A margine della proiezione del documentario"The Piccirilli factor" alla quale ho assistito martedì 4 scorso. Una proiezione attesa ma onestamente deludente; codivido infatti le rimostranze di molti presenti che hanno lamentato l'audio esclusivamente in lingua inglese. Il documentario avrebbe meritato un doppiaggio in italiano visto il tempo e le risorse economiche di cui la produzione disponeva. E' vero che, grazie all'intervento della Biblioteca Civica sono stati inseriti i sottotitoli in italiano, ma erano troppo piccoli per una lettura dalle ultime file. Al di là dei problemi di lingua il documentario relega ad un ruolo marginale il rapporto con la nostra città. Ad esempio non viene mai mostrata l'Accademia di Belle Arti (attuale Liceo Palma) dove tutti e sei i fratelli hanno studiato. Il solo che poi ha proseguito gli studi all'Accademia di Belle Arti di Roma è Attilio, Fulvio, contrariamente a quanto narrato, non studiò a Roma. Anche la casa natale e i laboratori paterni dove i giovani esercitarono la loro arte sono, la prima inquadrata fuggevolmente, i secondi ignorati così come ignorati sono il gesso della Foca di Fulvio conservato nell'Istituto Tacca di Carrara e l'ultimo capolavoro firmato Fulvio, l'angelo sulla tomba del figlio, al cimitero Verano di Roma. Non ultimo, nel documentario non si fa il minimo accenno al rientro in Italia di Ferruccio e Fulvio, il primo a Pietrasanta e il secondo a Roma. Peccato, francamente mi sarei aspettato qualcosa di più. Ciliegina sulla torta, le gratuite e inopportune dichiarazioni del regista, critiche sia sulla targa marmorea affissa dalla Amministrazione sulla facciata della casa natia dei Piccirilli sia sul monumento ad Alberico. Una mancanza di stile nei confronti di chi generosamente lo ha invitato a proiettare il documentario mettendogli a disposizione attrezzature e villa della Rinchiostra.
Delusione per il documentario "The Piccirilli factor" anche da parte dello storico massese Franco Frediani
Scritto da Redazione
Cronaca
13 Agosto 2026
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