro l’uno, hamburger a 13 euro, un wurstel e una salsiccia con una pagnottina del forno locale a 14 euro, insomma, in una serata la Bier Fest di Timbro avrebbe già battuto i record di incassi delle ultime edizioni. La seconda serata, secondo immagini mostrate sui social, sarebbe andata assai meno bene, con pochi sparuti avventori, ma le ragioni del calo, più che alle polemiche o agli oggettivi prezzi assai alti, sono da ricercare nel molto diminuito appeal di manifestazione di questo genere, ormai comuni ovunque, inflazionate ovunque, verso cui, la gran parte delle persone, a parte un piccolo tributo iniziale alla tradizione dell’appuntamento carrarese, non trova più particolare entusiasmo. I tempi d’oro della September Fest strapiena ogni sera sono finiti da un pezzo. La birra, anche più buona, si compra ovunque a prezzi inferiori così come ovunque si trovano ottimi piatti della tradizione tedesca. Carrara, pur nel suo primato di festa della birra più antica d’Italia e, per un po’ anche di festa più grande dopo l’Oktober Fest, non è Monaco di Baviera: non ha inventato né la birra, né la festa, non ha costruito buona parte della sua storia sul legame con questo evento. Oltretutto ha anche perso molto filo e molta caratterizzazione vera nel corso degli ultimi dieci anni ed ha ormai centinaia di eventi simili che le fanno concorrenza. Se le tradizioni dovrebbero essere sempre quantomeno rispettate, forse, quella della Festa della Birra di Carrara andrebbe davvero ripensata come omaggio alle sue origini in location meno grandi e dispersive, in prodotti esclusivi tedeschi, e soprattutto nella durata concentrata in meno giorni, visto che l’entusiasmo decisamente scema dopo la serata inaugurale. Ma la Bier Fest 2026 è appena all’inizio, potrebbe dare risultati sorprendenti. Di certo non placherà le polemiche, in ogni caso. Per farlo bisognerebbe proprio cambiare sede.
Bier Fest 2026: il senso di Carrara per la polemica
Scritto da Vinicia Tesconi
Cronaca
24 Agosto 2026
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